lunedì 28 settembre 2015

Intervento dell'ACM all'incontro su "Arte nei Nebrodi", promosso da Homo Faber



Si è svolto Domenica alle 19.00, presso il Castello Bastione, in occasione della chiusura della 5a Esposizione delle arti visive, un incontro-dibattito sul tema "Arte nei Nebrodi". I lavori sono stati introdotti da un intervento del presidente di Homo Faber, Nicola Chiaromonte. Sono intervenuti l'Ing. Farid Adly, presidente ACM, Mario Biffarella, per l'Associazione Kermesse d'Arte e Mauro Cappotto, presidente di Nebrodi Arte. All'incontro erano presenti, oltre ad un pubblico colto e affezionato alle proposte culturali, diversi artisti tra i quali ricordiamo: (oltre a quelli già citati) Pippo Coci, Angelo Restifo, Nanni Zangla, Mariateresa Giunta, Caterina D'Errico, Lorenzo Di Pane, Laura Miraglia e Cottignoli,...

Un incontro non certo per piangersi addosso, ma per progettare nuovi cammini e perlustrare nuove strade verso l'aggregazione degli operatori dell'Arte nel comprensorio, senza ledere la specificità di nessuno, singolo, gruppo o associazione.
Il resoconto ufficiale e dettagliato della serata sarà redatto dalla Homo Faber. Ci preme qui anticipare la data del prossimo incontro, al quale tutti sono invitati.

data: Sabato 17 Ottobre 2015,
ora: 18.00
Luogo: LA STANZA DELLA SETA - MUSEO PALAZZO MILIO - Ficarra (Me)



Vi vogliamo anticipare su questo blog l'intervento del presidente di ACM, Ing. Farid Adly:

Intervento di Farid Adly
al dibattito di Homo Faber
Castello Bastione – Capo d'Orlando
in occasione della 5a Esposizione di Arti Visive.
Domenica 27 Settembre 2015
(*===*)


Ho ricevuto l'invito del presidente dell'Associazione Homo Faber, che ringrazio, a partecipare con un mio intervento a questo dibattito. Per ragioni di impegni improrogabili già prefissati ho preparato questo testo scritto, che sarebbe stato letto da altri in caso di mia impossibilità a proseguire la serata con voi. Ma eccomi qua e mi scuso, anticipatamente, in caso non potessi rimanere con voi per ascoltare il resto degli altri interventi.

Vorrei rettificare prima di tutto, una frase di Nicol detta poco fa nella sua introduzione. "La Sicilia a Milano" è un progetto di ACM-Casa delle Culture e non personale mio; prego gli amici di puntualizzare correttamente questo aspetto e non sminuire la portata del lavoro collettivo che c'è dietro a tale iniziativa.

Contrariamente all'introduzione dell'amico Nicola Chiaromonte, presidente di Homo Faber, io non partirò dal particolare territoriale, ma affronterò il tema prendendolo alla larga, analizzando prima la situazione generale.

Il sistema dell'Arte è una macchina complessa, che implica oltre alla creatività anche la comunicazione, il mercato e la politica (quest'ultima nel senso nobile della parola, cioè, l'arte del possibile, regolatrice della convivenza nella società e non nel senso della politica politicante che arraffa il consenso elargendo favori).

I rapporti di potere tra i quattro lati dell'operazione artistica non sono paritari e non sono sempre limpidi e corretti e su ciascun terreno operano diverse figure ed istituzioni: musei, gallerie, collezionisti, mostre, riviste specializzate, scuole ed accademie, pubblico, fiere, critici, aste, curatori museali, fondi d’investimento, Enti pubblici e, naturalmente, non certamente ultimi, gli artisti, categoria questa dai confini labili che è difficile definire con nitidezza.

Questo sistema si dirama a diversi livelli nazionali ed internazionali e l'Arte nei Nebrodi rappresenta una goccia in questo oceano. Soltanto il renderci conto di essere una semplice goccia, ma come tale è fondamentale, perché sommata ad altre gocce formano quell'oceano, soltanto questa consapevolezza – dicevo - ci potrebbe dare la forza di guardare con serenità e senso di realtà al nostro operare, senza deprimenti sottovalutazioni e anche senza la spavalderia dell'onnipotenza.

L'obiettivo delle nostre azioni – a mio parere – non dovrebbe essere quello di scardinare il sistema, perché semplicemente non ne avremmo le forze e le capacità, ma quello di creare uno spazio vitale per misurarci con esso. Non si abbatte il capitalismo con l'equo e solidale, malgrado l'importante ruolo di solidarietà che questa intuizione ha introdotto nel commercio mondiale. Molti si dannano a gridare a squarciagola contro il mercato, ma poi sono loro i primi a presentarsi ad elemosinare un pezzetto di visibilità effimera, che si rivela poi un miraggio ingannevole. Dobbiamo renderci conto realisticamente che il denaro – proprio quel vile e sporco denaro – è una parte integrante ed essenziale dello scambio sociale ed umano. Qualsiasi affermazione contraria è pura ipocrisia. Possiamo diminuire la sua centralità, ma non possiamo ignorarlo, semplicemente perché “le nozze non si fanno con i fichi secchi”. Purtroppo la maggior parte del denaro pubblico destinato a promuovere l'arte si dipana in percorsi poco trasparenti e va ad ingrossare il collaudato sistema delle clientele e degli incarichi agli amici degli amici.

Sgomberato il campo da false ed equivoche affermazioni, veniamo ai nostri compiti. Di fronte all'ardua impresa da intraprendere, l'unico metodo efficace è "l'unione fa la forza". Ma l'unione, ahimè, è una chimera. Il buon senso e la storia ci hanno trasmesso che gli artisti affermati di norma prendono cura di quelli giovani per guidarli ed accompagnarli nel loro percorso; senza gelosie e paure da parte dei primi e senza l'appiattirsi al ruolo di imitatori, per i secondi. Soltanto artisti sicuri di se stessi sono capaci di una condotta simile.

Da non artista, posso comprendere la necessità di ciascuno di avere il proprio spazio vitale, ma credo fermamente anche che se non ci mettessimo a lavorare insieme e dal basso, per superare il provincialismo al quale siamo condannati, non ci sarebbe futuro per nessuno. Dobbiamo guardare con interesse e con apertura alla nascita di nuove associazioni nel comprensorio. Non dobbiamo mettere mai in atto dosi di campanilismo suicida. E' un passo interessante mettere insieme le forze per proporre nuove dimensioni di manifestazioni artistiche di un certo spessore. Non sarà facile, ma sperimentiamo.

La mia proposta concreta è questa: Unire la Rassegna d'Arte dell'ACM con l'Esposizione delle arti visive della Homo Faber. Per organizzare meglio gli eventi, l'Associazione Mediterraneo ha deciso di far saltare la Rassegna del 2016 e spostarla al 2017 e probabilmente manterremo sempre la cadenza biennale. Scegliere un tema generale di grande valenza sociale ed aprire agli artisti di ogni dove. La mostra potrà così essere esposta alternativamente a Capo d'Orlando ed Acquedolci (un'apertura di edizione alla volta) e portarla in altri comuni interessati del comprensorio, per poi passare a siti nazionali. Noi – per la prossima edizione - abbiamo presentato la domanda ai Comuni di Firenze e Torino. Rimane sottinteso che si divideranno pariteticamente onori ed oneri, con coerenza, trasparenza e lealtà. Questa proposta è aperta all'adesione di tutte le associazioni interessate.

Colgo l'occasione per informarvi che il prossimo ottobre, l'ACM compie 15 anni. Vi invito a due eventi che organizzeremo per l'occasione:
- Sabato 10 Ottobre giornata nazionale del Contemporaneo indetta da AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea in Italia) dove terremo alle ore 18.00 un incontro dal titolo: “L'arte contemporanea in Italia, Oggi” e il
- Venerdì 23 Ottobre, anniversario della nascita di ACM, alla Conferenza su: “Paesaggi e tradizioni nei Nebrodi”, dell'arch. Franco Brancatelli.

Da formiche operaie, rilanciamo parafrasandolo il grido di un secolo e mezzo fa: “Operatori d'arte di tutto il mondo, unitevi!”.

(---+***+---)

Appena ci giungeranno gli altri interventi, con piacere li pubblicheremo.

Lo Staff Comunicazione ACM-Casa delle Culture 

martedì 8 settembre 2015

Di ritorno dall'EXPO 2015 Milano: "Sempre più in alto!"



Due eventi culturali di alto prestigio con una delegazione di 14 persone. Questo - in numeri - l'impegno dell'ACM che ha rappresentato la Cultura nei Nebrodi all'EXPO 2015 di Milano, all'interno del Cluster BioMediterraneo. 

Franca Casaraona,
Mariella Giambò,
Amerigo Kashbur,
Emiliano Kashbur,
Antonio Latteri,
Giuseppe Merlo,
Noemi Naso,
Fulvia Russo,
Nunziatina Spina,
Benedetta Ziino e
la cantante Viviana Princiotta,
guidati dalla regista e sceneggiatrice Mariangela Gallo hanno rappresentato sul palco lo spettacolo: 
"L'Antigone delle Città"
un atto unico di denuncia della criminalità organizzata e di sprono alla società civile di bandire il silenzio e impugnare l'arma della memoria, per creare le condizioni necessarie ché soffi il vento del cambiamento. 
Un'opera teatrale che ha coinvolto e emozionato il pubblico, fornendo uno spessore culturale all'impegno delle istituzioni che hanno organizzato tutto il programma espositivo. 

L'altro evento culturale è stato un convegno su arte, paesaggi e tradizioni nei Nebrodi, con un'introduzione del presidente ACM, Ing. Farid Adly e una relazione dell'Arch. Franco Brancatelli, autore delle 23 tavole dei Comuni del Parco dei Nebrodi.

Due eventi che hanno catturato l'attenzione del pubblico e hanno dimostrato - ancora una volta se ce ne fosse bisogno - che il lavoro collettivo premia l'impegno di ciascuno e fa avanzare il collettivo con passi da giganti; l'individualismo, invece, lascia tutti fermi al punto di partenza.

Un grazie a tutti i partecipanti alla spedizione, nessuno escluso, perché hanno mostrato il volto splendente della Sicilia e ridato vita ad un sentimento di bellezza che avvolge e coinvolge.

Lo Staff Comunicazione ACM-Casa delle Culture

Qui di seguito pubblichiamo una galleria di immagini. (per ingrandire un'immagine cliccare sopra la stessa)

Lo spettacolo al Palco del Cluster BioMediterraneo EXPO 2015 Milano::














Immagini delle prove:






Il Convegno "Alchimia della Bellezza: mari e monti, paesaggi, tradizioni e cibo nell'arte dei Nebrodi", con l'Ing. Farid Adly e l'Arch. Francesco Brancatelli:











lunedì 24 agosto 2015

Mediterraneo senza confini sbarca al Monastero di Fragalà


(La locandina dell'evento)


Domenica 23 Agosto è stata inaugurata la seconda tappa della Rassegna d'Arte "Mediterraneo senza confini", al Monastero di San Filippo di Fragalà  (il monastero nel sito del Ministero dei BB. CC)

Alla presenza dell'assessore alla Cultura, Marco Imbroscì, e diversi artisti partecipanti, il presidente dell'ACM, Ing. Farid Adly, è intervenuto spiegando le ragioni della Rassegna che vedrà le opere partire, il prossimo mese di Novembre, alla volta di Milano, per essere esposte all'Ex-Fornace, con il patrocinio del Comune di Milano. "Mediterraneo senza confini" è un tema che ricorda le civiltà ed i popoli che hanno attraversato nei millenni il Mare Bianco di Mezzo, come lo chiamano gli arabi, ma ci riporta alla realtà dura della cronaca di oggi, dagli sbarchi di migranti e rifugiati alle crisi nel vicino Oriente e nel Nord Africa  e nelle stessa Europa, con la montante xenofobia e la rinascita del pericoloso populismo di fascista e nazista memoria ed al dilagante fondamentalismo jihadista che minaccia tutti i popoli del Mediterraneo. "La società italiana - ha detto il presidente Adly - è principalmente una società ospitale e solidale e le frange xenofobe sono soltanto una minoranza rumorosa. L'Arte nella nostra concezione è anticipatrice degli eventi sociali e gli artisti sono il faro che illumina la società verso orizzonti condivisibili".

"Questa Rassegna è stata realizzata con l'autofinanziamento e ringraziamo il Comune di Frazzanò per aver messo a disposizione questo monumento storico, uno dei più antichi monasteri basiliani della Sicilia, la prestigiosa cornice che così accoglie oggi queste testimonianze artistiche che uniscono i popoli e le culture, dopo aver raccolto in un passato florido libri in arabo, greco e latino".

Alla cerimonia erano presenti gli artisti partecipanti: Cristina Di Giovanna, Melina Tricoli, Giuseppe Coci, Francesco Brancatelli e Salvatore Morello.

L'Amministrazione ha offerto un ricco buffet agli invitati.

Per ulteriori info, cliccare qui sotto:
Sito ufficiale del Comune di Frazzanò
altre info sul Monastero di Fragalà


Galleria fotografica
(Per ingrandire le foto, cliccate sull'immagine)

(Il cartellone all'ingresso del Monastero)

(l'ingresso della sala espositiva)

(la sala espositiva)

(le opere di Dario Fo, Nadia Khiari e Chiara Passigli)

(Chiara Passigli)

(Logo della Casa delle Culture,
realizzato da Giulia Orecchia)

(Basilio Longo)

(Cristina Di Giovanna e Masina Vernagalli)

Uno scorcio della sala)

(Una parte dell'allestimento)

(Nicola Chiaromonte)

Le foto di 4 giovani artisti: da sx, Innocenzo Gerbino,
Laura Miraglia, Simone Ferraro e Hossam Abdalla (Libia)

Un'altra vista dell'allestimento

Foto di Marco Imbroscì, assessore alla Cultura del Comune di Frazanò:

una vista della Sala

panoramica opere lato destro

panoramica opere lato sinistro

vista dall'ingresso

un momento di discussione

opera di Nicola Chiaromonte

un momento di discussione

un momento di discussione

Mediterraneo senza confini al Monastero di Fragalà


venerdì 21 agosto 2015

Una risposta alle polemiche di Giovanni Spinicchia

Nei giorni scorsi, sono stati pubblicati, su questo blog, due commenti polemici di Giovanni Spinicchia. Ecco la mia risposta. In fondo al post troverete i link ai commenti. Scusate la lunghezza, ma le questioni poste sul tappeto erano tante e diversificate.

Buona lettura!
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Caro Giovanni,
alla mostra di Reitano non ero presente, semplicemente perché non ne sapevo nulla. Se io lo avessi saputo, avrei partecipato con piacere all'inaugurazione. Conosco bene l'impegno culturale di Nuccio Lo Castro e quindi non ci sarebbe stato - da parte mia - alcun tentennamento. Purtroppo la comunicazione degli organizzatori è stata carente e io non ho ricevuto, né un loro invito, né una notizia da parte di qualcuno degli artisti partecipanti. Ad ogni caso, ho programmato di visitare la mostra e soltanto allora potrò esprimere un giudizio.
Per quanto riguarda il nostro impegno culturale e artistico, credo che le tue opinioni in merito siano ingenerose, irricevibili ed affette da una certa incomprensibile non-oggettività.

Prima di tutto quando vado a visitare una mostra, il primo mio pensiero non è quello di confrontare le capacità degli altri con le nostre, di un piccolo circolo ARCI che ha le aspirazioni di fare cose grandi; il mio pensiero principale è quello di ammirare le opere esposte e farmi un'idea sul risultato complessivo. Noi non viviamo l'azione culturale come una sfida agli altri oppure in concorrenza con loro, ma partiamo da un assunto, radicato e provato: se non ci mettessimo in sinergia e collaborazione, tra tutte le forze positive e progressive, il rischio forte sarebbe quello del soccombere culturalmente. La nostra visione, consona alle fondamentali radici lontane dell'ARCI, è quella della cultura popolare, da e per le masse, non quella elitaria per pochi eletti. Caro Giovanni, è meglio sommare e moltiplicare piuttosto che dividere e sottrarre.

La critica che hai espresso nel tuo commento ai lavori esposti alla nostra Galleria d'Arte "Casa delle Culture" è totalmente infondata. E' una generalizzazione, poggiata soltanto sul tuo nasometro, che denota la debolezza del tuo senso critico e l'incapacità tua di assumere una visione serena delle cose, senza sparare invettive gratuite. E sai perché dico questo? Uno, perché tu le opere esposte alla Casa delle Culture non le hai viste “dal vivo”, ma hai guardato soltanto le foto sul blog; due, non è possibile che le opere di 23 artisti possano essere condensate in un giudizio critico generalizzato, negativo e tranchant, come il tuo, senza che vi siano modulazioni e diversificazioni nei parametri da prendere in considerazione, caso per caso. Come tutte le generalizzazioni, i tuoi strali lasciano il tempo che trovano.

Nel tuo discorso, poi, c'è una lettura personalistica degli eventi e dell'impegno della nostra associazione. L'ACM preferisce il noi piuttosto che l'io. La megalomania non fa per noi, perché non fa fare passi in avanti al territorio nel suo insieme. Noi siamo un circolo ARCI e quindi coltiviamo interessi diversificati, che vanno dal teatro alla letteratura ed alla multiculturalità, oltre che per le arti visive, l'impegno sociale e la solidarietà internazionale. Il lavoro che stiamo facendo, a giudizio di tutte le persone oneste, è eccellente, che si inquadra in una realtà difficile di periferia del mondo. Siamo riusciti, grazie al lavoro volontario dei nostri soci ed alla disponibilità di valenti artisti e uomini di cultura, a realizzare cose serie con un impegno costante nel tempo e soprattutto non sporadico; non abbiamo mai preferito l'effimero e l'intrattenimento da quattro soldi. E il nostro sforzo è stato premiato recentemente dalle istituzioni. L'ACM, infatti, sarà presente all'EXPO di Milano, la prima settimana di Settembre, con due eventi culturali: un'opera teatrale e un convegno sull'Arte nei Nebrodi.

Il nostro è un impegno culturale profondo che si basa su alcuni principi cardini: trasparenza e uguaglianza. Trasparenza nel senso di mettere sul tavolo tutte le carte (non decidiamo le cose nelle chiuse stanze di congregazioni carbonare) e poi rendiamo noto a tutti il risultato; uguaglianza nel senso paventato da Tocqueville (L'arte difficile dell'associazione). Come ben sai – per dirla con Norberto Bobbio - “l'egualitarismo, nonostante l'avversione e la resistenza accanita che esso suscita a ogni svolta della storia, è una delle grandi molle dello sviluppo storico. L'eguaglianza intesa come eguagliamento dei diversi è un ideale permanente e perenne degli uomini viventi in società”. Tutti alla stessa linea di partenza e chi ha le gambe più lunghe, andrà più lontano. Ti ricopio qua un passo del nostro comunicato-invito alla Rassegna:
L'Inaugurazione sarà un'occasione per discutere di Arte e Culture, in un clima positivo, dove prevale il rispetto per le regole dell'uguaglianza e del merito. L'Arte si misura con le trasformazioni sociali e incide sulla visione del contesto generale, anticipando i tempi e esprimendo valori guida condivisi. La nostra concezione è lontana anni luce dal bieco individualismo egocentrico che vede il singolo come eroe solitario che pavoneggia le sue presunte doti. La nostra politica culturale punta sul valore del lavoro collettivo che apprezza il merito e fa crescere il gruppo, in una sorta di una marcia verso mete sempre più alte. Ci si avvia dallo stesso nastro di partenza, e chi ha le gambe più lunghe, arriverà prima. In questa visione strategica, contiamo sull'auto-organizzazione, senza dover chinare la testa di fronte al padrone di turno. E, appunto per questo, il nostro impegno è costante e permanente, non effimero e sporadico. Per fortuna, in questo campo non siamo soli, ma affiancati da tante altre realtà che arricchiscono il panorama artistico del territorio” (2 Agosto 2015).

Tornando alla Rassegna, che tu disprezzi senza peraltro averla visitata, essa ha raggiunto risultati altissimi e il tuo sterile giudizio. emesso all'insaputa dei fatti, rivela soltanto dell'immatura invidia. La presenza di opere di Dario Fo, Sergio Staino e Nadia Khiari, persone di alto profilo intellettuale e artistico, non viene vista da te come una novità per il territorio. Tu la disprezzi e la classifichi come un regalo da un potere superiore: mi spiace per te, caro Giovanni, hai preso una cantonata micidiale perché stai parlando di cose che non sai e ti stai vaneggiando di conoscenze che non hai. L'ARCI siamo noi, caro Giovanni. L'ARCI è una realtà nazionale che raccoglie decine di migliaia di circoli e un milione e mezzo di associati e realizza cose grandi. Credo che questa volta il “poeta sgrammaticato” sia stato proprio tu. E lo dico con cognizioni di causa, perché tu con questi due tuoi commenti hai superato i limiti imposti dalla dialettica e dalla stessa nozione di critica artistica, per vomitare tue impressioni a occhi chiusi, senza conoscenza dei fatti; in parole povere hai parlato a vanvera. Ancora una volta non hai imparato dalle stesse tue parole: “Un conto sono le intenzioni, un altro sono i risultati” era la frase che tu hai scritto contro i 23 artisti partecipanti alla Rassegna. Le tue intenzioni di scrivere un testo critico sono naufragate nelle banalità enunciate, ma mai dimostrate. Io non ho bisogno di vantarmi di conoscenze e meriti, perché parlano le mie azioni. Mi dispiace molto per te, con Dario Fo e Sergio Staino mi legano amicizie e collaborazioni di lunga data. Con il primo risalgono alla realizzazione dello spettacolo Fedayyin (1971) e con il secondo, alla mia rubrica sulla rivista Linus (anni Ottanta). Ad ogni caso, anche se fosse stata l'ARCI a portarli da noi, cosa ci vedi di male? Cerchi il pelo nell'uovo? Perché non ammetti l'evidenza della novità?

Un'altra questione che tu elenchi nella tua missiva è quella riguardante i presunti obblighi che l'ACM avrebbe nei confronti dei suoi iscritti. Anche qui, caro Giovanni, parli a ruota libera, senza collegare la bocca al cervello. La nostra associazione non ha obblighi artistici nei confronti degli iscritti; casomai è all'incontrario: sono gli iscritti che hanno degli obblighi nei confronti del collettivo. E te lo dimostro con la semplicità dei dati: la maggioranza dei partecipanti alla Rassegna non sono iscritti e diversi nostri iscritti artisti non hanno partecipato. Noi concepiamo l'arte come “libertà nella responsabilità”.
Inoltre, la commissione che ha selezionato le opere ha lavorato nella massima indipendenza, serenità e libertà, non condizionata da nessuno. Ha ricevuto le immagini delle opere contrassegnate da un numero. I quattro componenti (una giornalista di Radio Popolare, una giornalista del Corriere della Sera, un artista di fama nazionale e un gallerista) di alto profilo e provata serietà professionale, hanno deciso sulla base di parametri oggettivi: corrispondenza al tema, dimensioni dell'opera e valutazione artistica ed estetica (tranne che per le opere degli invitati). Quindi la tua ipotesi cade miseramente, perché poggia sul vuoto assoluto.
Se tu non hai visto nulla di nuovo in quel che l'ACM organizza e promuove, le nostre interpretazioni di questo tuo giudizio sono due: o sei cieco oppure sei mosso da altri intenti a noi ignoti. Ad ogni caso, di questo tuo giudizio ce ne faremo una ragione.

L'ultima questione: i corsi di disegno alla Casa delle Culture. Tu non fai un'analisi meditata della situazione e esprimi superficialmente un giudizio di fallimento mio, non tuo. La tua mi sembra una polemica infantile che non porta da nessuna parte. Non fa avanzare di un solo passo in avanti lo sforzo collettivo di tante associazioni nel territorio di creare uno spazio di educazione all'arte. Formuli accuse non motivate e sterili e ti sfili da ogni responsabilità. Io non sono abituato a questo modo di ragionare. Io credo che non è stato possibile proseguire i corsi, per tutta una serie di ragioni concatenate e non imputabili a responsabilità dei singoli, ma a delle condizioni oggettive della società in cui viviamo. Anche se il prezzo dei corsi era popolare (40 € al mese, da dividere al 50% tra ACM e docente, per rimborso spese), non tutte le famiglie hanno la possibilità di sostenere questo sforzo economico. Io non ho mai né pensato né espresso un giudizio di fallimento nei tuoi confronti. Il fatto che tu sputi nel piatto, non mi sembra molto signorile.

Vedi, Giovanni, io mi sono fatto un'idea di tutto questo tuo sragionare male sulle altre persone che hanno a che fare con l'arte in questo territorio, dove tu sei approdato in modo definitivo da poco. Hai litigato e polemizzato quasi con tutti, sparando sentenze immotivate e non richieste su chiunque, senza rispetto per le persone e per le loro sensibilità. Mi sono sempre chiesto, perché un professore come te, che è stato artista quotato, uno che ha pubblicato un libro su come insegnare a disegnare, uno che ha abbandonato la cerchia degli artisti per dedicarsi all'insegnamento del disegno, com'è possibile che non possa conciliarsi con il prossimo e, invece, litiga con tutti? Sai qual è stata la mia risposta intuitiva? Ti premetto che sono giornalista e non strizza-cervelli, ma un'idea mi ronza per la testa. E' questa: la tua narrazione sul passato non mi convince; devi aver subito una così grande delusione nell'attività artistica che ti ha indotto ad odiare tutti quelli che hanno a che fare con il mondo dell'arte. Ammetto che è soltanto una mia illazione, che non poggia su fatti concreti. Potrei anche sbagliarmi, ma finché non mi dimostrerai il contrario, nessuno potrà mai togliermi questa idea dalla testa. Soprattutto dopo aver letto questi due tuoi commenti al veleno.

Sinceramente,