Il progetto comprende un ciclo progressivo di sei mostre dedicato al movimento che ha avuto la propria consacrazione ufficiale nella 39ª Biennale di Venezia, segnando un punto di rottura con le ricerche minimaliste, poveriste, processuali e concettuali che avevano dominato gli anni sessanta e settanta.
La mostra ruota attorno ad alcune tematiche comuni: il ritorno alla manualità della pittura, il narcisismo dell’artista, il doppio e l’altro, la violenza, la natura, l’incertezza della ricerca, l’inconscio, l’immagine tra disegno e astrazione, tra bi e tridimensionalità. Raccoglie in tutto 66 opere.
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La deriva del vaso, 1984, Enzo Cucchi
Sulla Stampa di oggi, leggiamo questo articolo di Rocco Moliterni: