Durante l'incontro del 7 Settembre 2013 alla Sala Consialire di Acquedolci è intervenuto l'amico Pietro Cordici, con un discorso interessante sulla questione "Chi è l'artista, Oggi?", mettendo giustamente l'accento sulla tematica dell'inquinamento dei valori dell'arte con le intrusioni del mercato. La deriva che veniva derisa efficacemente da Andy Warhol, quando disse: "Un buon affare è la miglior opera d'arte".
Eccovi il testo dell’intervento di Pietro Cordici:
(foto di Benedetta Ziino)
"Chi è l’artista oggi?
L’arte del nostro tempo, se non viene vissuta come un fatto necessario
dal pubblico, rischia di limitarsi ad essere una serie di oggetti. Il pericolo
è che gli artisti continuino da soli il loro cammino ideativo, con il rischio
di perdersi dietro al solo problema della “creatività”. Il pubblico, poi,
potrebbe prendere la deriva di inseguire unicamente la moda del giorno. Il
punto di incontro tra l’artista e il pubblico deve essere il dialogo. Un
confronto intenso che produca un’autentica emozione che spinga l’osservatore a
riconoscere qualcosa nell'opera. Cioè non solo capirla ma anche a viverla.
Bisogna scegliere se essere felici o essere artisti. Se essere nella
vita o essere nell'arte L’arte vuole più che dedizione, vuole tutto il nostro
essere.
Per definirsi artisti, sentirsi fuori posto aiuta ma non basta. Fuori
posto bisogna proprio starci, non soltanto sentirsi. Anche al costo di trovarsi
“incompresi”.
L’arte chiede all'artista un sacrificio immane. L’arte può anche essere
una vocazione, ma è comunque una scelta, non credo che Van Gogh poteva tirarsi
indietro. L’artisti si immola per l’umanità. Guarda Van Gogh Gallery
L’artista va trattato con rispetto, di lui dobbiamo essere orgogliosi.
Ha avuto un coraggio, che pochi hanno davvero: allontanarsi di un passo per
riunirci tutti nel suo sguardo.
L’artista è colui che merita onori e successo, perché a lui onore e
successo sono indifferenti. A lui interessa solo una cosa: l’arte per cui vive
(senza recitare di fare i pittori e che pertanto realizzano ottimamente i
lavori nell'arte Non essendo scienziati, i creatori hanno tutto il tempo di
gestirsi, attraverso il sistema dell’arte, senza essere sfruttati, i molti
artisti per il bisogno di visibilità in quanto tale il sistema non riesce a
capirli).
Dopo la prima e la seconda guerre mondiali, il centro dell’arte sono
New York e Mosca, dove sono nate prestigiose istituzioni artistiche pubbliche e
private. Quindi, Londra, Parigi, Vienna e Berlino non sono più le capitali
culturali".




