venerdì 21 agosto 2015

Una risposta alle polemiche di Giovanni Spinicchia

Nei giorni scorsi, sono stati pubblicati, su questo blog, due commenti polemici di Giovanni Spinicchia. Ecco la mia risposta. In fondo al post troverete i link ai commenti. Scusate la lunghezza, ma le questioni poste sul tappeto erano tante e diversificate.

Buona lettura!
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Caro Giovanni,
alla mostra di Reitano non ero presente, semplicemente perché non ne sapevo nulla. Se io lo avessi saputo, avrei partecipato con piacere all'inaugurazione. Conosco bene l'impegno culturale di Nuccio Lo Castro e quindi non ci sarebbe stato - da parte mia - alcun tentennamento. Purtroppo la comunicazione degli organizzatori è stata carente e io non ho ricevuto, né un loro invito, né una notizia da parte di qualcuno degli artisti partecipanti. Ad ogni caso, ho programmato di visitare la mostra e soltanto allora potrò esprimere un giudizio.
Per quanto riguarda il nostro impegno culturale e artistico, credo che le tue opinioni in merito siano ingenerose, irricevibili ed affette da una certa incomprensibile non-oggettività.

Prima di tutto quando vado a visitare una mostra, il primo mio pensiero non è quello di confrontare le capacità degli altri con le nostre, di un piccolo circolo ARCI che ha le aspirazioni di fare cose grandi; il mio pensiero principale è quello di ammirare le opere esposte e farmi un'idea sul risultato complessivo. Noi non viviamo l'azione culturale come una sfida agli altri oppure in concorrenza con loro, ma partiamo da un assunto, radicato e provato: se non ci mettessimo in sinergia e collaborazione, tra tutte le forze positive e progressive, il rischio forte sarebbe quello del soccombere culturalmente. La nostra visione, consona alle fondamentali radici lontane dell'ARCI, è quella della cultura popolare, da e per le masse, non quella elitaria per pochi eletti. Caro Giovanni, è meglio sommare e moltiplicare piuttosto che dividere e sottrarre.

La critica che hai espresso nel tuo commento ai lavori esposti alla nostra Galleria d'Arte "Casa delle Culture" è totalmente infondata. E' una generalizzazione, poggiata soltanto sul tuo nasometro, che denota la debolezza del tuo senso critico e l'incapacità tua di assumere una visione serena delle cose, senza sparare invettive gratuite. E sai perché dico questo? Uno, perché tu le opere esposte alla Casa delle Culture non le hai viste “dal vivo”, ma hai guardato soltanto le foto sul blog; due, non è possibile che le opere di 23 artisti possano essere condensate in un giudizio critico generalizzato, negativo e tranchant, come il tuo, senza che vi siano modulazioni e diversificazioni nei parametri da prendere in considerazione, caso per caso. Come tutte le generalizzazioni, i tuoi strali lasciano il tempo che trovano.

Nel tuo discorso, poi, c'è una lettura personalistica degli eventi e dell'impegno della nostra associazione. L'ACM preferisce il noi piuttosto che l'io. La megalomania non fa per noi, perché non fa fare passi in avanti al territorio nel suo insieme. Noi siamo un circolo ARCI e quindi coltiviamo interessi diversificati, che vanno dal teatro alla letteratura ed alla multiculturalità, oltre che per le arti visive, l'impegno sociale e la solidarietà internazionale. Il lavoro che stiamo facendo, a giudizio di tutte le persone oneste, è eccellente, che si inquadra in una realtà difficile di periferia del mondo. Siamo riusciti, grazie al lavoro volontario dei nostri soci ed alla disponibilità di valenti artisti e uomini di cultura, a realizzare cose serie con un impegno costante nel tempo e soprattutto non sporadico; non abbiamo mai preferito l'effimero e l'intrattenimento da quattro soldi. E il nostro sforzo è stato premiato recentemente dalle istituzioni. L'ACM, infatti, sarà presente all'EXPO di Milano, la prima settimana di Settembre, con due eventi culturali: un'opera teatrale e un convegno sull'Arte nei Nebrodi.

Il nostro è un impegno culturale profondo che si basa su alcuni principi cardini: trasparenza e uguaglianza. Trasparenza nel senso di mettere sul tavolo tutte le carte (non decidiamo le cose nelle chiuse stanze di congregazioni carbonare) e poi rendiamo noto a tutti il risultato; uguaglianza nel senso paventato da Tocqueville (L'arte difficile dell'associazione). Come ben sai – per dirla con Norberto Bobbio - “l'egualitarismo, nonostante l'avversione e la resistenza accanita che esso suscita a ogni svolta della storia, è una delle grandi molle dello sviluppo storico. L'eguaglianza intesa come eguagliamento dei diversi è un ideale permanente e perenne degli uomini viventi in società”. Tutti alla stessa linea di partenza e chi ha le gambe più lunghe, andrà più lontano. Ti ricopio qua un passo del nostro comunicato-invito alla Rassegna:
L'Inaugurazione sarà un'occasione per discutere di Arte e Culture, in un clima positivo, dove prevale il rispetto per le regole dell'uguaglianza e del merito. L'Arte si misura con le trasformazioni sociali e incide sulla visione del contesto generale, anticipando i tempi e esprimendo valori guida condivisi. La nostra concezione è lontana anni luce dal bieco individualismo egocentrico che vede il singolo come eroe solitario che pavoneggia le sue presunte doti. La nostra politica culturale punta sul valore del lavoro collettivo che apprezza il merito e fa crescere il gruppo, in una sorta di una marcia verso mete sempre più alte. Ci si avvia dallo stesso nastro di partenza, e chi ha le gambe più lunghe, arriverà prima. In questa visione strategica, contiamo sull'auto-organizzazione, senza dover chinare la testa di fronte al padrone di turno. E, appunto per questo, il nostro impegno è costante e permanente, non effimero e sporadico. Per fortuna, in questo campo non siamo soli, ma affiancati da tante altre realtà che arricchiscono il panorama artistico del territorio” (2 Agosto 2015).

Tornando alla Rassegna, che tu disprezzi senza peraltro averla visitata, essa ha raggiunto risultati altissimi e il tuo sterile giudizio. emesso all'insaputa dei fatti, rivela soltanto dell'immatura invidia. La presenza di opere di Dario Fo, Sergio Staino e Nadia Khiari, persone di alto profilo intellettuale e artistico, non viene vista da te come una novità per il territorio. Tu la disprezzi e la classifichi come un regalo da un potere superiore: mi spiace per te, caro Giovanni, hai preso una cantonata micidiale perché stai parlando di cose che non sai e ti stai vaneggiando di conoscenze che non hai. L'ARCI siamo noi, caro Giovanni. L'ARCI è una realtà nazionale che raccoglie decine di migliaia di circoli e un milione e mezzo di associati e realizza cose grandi. Credo che questa volta il “poeta sgrammaticato” sia stato proprio tu. E lo dico con cognizioni di causa, perché tu con questi due tuoi commenti hai superato i limiti imposti dalla dialettica e dalla stessa nozione di critica artistica, per vomitare tue impressioni a occhi chiusi, senza conoscenza dei fatti; in parole povere hai parlato a vanvera. Ancora una volta non hai imparato dalle stesse tue parole: “Un conto sono le intenzioni, un altro sono i risultati” era la frase che tu hai scritto contro i 23 artisti partecipanti alla Rassegna. Le tue intenzioni di scrivere un testo critico sono naufragate nelle banalità enunciate, ma mai dimostrate. Io non ho bisogno di vantarmi di conoscenze e meriti, perché parlano le mie azioni. Mi dispiace molto per te, con Dario Fo e Sergio Staino mi legano amicizie e collaborazioni di lunga data. Con il primo risalgono alla realizzazione dello spettacolo Fedayyin (1971) e con il secondo, alla mia rubrica sulla rivista Linus (anni Ottanta). Ad ogni caso, anche se fosse stata l'ARCI a portarli da noi, cosa ci vedi di male? Cerchi il pelo nell'uovo? Perché non ammetti l'evidenza della novità?

Un'altra questione che tu elenchi nella tua missiva è quella riguardante i presunti obblighi che l'ACM avrebbe nei confronti dei suoi iscritti. Anche qui, caro Giovanni, parli a ruota libera, senza collegare la bocca al cervello. La nostra associazione non ha obblighi artistici nei confronti degli iscritti; casomai è all'incontrario: sono gli iscritti che hanno degli obblighi nei confronti del collettivo. E te lo dimostro con la semplicità dei dati: la maggioranza dei partecipanti alla Rassegna non sono iscritti e diversi nostri iscritti artisti non hanno partecipato. Noi concepiamo l'arte come “libertà nella responsabilità”.
Inoltre, la commissione che ha selezionato le opere ha lavorato nella massima indipendenza, serenità e libertà, non condizionata da nessuno. Ha ricevuto le immagini delle opere contrassegnate da un numero. I quattro componenti (una giornalista di Radio Popolare, una giornalista del Corriere della Sera, un artista di fama nazionale e un gallerista) di alto profilo e provata serietà professionale, hanno deciso sulla base di parametri oggettivi: corrispondenza al tema, dimensioni dell'opera e valutazione artistica ed estetica (tranne che per le opere degli invitati). Quindi la tua ipotesi cade miseramente, perché poggia sul vuoto assoluto.
Se tu non hai visto nulla di nuovo in quel che l'ACM organizza e promuove, le nostre interpretazioni di questo tuo giudizio sono due: o sei cieco oppure sei mosso da altri intenti a noi ignoti. Ad ogni caso, di questo tuo giudizio ce ne faremo una ragione.

L'ultima questione: i corsi di disegno alla Casa delle Culture. Tu non fai un'analisi meditata della situazione e esprimi superficialmente un giudizio di fallimento mio, non tuo. La tua mi sembra una polemica infantile che non porta da nessuna parte. Non fa avanzare di un solo passo in avanti lo sforzo collettivo di tante associazioni nel territorio di creare uno spazio di educazione all'arte. Formuli accuse non motivate e sterili e ti sfili da ogni responsabilità. Io non sono abituato a questo modo di ragionare. Io credo che non è stato possibile proseguire i corsi, per tutta una serie di ragioni concatenate e non imputabili a responsabilità dei singoli, ma a delle condizioni oggettive della società in cui viviamo. Anche se il prezzo dei corsi era popolare (40 € al mese, da dividere al 50% tra ACM e docente, per rimborso spese), non tutte le famiglie hanno la possibilità di sostenere questo sforzo economico. Io non ho mai né pensato né espresso un giudizio di fallimento nei tuoi confronti. Il fatto che tu sputi nel piatto, non mi sembra molto signorile.

Vedi, Giovanni, io mi sono fatto un'idea di tutto questo tuo sragionare male sulle altre persone che hanno a che fare con l'arte in questo territorio, dove tu sei approdato in modo definitivo da poco. Hai litigato e polemizzato quasi con tutti, sparando sentenze immotivate e non richieste su chiunque, senza rispetto per le persone e per le loro sensibilità. Mi sono sempre chiesto, perché un professore come te, che è stato artista quotato, uno che ha pubblicato un libro su come insegnare a disegnare, uno che ha abbandonato la cerchia degli artisti per dedicarsi all'insegnamento del disegno, com'è possibile che non possa conciliarsi con il prossimo e, invece, litiga con tutti? Sai qual è stata la mia risposta intuitiva? Ti premetto che sono giornalista e non strizza-cervelli, ma un'idea mi ronza per la testa. E' questa: la tua narrazione sul passato non mi convince; devi aver subito una così grande delusione nell'attività artistica che ti ha indotto ad odiare tutti quelli che hanno a che fare con il mondo dell'arte. Ammetto che è soltanto una mia illazione, che non poggia su fatti concreti. Potrei anche sbagliarmi, ma finché non mi dimostrerai il contrario, nessuno potrà mai togliermi questa idea dalla testa. Soprattutto dopo aver letto questi due tuoi commenti al veleno.

Sinceramente,





4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. I tuoi commenti non sono stati per nulla cancellati. Sono al loro posto, in coda alle due notizie precedenti. Io ho messo anche i link, per raggiungerli, nella mia risposta qui sopra.
      Attendo con pazienza le tue argomentazioni.

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  2. TIENI PRESENTE CHE SONO DISPOSTO A RISPONDERE A TUTTI COLORO CHE HANNO RITENUTO DI LEGGERMI SENTENDOSI OFFESI O CALUNNIATI O SOTTOVALUTATI, NATURALMENTE DOCUMENTANDO QUANTO DA ME SCRITTO.

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  3. LA TUA PRESA DI POSIZIONE SUL MIO PASSATO E SULLE COSE CHE HANNO CARATTERIZZATO I MIEI TRASCORSI, COME AUTORE DI IMMAGINI SONO DOCUMENTATI SUL MIO SITO WWW.ORIZZONTEARTE.IT.(Probabilmente ti è sfuggito qualcosa) IN QUANTO AI VELENI ED HAI FALLIMENTI DA TE ELENCATI E DI CUI MI FAI CARICO, UNITAMENTE A STATI UMORALI CHE ESULANO DALLA MIA NATURA, RISPONDONO IN PIENO A QUELLA PAROLA CHE "DOVREBBE ESSERE PREROGATIVA DELL'UOMO.CON LE PAROLE COMUNICHIAMO; FERIAMO; CONDANNIAMO,; AMIAMO; SALVIAMO; CANTIAMO; NON CI CAPIAMO, FRAINTENDIAMO. CON LE PAROLE, ALLORA POTREMMO RISCRIVERE UN NUOVO DIZIONARIO DELL'ANIMO, UN LINGUAGGIO INTIMO, PRIVATO E SEGRETO CHE PORTI, INFINE, A POTERE RINUNCIARE PROPRIO ALLA PAROLA, LASCIANDO COSI LIBERO IL CORPO DI COMUNICARE CON TUTTA LA SUA SPIETATA POESIA" Da Centro culturale Teatro Aldo Fabrizzi di San Basilio- su note del Regista Marco Florio su testi di FitzCarraldo Teatro:"Finestra sulle parole". Questo centro non ha da rispondere a nessuno ente sostenitore e famoso come il tuo ARCI.

    Io invece non attendo una tua risposta, in quanto non ho armi sufficienti per smentire una mente cosi confusa e totalmente dotata a consolare gli sprovveduti, io stesso sprovveduto e disorientato, e convinto di quella laicità di cui ti ho già reso nota, e di cui non mi stancherò mai di appartenere a quelli convinti di essere in..... "IN ATTESA: ATTESA DI UN IMPROBABILE EVENTO, O MIRACOLO O APPARIZIONE; MA SOPRATTUTTO DI UN SENSO DA DARE ALLE COSE: DARE NUOVA SIGNIFICANZA A CIO' CHE NON HA PIU' SIGNIFICATO".(Gianfranco Ferroni- La Luce dell'ateo- Bompiani-)
    Sono invece in attesa di conoscere i nomi di chi frequentando il tuo centro, sia stato coperto di misfatti di cui me ne hai attribuito la paternità, in caso contrario, cancellami dal tuo Blog. Ho pensieri più alti di quelli che hanno il prurito di essere presenti all' AEXPO15 di milano,..........................L'ARCI non smentisce e Morello ha raggiunto il suo obiettivo, Biffarella la sua sconfitta, il non senso il suo massimo splendore nei 70 anni di governabilità dei partiti, nella scuola, nell'arte. All'ombra giovani impegnati e colmi di speranze, di sacrifici, di studio, di passione per un domani da fare emergere dalle macerie. Reitano, ne da un cenno; le competenze del Comune, una speranza; la Cura e la preparazione magistrale di un Nuccio Locastro, una conferma. Tu? Lo sai solo tu, augurandoti di continuare; senza di te, gli sprovveduti a cui dai il merito della popolarità hanno più meriti di tutti coloro, che che al posto dell'arte e della pseudocultura, si prodigano per provocare disastri umani: Morello, all'opposto, dovrebbe essere osannato anche per questo ma tu lo vuoi sul podio, perchè tra lui e Michelangelo non si ci sia nessuna ipotesi di differenza,ma non sono le differenze la bellezza della vita? Goditi il tuo tempio, sii fiero, mi sono solo affacciato per illusioni del tutto personali, che mi hanno impoverito e con piacere, anche umiliato,grato ugualmente. Ho un debito con la Tua splendida signora: immortalare il suo sorridente volto.

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