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venerdì 23 settembre 2011

Dibattito sull'Arte: intervento di Alessandro Maio

Continua il dibattito sull'arte lanciato dal nostri blog "Alchimia della Bellezza", in seguito ad un incotro realizzato da un gruppo di artisti e amanti dell'arte in un ristorante di Sant'Agata, su iniziativa di Homo Faber.
Sul blog, ha iniziato l'Architetto Benedetto Ventura. Qualche giorno fa, ha partecipato il presidente dell'Associazione Homo Faber, Nicola Chiaromonte.
Oggi pubblichiamo l'intervento dell'amico Alessandro Maio.

"E' difficile parlare di arte quando leggi sui giornali la notizia dell'intenzione del ministro Gelmini di tagliare l'insegnamento della storia dell'arte nelle scuole e del taglio del programma "Passepartout", in onda su rai tre condotto dal critico d'arte Philippe Daverio. Mai dopo il "ventennio" siamo arrivati cosi' in basso, anzi il dittatore con camicia e stivali neri a confronto dell'attuale "pornonano" ci puo' apparire come un "Faro illuminante". Chi ci guida ha messo in atto un progetto per azzerare le menti:
Il "nulla" impera nelle varie tv spazzatura, programmi seguiti da "anime" che non brillano di luce propria, convinti che l'effimero sia la via migliore per realizzarsi. Oltre a quel poco per poter vivere
ci stanno togliendo anche i sogni.

Dopo questa premessa cerco di entrare nel vivo del dialogo. Di recente mi sono avvicinato al "mondo dei fermenti artistici locali", dopo avere seguito per un periodo relativamente lungo, l'arte
contemporanea "ufficializzata" dalla critica. Secondo il mio parere,
il giudizio definitivo su cio' che e' veramente arte, non puo' essere emesso se non dalla storia; sara' la storia a sfoltire l'albero dai rami secchi, noi possiamo solo farci la nostra idea, in base alla
nostra cultura e alla nostra sensibilita'. Saranno questi due ultimi elementi: Cultura individuale e sensibilita' a suggerirci se siamo di fronte a ciò che un giorno sara' "consacrato" ad "opera d'arte" o se siamo di fronte ad una comune decorazione.


Alessandro Maio

 

mercoledì 21 settembre 2011

Prosegue il dibattito sull'Arte - Intervento di Nicola Chiaromonte

Mi scuso per il lungo periodo di silenzio dovuto a vicissitudini personali.
Rispondo, quindi, all'invito dell'amico ing. Farid Adly e al primo commento  dell'amico Arch. Benedetto Ventura, pubblicato sul blog "alchimia della bellezza" sul tema dell'arte e che fa seguito ad una discussione in una pizzeria promossa dalla ass.Homo Faber, a fine luglio.

Inizio, come si usa dire, da lontano. A seguito delle varie collettive organizzate nel nostro territorio dalle nostre associazioni d'arte, ho avuto modo di constatare la grande adesione degli artisti nebroidei unita ad un grande desiderio di partecipazione attiva e condivisa all'evento a cui partecipavano.  La riuscita della prima esposizione delle arti visive organizzata a Capo d'Orlando dall'ass. Homo Faber nel giugno scorso ha confermato questa tendenza.

In seguito a ciò si apriva un dibattito tra me, Marcello Merlino ed altri su questa partecipazione e sulle sue motivazioni, sul concetto di "artista", di Arte, di contemporaneità.
Ci si chiedeva cosa si intendeva per arte e se esiste una definizione tangibile (ma personalmente non lo penso), quale fosse l'idea di Arte che ognuno di noi ha , e che molto probabilmente è diversa dall'altro, salvo alcuni tratti comuni, cosa si intende per arte d'avanguardia ,transavanguardia , arte contemporanea  eccetera ( mi chiedo: le prime installazioni o esposizioni di oggetti comuni o altro esposti come provocazioni o momenti di rottura con i dettami correnti erano arte? E se sì, ripetere o imitare quelle “provocazioni”, oggi, ha un significato , una connotazione artistica? E ancora, chi può essere titolato a giudicare in senso artistico un’opera? I critici d’arte oggi possono essere considerati ancora tali o hanno un’altra funzione? Questi sono alcuni dei tanti temi che in questo spazio cito. L’intenzione è discuterli uno per uno con tutti quelli che ritengono interessante e utile tale discussione, senza limiti di tempo o di partecipanti e aggiornando il tema in base all’evoluzione del dibattito. 

Mi scuso per la lungaggine del contributo e a presto

Nicola Chiaromonte