venerdì 13 settembre 2013

Il maestro Silvio Benedetto a Sant'Agata Militello



"Ci sono delle persone che quando li incontri per la prima volta ti trasmettono una immensa simpatia, come se tu le avesse conosciute da una vita". E' questo il pensiero che ho vissuto mentre chiacchieravo al ristorante in compagnia del maestro Silvio Benedetto. A tavola c'erano Silvia, Ettore Merlino e Giuseppe Rizzo. Un incontro fortuito, organizzato all'ultima momento da Ettore. L'idea iniziale era di organizzare una conferenza sull'arte, con relatore lo stesso maestro Silvio, ma i tempi ristretti non ce lo hanno permesso. L'idea è soltanto rinviata. Si potrebbe realizzare il prossimo mese di Ottobre, con una performance artistica che coniugherebbe immagini, video, disegno dal vivo e parola. Sarebbe un ritorno nella nostra zona dei Nebrodi dopo 35 anni. Benedetto, infatti, ha esposto nel lontano 1978 alla Galleria d'arte "Il Capitello" di Sant'Agata Militello, un evento organizzato dall'allora giovane pittore Pietro Cordici insieme all'architetto Giuseppe Camarda.

Sorseggiando un bicchiere di vino, la nostra discussione si è infilata in mille meandri, tutti però che partivano o finivano nel tema della creatività. Raccontare e raccontarsi, nell'arco di due ore, apre finestre ignote che ti fanno conoscere, di volta in volta, un tassello di un grande mosaico. E' stato un bellissimo gioco di rimandi, di ricordi e aneddoti di vita, che ci siamo scambiati noi cinque, concluso poi con un caffè e la trasferta nello studio Linee d'Ombra di Ettore Merlino a sfogliare gli oli su carta del maestro, le sue  marine e le sue tele rievocanti leggende antiche o memorie personali. Mi ha colpito in particolare un ritratto di una ragazza. Linee semplici, quasi moncromatico, ma con degli occhi espressivi che trasmettono serenità.

Ci siamo lasciati, dopo mezzanotte, con la promessa di intraprendere un percorso insieme. E magari con un progetto di scambi culturali tra la Sicilia e l'Argentina.
Arte Pubblica: Pittura Murale sul Palazzo Comunale di Riomaggiore

Chi volesse approfondire l'arte e ammirare le opere del maestro Silvio Benedetto, può cliccare sui link sottostanti:

Il sito ufficiale di Silvio Benedetto

Associazione Culturale La Via del Mare

Un po' di biografia

giovedì 12 settembre 2013

Van Gogh: rinvenuto "Tramonto a Montmajour"

Van Gogh: rinvenuto il pezzo cardine del suo lavoro ‘Tramonto a Montmajour’, visibile dal 24 settembre ad Amsterdam

Il Museo di Vincent Van Gogh dispone di un dipinto del pittore fino ad oggi sconosciuto: Tramonto a Montmajour. Secondo Axel Rüger , il direttore del Museo Van Gogh, , una scoperta di questo calibro non è mai accaduta nella storia del museo: " Non avrei mai pensato che un nuovo quadro di Van Gogh potesse essere aggiunto alla collezione"



Il Museo di Vincent Van Gogh, autore di ben 864 tele e di più di mille disegni, dispone di un dipinto del pittore fino ad oggi sconosciuto: "Tramonto a Montmajour". A quanto sembra, Van Gogh dipinse l'opera nel 1888 ad Arles, nel sud della Francia, nello stesso periodo in cui realizzò altre opere di fama mondiale come "Girasoli", "La Casa Gialla" e "La camera da letto".
Secondo Axel Rüger , il direttore del Museo Van Gogh, , una scoperta di questo calibro non è mai accaduta nella storia del museo.
" Non avrei mai pensato che un nuovo quadro di Van Gogh potesse essere aggiunto alla collezione. Ma la cosa più speciale è che si tratta di un pezzo fondamentale della sua carriera di pittore, un grande quadro di quelli che molti considerano come il culmine della prestazioni dell'arte nel periodo che trascorse ad Arles nel sud della Francia. (...) L'attribuzione del quadro a Van Gogh si basa su un'ampia ricerca su stile, tecnica, vernici, stoffa, la rappresentazione, le lettere e l'origine di Van Gogh ".
Louis van Tilborgh e Teio Meedendorp, due ricercatori presso il Museo Van Gogh, spiegano perché questo è un pezzo fondamentale nella sua opera. "Egli ha voluto presentarsi con quest'opera come un "poeta tra i pittori di paesaggio'". Affermano i i due studiosi: "Il risultato tra la tensione e il sogno rende questo pezzo proprio interessante. Vediamo Van Gogh lavorare fino qui, lottando con la fretta, e questo è parte del fascino del lavoro."
L'ubicazione del soggetto dipinto è stato identificato come il paesaggio non lontano da Arles vicino alla collina Montmajour, con la rovina dell'abbazia che porta lo stesso nome e ci sono in più due lettere dell'artista che fanno riferimento al quadro. Per tutti coloro che volessero ammirare la splendida opera di Van Gogh, "Tramonto a Montmajour" verrà mostrata nel Van Gogh Museum di Amsterdam a partire dal 24 settembre.
Michela Manicucci




mercoledì 11 settembre 2013

Un quadro di Pietro Cordici in dono al presidente Crocetta

Il sito santagatese curato dal prof. Ciro Scaglione





In una cerimonia solenne, la città di Sant'Agata rappresentata dal Sindaco Sottile ha consegnato al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, un riconoscimento: "Il Premio Protagonisti d'Oggi".
Il premio è un quadro del maestro Pietro Cordici.





Alchimia della Bellezza: "Chi è l'artista, oggi?"


 Pubblichiamo qui sotto il testo integrale dell'intervento dell'Ing. Farid Adly, presidente dell'ACM, nonché giornalista e scrittore, pronunciato durante l'evento culturale del 7 Settembre 2013 alla sala consiliare del Comune di Acquedolci (Me):


Che cos’è l’Arte (con la A maiuscola)?

E’ la domanda che si sono posti artisti, storici e critici dell’arte. E prima di loro i filosofi.

Sono andato a leggere l’Enciclopedia:

L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Indubbiamente , pero’, esiste un linguaggio oggettivo che prescinde dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti .
Fine della citazione.

Parole generiche e una definizione asettica, un giro di parole, che non soddisfano la curiosità di comprendere, che nasce in ciascuno di noi di fronte ad un’opera e non tengono conto, inoltre, del dibattito storico sul tema.

Senza scomodare i filosofi greci che ci hanno lasciato riflessioni interessanti sull’Estetica, sull’arte come Mimesi, imitazione della natura, e sul ruolo dell’arte nel trasformare l’animo degli esseri umani (il bello suscita la bontà), possiamo affermare che il primo intellettuale moderno a porre la questione dell’arte, in senso generale e non soltanto di quella visiva, è stato Tolstoi: ”Che cos'è l'arte?”, scritto e pubblicato nel 1897.

Nella sua opera, Tolstoj polemizza con le forme artistiche più elaborate e complesse, affermando che «l'arte buona è sempre comprensibile a tutti». La vera arte, secondo Tolstoj, suscita un positivo «contagio», ovvero «quel sentimento, completamente differente dagli altri, di gioia nell'unione spirituale con un altro (l'autore) e con altri ancora (gli ascoltatori o spettatori) che contemplano la stessa opera». L'arte «deve sopprimere la violenza» e «fare in modo che i sentimenti di fraternità e amore per il prossimo, oggi accessibili solamente agli uomini migliori della società, diventino sentimenti abituali, istintivi in tutti».

Chiedersi cos'è l'arte è una domanda alla quale, di volta in volta, di epoca in epoca, sono state date risposte che riflettevano le condizioni sociali, politiche ed economiche del momento. Le scoperte scientifiche e tecniche hanno introdotto altre difficoltà per chi ha tentato di delimitare il problema.

Per poter abbozzare una risposta, si dovrebbe fare una ricognizione sull’Estetica moderna, dall’inizio dell’Ottocento quando Baumgarten ne coniò il termine in poi. Una ricognizione che esula dal nostro compito di oggi, per l’opportunità della leggerezza e le necessità di tempo.   Se l’estetica filosofica ha ricondotto l’esperienza dell’arte al mero apprezzamento del bello, l’estetica moderna, invece, ha canalizzato tutta la ricchezza del sentimento  nella dimensione del giudizio di gusto.  

L’arte è come il linguaggio; è una caratteristica dell’essere umano. Gli altri viventi non esprimono capacità e attitudini simili. Nello stesso tempo, come il linguaggio per  il pensiero, l’arte è uno strumento di comunicazione. In questo caso la comunicazione di sentimenti. Se assumiamo come vera questa asserzione, possiamo dedurre che, oltre alla mera apparenza estetica e al di là dei condizionamenti del mercato, l’arte è la trasmissione di sentimenti, dall’artista nella sua opera e dall’opera agli spettatori.

Non tutti gli esseri umani hanno la capacità, se vogliamo il dono, di poter utilizzare questo linguaggio, cioè essere artisti. Ma a nessuno è precluso provarci. Come esattamente per la facoltà di parola, non tutti gli alfabetizzati sono scrittori o poeti, ma nessuno ha il diritto di impedire ad alcuno di parlare e scrivere.

L’arte in effetti non è un prodotto del singolo, ma una realizzazione collettiva. Come ogni comunicazione, c’è bisogno di un emittente e un ricevente e, quindi, il singolo in sé è incapace di produrre arte, se non ci fossero gli altri a riceverla. Come ogni opera, il quadro, la scultura, la foto o ogni altra forma moderna dell’arte, una volta realizzata non è più proprietà dell’autore, ma dello spettatore, di chi la guarda e ammira. Quando un’opera è riconosciuta da un’ampia platea di osservatori, sopravvive al suo autore. E’ eterna e rende eterno il suo plasmatore, non necessariamente come persona singola.  Le pitture rupestri di Lascaux in Francia, di Altamira in Spagna oppure di Akakus nel Sahara libico sono una testimonianza della dimensione culturale dell’essere umano anche nella preistoria e prima ancora dell’invenzione della scrittura. In quei disegni stilizzati di bisonti e giraffe, l’uomo e la donna primitivi ci hanno comunicato, 10 mila anni dopo, una testimonianza della loro vita quotidiana, che altrimenti non sarebbe stata esplorata e compresa. L’artista dotato di una vena creativa assume così un ruolo sociale ed una responsabilità storica.

Questa conclusione la possiamo affermare per tutte le successive civiltà, da quella egizia, a quella greca e romana, per rimanere nel bacino del Mediterraneo; ma anche di quella indiana e cinese e delle due Americhe: il livello dello sviluppo culturale di quelle società è espresso dalle loro arti, intese in senso generale di manufatti, strumenti di lavoro, arredo per la casa, vestiario, architettura, ecc…
Per ogni civiltà e in ogni epoca, ci sono stati uomini che hanno eccelso, ma la loro eternità è la somma di tanti altri contributi collettivi. Il prodotto artistico scaturisce da un atto creativo dell'artista, colui che da antico artigiano a genio per antonomasia ha attraversato, nella storia, tutti i ceti sociali. Quando al frutto di questo atto creativo vengono attribuiti anche giudizi di valore esso diventa arte. La nascita dell'arte, infatti, determina la nascita culturale dell'uomo, a sua volta costruito dalla sua stessa cultura entro un processo dinamico che conduce sino ai nostri tempi moderni, percorrendo un’ esperienza di vita antica, ma sempre nuova e rinnovabile ove l'arte si pone come una caratteristica intrinseca universale dell’essere umano. Le arti visive, la musica, il canto non conoscono infatti confini. Di fronte all’Urlo di Munch e a Guernica di Picasso, ogni essere umano, di ogni latitudine e di ogni generazione, è scosso dalle vibrazioni emozionali di rabbia e di angoscia, che quei lavori gli trasmettono, anche senza saperne il percorso e il contesto storico e al di là dei canoni estetici del momento vissuto dall’osservatore . Pablo Picasso sosteneva che “l’arte è la menzogna che ci consente di comprendere la verità”: non è l’oggetto artistico ad esprimere un valore concettuale, eppure attraverso d’esso l’idea si mostra e si concretizza.

C’è stato anche chi demoralizzato dal profilarsi di una società sempre più inumana, animata dall’etica del profitto, ha considerato l’arte come l’unico mezzo per sfuggire al dolore insito nella realtà (Shopenhauer),  o chi ha inteso l’arte più che altro come un’ “intuizione lirica”, parte da un sentimento e si concretizza successivamente in un’immagine (Benedetto Croce).

Ma c’è anche un’altra deriva dell’arte durante il periodo dell’industrializzazione e della formazione della classe capitalista, quella della cosiddetta “smitizzazione” del prodotto artistico, scorgendo nell’arte una possibile e vincente espressione della tecnica. Ed è proprio quest’ultimo modo di intendere l’arte che verrà ripreso ed ampliato durante il Novecento con il profilarsi delle “Avanguardie Storiche” e quindi movimenti artistici come il Cubismo, il Futurismo, l’Astrattismo, il Dadaismo etc. 

L’arte nello sviluppo capitalistico della società si è talmente dissociata dalla vita che per riconoscerla e
apprezzarla sono necessari codici e istruzioni non solo specifici, ma anche particolarmente stravaganti e inverosimili. Il mercato distorce e corrompe l’anima. Sotto gli occhi di tutti appare oggi l’arbitrarietà delle regole vigenti nel “mondo dell’arte”, che si sono arenate sulla supremazia del profitto e condizionate dall’inganno del critico a pagamento e della pubblicità.

L’arte nella mia concezione è un prodotto collettivo e l’artista esiste perché è riconosciuto tale dalla sua società. Qua e ora! Non dopo la morte. Ecco perché l’individualismo dell’artista èuna condizione necessaria per l’affermazione dell’Ego creativa, ma che non sarebbe sufficiente alla sua elevazione, se non ci fosse il confronto e la collaborazione con gli altri, artisti o comuni esseri umani, in un processo culturale durante il quale diverse figure contribuiscono alla crescita di tutti.

Un esempio di artista è colui che stiamo festeggiando oggi i suoi 80 anni. Salvatore Morello è un artista vero, proprio nel senso tolstoiano, un “artista popolare”, che per lunghi anni non ha scoperto la vena artistica che serbava in seno. Soltanto all’età di 48 anni, e per circostanze fortuite, ha preso in mano il pennello e spalmato i colori sulla tela. Ma vi assicuro che le opere che aveva realizzato quando era – come dice lui – contadino allevatore, sono autentiche opere artistiche. Intagliava oggetti di legno, di uso comune, per la cucina e per il lavoro, abbellendole con bassorilievi, che testimoniano sue capacità inestimabili. Ho visto recentemente a San Fratello, un dono che ha fatto a sua sorella per il suo matrimonio, una tavola di legno incisa, con scene di corteggiamento raffiguranti un cavaliere e una donna e altre figure, in una specie di fumetto tridimensionale ante letteram. Un’opera, per fortuna, gelosamente e consapevolmente costudita dalla proprietaria, sia per il suo valore affettivo sia per quello artistico.

L’arte di Salvatore Morello è annoverata tra quelle figurative, incline all’ingenuo, altrimenti detto con termine colto, francesizzante: naif. Non rispetta la prospettiva e le dimensioni degli oggetti, ma coglie la natura delle cose e la arricchisce con una fantasia esplosiva, come in quei suoi tramonti e aurore meravigliose che sprigionano, allo stesso tempo, luce e tenebre.

Salvatore Morello è un artista legato fortemente alla sua fede religiosa e questo suo sentimento lo tramanda sulla tela con opere dirette, come l’immagine di Gesù crocifisso e sofferente, sia con la lode dell’incanto della natura, con una spasmodica attenzione al particolare, che rasenta la miniatura.

Un terzo filone della produzione morelliana è la tradizione perduta dei mestieri e ambienti della società contadina e pastorizia.

Una dimensione umana di Salvatore è il suo lato socievole e solidale. E’ un uomo che non si risparmia per servire gli altri. Ha sempre messo la sua arte al servizio dell’impegno. Ha donato suoi quadri per la raccolta di fondi a favore dei bambini africani e palestinesi e un suo quadro ci ha permesso di coprire una parte delle spese per realizzare il murales Dino Sauro, nella salita della stazione ferroviaria.

Questo omaggio che gli facciamo è il minimo riconoscimento che una società possa assegnare ad uno dei suoi figli migliori, con l’augurio di altri ottant’anni.    
  
Farid Adly
Acquedolci (Me), 7 Settembre 2013



lunedì 9 settembre 2013

Gli ottant'anni di Salvatore Morello



Il maestro Salvatore Morello ha compiuto, lo scorso 7 Settembre, 80 anni. Non li dimostra per nulla. In volontà, prontezza mentale, capacità d'iniziativa e anche fisicamente. L'Associazione Culturale Mediterraneo lo ha festeggiato con una cerimonia a sorpresa. In sala consiliare del Comune di Acquedolci, soci, amici, familiari e tantissimi artisti aderenti al progetto Alchimia della Bellezza si sono radunati per dire all'unisono: "Tanti Auguri a te!". Sul Palazzo Municipale svettava uno striscione con la scritta: "Buon Compleanno, Maestro!" 7 Settembre 2013 e il logo dell'ACM. Durante la cerimonia, presieduta dalla dott.ssa Nunziatina Spina, al maestro è stata conferita dall'Associazione una targa-telegramma di auguri.
Tra gli artisti aderenti ad Alchimia della Bellezza presenti in sala ricordiamo: Pietro Cordici, Calogero Corrao, Angelo Restifo, Ettore Maria Merlino, Calogero Reitano, Mario Biffarella, Lella Raimondo, John Picking, Melina Tricoli, Nicola Chiaromonte, Aldo Zisa, Nanni Zangla, Nino Manasseri, Nino Santomarco, Rosetta Marino, Maria Cristina Digiovanna,... Erano presenti anche altri artisti che sono stati vicini al nostro progetto come il prof. Nuccio Mannelli, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Capo d'Orlando, la giovane artista Miriam Carini, Alba La Mantia e Clotilde Alizzi.
Alla cerimonia ha assistito l'amico Alberto Visalli, curatore del blog Sant'Agata e Dintorni, e la giovante collaboratrice, Benedetta Ziino (che ringraziamo per aver messo a nostra disposizione le foto).
vedi qui il suo articolo


La cerimonia si è conclusa con il taglio della gigantesca torta e un bicchiere di spumante.


Il presidente Adly ha letto questa presentazione del lavoro del nostro artista:

"Un esempio di artista è colui che stiamo festeggiando oggi i suoi 80 anni. Salvatore Morello è un artista vero, proprio nel senso tolstoiano, un “artista popolare”, che per lunghi anni non ha scoperto la vena artistica che serbava in seno. Soltanto all’età di 48 anni, e per circostanze fortuite, ha preso in mano il pennello e spalmato i colori sulla tela. Ma vi assicuro che le opere che aveva realizzato quando era – come dice lui – contadino allevatore, sono autentiche opere artistiche. Intagliava oggetti di legno, di uso comune, per la cucina e per il lavoro, abbellendole con bassorilievi, che testimoniano sue capacità inestimabili. Ho visto recentemente a San Fratello, un dono che ha fatto a sua sorella per il suo matrimonio, una tavola di legno incisa, con scene di corteggiamento raffiguranti un cavaliere e una donna e altre figure, in una specie di fumetto tridimensionale ante letteram. Un’opera, per fortuna, gelosamente e consapevolmente custodita dalla proprietaria, sia per il suo valore affettivo sia per quello artistico.
L’arte di Salvatore Morello è annoverata tra quelle figurative, incline all’ingenuo, altrimenti detto con termine colto, francesizzante: naif. Non rispetta la prospettiva e le dimensioni degli oggetti, ma coglie la natura delle cose e la arricchisce con una fantasia esplosiva, come in quei suoi tramonti e aurore meravigliose che sprigionano, allo stesso tempo, luce e tenebre.
Salvatore Morello è un artista legato fortemente alla sua fede religiosa e questo suo sentimento lo tramanda sulla tela con opere dirette, come l’immagine di Gesù crocifisso e sofferente, sia con la lode dell’incanto della natura, con una spasmodica attenzione al particolare, che rasenta la miniatura.
Un terzo filone della produzione morelliana è la tradizione perduta dei mestieri e ambienti della società contadina e pastorizia dei Nebtrodi. 
Una dimensione umana di Salvatore è il suo lato socievole e solidale. E’ un uomo che non si risparmia per servire gli altri. Ha sempre messo la sua arte al servizio dell’impegno. Ha donato suoi quadri per la raccolta di fondi a favore dei bambini africani e palestinesi e un suo quadro ci ha permesso di coprire una parte delle spese per realizzare il murales Dino Sauro, nella salita della stazione ferroviaria.
Questo omaggio che gli facciamo è il minimo riconoscimento che una società civile possa assegnare ad uno dei suoi figli migliori, con l’augurio di altri ottanta anni".  



L'occasione è stata scelta per la ripresa delle attività di Alchimia della Bellezza, dopo una pausa imposta dai lavori di ampliamento e di ammodernamento della Casa delle Culture, sede delle mostre mensili.
Il momento gioioso è stato proficuamente sfruttato per discutere di un tema culturale di fondamentale importanza per la comprensione del mondo della creatività: "Chi è l'Artista, oggi?". Sul quesito, che rimane una questione sempre aperta malgrado i secoli di dibattuto culturale attorno, ha presentato un'introduzione il presidente dell'ACM, Ing. Farid Adly, giornalista e scrittore, oltre ad essere raffinato cultore d'arte e infaticabile organizzatore e promotore di eventi artistici. (il testo integrale del suo intervento verrà pubblicato prossimamente, appena verrà consegnato dall'autore alla redazione del blog). Dopo un escursus, breve e per sommi capi, sugli approcci al tema da filosofi, critici e storici d'arte, sul tema dell'Arte, Adly ha passato in rassegna le varie teorie sul ruolo dell'artista nella società. Constatando che "l'Arte non è un prodotto del singolo, ma una realizzazione collettiva", Adly sostiene che "Ogni opera ... una volta realizzata non è più proprietà dell'autore, ma dello spettatore, di chi la guarda e la ammira. Quando un'opera è riconosciuta da un'ampia platea di osservatori, sopravvive al suo autore. E' eterna e rende eterno il suo plasmatore, non necessariamente come persona singola". Il presidente dell'ACM, dopo aver premesso che "l'Arte è come il linguaggio; è una peculiarità dell'essere umano... e come il linguaggio per il pensiero, l'Arte è uno strumento di comunicazione . In questo caso la comunicazione di sentimenti" e visto che "Non tutti gli esseri umani hanno la capacità, se vogliamo il dono, di poter utilizzare questo linguaggio, cioè essere artisti", avanza la convinzione che "a nessuno è precluso di provarci. Come esattamente per la facoltà di parola, non tutti gli alfabetizzati sono scrittori o poeti, ma nessuno ha il diritto di impedire ad alcuno di parlare e scrivere". Il relatore conclude la sua riflessione con questa affermazione impegnativa: "L'Arte è un prodotto collettivo e l'artista esiste perché è riconosciuto tale dalla sua società. Qua e ora! Non dopo la morte. Ecco perché l'individualismo dell'artista è necessario per l'affermazione dell'Ego creativa, ma che non sarebbe sufficiente da solo alla sua elevazione, se non ci fosse il confronto e la collaborazione con gli altri, artisti o comuni esseri umani fruitori".

Dopo l'introduzione, la dott. Daniela Zingale, Assessora alla Cultura, ha portato i saluti dell'Amministrazione comunale di Acquedolci, guidata dal Sindaco, Avv. Ciro Gallo.



Un fitto, vivace e approfondito dibattito è seguito all'introduzione. Sono intervenuti molti artisti e cultori dell'arte: il pacato e profondo Mario Biffarella, per sostenere che il mercato domina il mondo dell'arte e lo soffoca, facendo emergere gli uni e affossando gli altri, con parametri che non hanno nulla a che fare con il merito, ma soltanto tenendo d'occhio il profitto. Il saggio John Picking, ha sottolineato l'importanza del ruolo delle accademie e la necessità del confronto tra opinioni diverse su un tema prescelto. Un frizzante e buon conoscitore della materia Pietro Cordici ha delineato le sofferenze patite ed i sacrifici dell'artista nel compier appieno il suo ruolo sociale ed ha amichevolmente polemizzato con la posizione di John Picking, il quale ha risposto raccontando un qualche gustoso aneddoto della propria esperienza. Una tenzone che ha animato il dibattito e ha convinto altri ad intervenire. L'amico Nicola Chiaromonte, presidente dell'Associazione Homo Faber e noto sculture, ha espresso la necessità di muoversi insieme, artisti e associazioni, per vincere la battaglia contro la mercificazione dell'Arte e rimettere l'artista al centro del processo creativo. La dott.ssa Clotilde Alizzi ha espresso la sua emozione nell'esperienza creativa. Il professor Mannelli e la giovane artista Myriam Carini hanno sottolineato le giuste parole di Picking e Cordici sul ruolo delle Accademie d'Arte nell'affinare la tecnica e nell'indirizzare i giovani in una valida educazione artistica.
Il sensibile Angelo Restifo ha affrontato il tema sostenendo l'impossibilità di definire oggettivamente l'Arte e in ultimo un lucido e sottile Ettore Merlino ha esposto, facendo ricorso alla cultura cinematografica, l'idea che l'Arte è eterna e non effimera.

Il presidente dell'ACM ha annunciato che il prossimo appuntamento di Alchimia della Bellezza sarà l'inaugurazione della nuova Casa delle Culture e poi si provvederà a stilare il programma delle prossime mostre 2013/2014. Inoltre si è impegnato - a nome dell'ACM - di rendere una tradizione permanente la cerimonia di festa per ogni artista aderente al progetto Alchimia della Bellezza, al compimento dei suoi 80 anni, augurando a tutti una lunga e salutare vita fino a quel traguardo e oltre.

All'inizio dell'evento, la dott. Mariella Giambò ha presentato le attività future dell'ACM, tra i quali un corso di disegno e pittura rivolto ai giovani e un corso di riprese e montaggio video, a cura di Basiglio Longo, a partire dal 5 Gennaio 2014.

Poi si è passati ai festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno del maestro Salvatore Morello.

La grafica dello striscione e della targa sono state realizzate da Publigrafica di Ciro Caarbonetto, via Gaggini snc, Acquedolci (Me) Tel. 0941.727527.
La torta è stata realizzata dalla pasticceria artigianale Chantigne della famiglia Caprino. Via Nazionale, 79. Tel 0941. 727009

Il team di PR dell'ACM

Il premio Parga a Melina Tricoli

Un'artista aderente al progetto Alchimia della Bellezza, Melina Tricoli, ha partecipato ad un'iniziativa artistica in Grecia ed ha ottenuto un importante riconoscimento. L'amica Melina ci ha mandato un resoconto della manifestazione e alcune foto. E' un esmpio di attenzione alla circolazione delle informazioni, che ci fa molto piacere. Se tutti gli artisti aderenti e vicini al nostro progetto si interessassero a divulgare le notizie che riguardano le iniziative alle quali partecipano e i riconoscimenti ricevuti, creeremmo un circuito virtuoso di comunicazione, che darà i suoi frutti in visibilità per ciascuno e per tutti. Anche se è passato un po' di tempo, come in questo caso, non importa. A noi non interessa lo scoop! So per certo che diversi artisti aderenti al nostro progetto hanno partecipato a mostre in altre città, oppure hanno ottenuto premi e riconoscimenti, come per esempio (soltanto ricordando a memoria e non elencando tutto) Calogero Corrao, Pietro Cordici, Ettore Maria Merlino, Nino Santomarco, Ben Ventura, Alessandro Maio, Giuseppe Greco e molti altri ancora... Se ci mandassero dei brevi testi e delle immagini saremo loro grati.

Speriamo che tutti voi, che in questo momento state leggendo, vi appuntiate in testa questo messaggio e abbiate la bontà di passare dalle intenzioni alle azioni. Non ci vuole tanto, basta un click! A noi bastano due righe di testo con date, luoghi, organizzatori, partecipanti, premi, e una breve descrizione dell'evento accludendo una o più foto, immagini di locandine, invito, ecc... La pubblicazione sul blog Alchimia della Bellezza garantisce la diffusione dell'informazione non soltanto tra i nostri aderenti, ma a tutto il mondo. Abbiamo frequentatori da tutta Europa, dalle Americhe, dall'Africa, dall'Asia e persino dall'Australia. E' una finestra sul mondo appassionato dell'arte.
Unica raccomandazione: mandateci il materiale soltanto all'indirizzo email: ass.cult.mediterraneo@katamail.com oppure a quello del presidente ing. Farid Adly: anbamed@gmail.com

Ecco la comunicazione sul premio ottenuto dalla nostra Melina Tricoli, che le facciamo gli auguri di tanti altri futuri successi:

Dal 26 al 29 luglio 2013 si è svolta, con grande successo, al Castello Veneziano di Parga, città greca dell'Epiro, la V Edizione del "Premio Parga": un grande Evento per la creazione di una Pinacoteca di Arte Moderna, in terra Ellenica, un progetto presentato, dall'Accademia Internazionale dei Dioscuri (A.I.D:) di Taranto , cinque anni fa. Inoltre la Manifestazione ha avuto il sostegno dell'Associazione Ellenica " Amici dei Musei", nella persona del suo Presidente, LILA DECHAVES, che è Segretario Generale della Federazione Mondiale degli "Amici dei Musei". 
La mostra è stata inaugurata dal Presidente dell'A.I.D., Prof. Salvatore Russo, alla presenza del vicesindaco di Parga, Dott.ssa EFTICHIA RIZOU,delle Rappresentanze della Sovrintendenza Archeologica Ellenica, delle Autorità locali e di un folto pubblico. 
Durante la Cerimonia di inaugurazione è stata consegnata una Targa "Premio Parga 2013" all'Artista MELINA TRICOLI di S.Agata Militello, presente alla Manifestazione, dal Responsabile del Castello Veneziano di Parga, GRYGORIS VOUREKAS, e un Attestato di partecipazione dal vicesindaco di Parga.



mercoledì 4 settembre 2013

"Frammenti", a Sant'Agata di Militello la mostra di Demetrio Scopelliti




E' stat inaugurata martedì 3 settembre, alle 19,30, al Castello Gallego di Sant'Agata di Militello (Messina) la mostra "Frammenti", personale dell'artista Demetrio Scopelliti.
Le opere esposte al Castello Gallego sono il risultato della recente ricerca pittorica di Scopelliti. Tale ricerca, tesa ad analizzare attentamente le potenzialità della materia, pone sempre particolare attenzione agli spazi alle forme ed agli equilibri.

Ed è lo stesso Scopelliti ad aver definito il suo operare un "gioco" fra segno e materia". La mostra sarà visitabile fino al 10 settembre. 

Il sito ufficiale dell'artista