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sabato 21 settembre 2013

Atelier sul Mare: Equinozio d'Autunno




Ferve l’attesa per la seconda edizione del Festival Nazionale di Archeoastronomia “Pietre e stelle 2013” Equinozio 2013 in programma per sabato, 21 settembre, nell'incantevole parco della Fondazione Fiumara d’Arte.

Un evento che non mancherà di affascinare il pubblico presente, trasportandolo verso un viaggio alla scoperta dei segreti delle antiche civiltà,  e lasciarsi ammaliare dai paesaggi sacri al confine tra   cielo e terra seguendo le pietre ancestrali. 
Il programma prevede conferenze, gite guidate alle opere artistiche della Fiumara d'Arte ed alla Piramide di Staccioli (Motta d'Affermo), mostre (Mostra espositiva itinerante di pitture, sculture e installazioni "I Musei" di Alessandra Lanese e “Le Icone Musealizzate” di Antonello Arena)  e spettacoli.

La  kermesse si concluderà domenica 22 settembre, serata in cui si celebra anche l’equinozio, nella splendida valle Halesa dove insieme alla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, si festeggerà l’arrivo della stagione autunnale. 

Per maggiori informazioni eccovi il programma completo  dell’evento.


PROGRAMMA


:: SABATO 21 settembre 2013
- arrivo altri ospiti in giornata
- ore 9:00, visita Sculture Parco Fiumara d’Arte ( “La finestra Sul Mare” di Tano Festa - “La Materia poteva non esserci” di Pietro Consagra )
- ore 12:30, visita stanze d’autore del Museo-Albergo Atelier sul Mare
- ore 17:30, apertura e visita “Piramide 38° parallelo” di Mauro Staccioli,
- ore 18:30, performance musicali ed artistiche:
Sandro Dieli: Attore, Regista e Direttore Artistico Teatro Appartamento
Patrizia D'Antona - Attrice
- ore 19:30, osservazione al telescopio curata dal Prof. Piero Romano ( docente di matematica e fisica, del liceo Scientifico di Giarre)
- ore 21:00, cena e pernottamento

:: DOMENICA 22 settembre 2013
- ore 9:00, visita agli scavi archeologici di Halaesa
- ore 11:00, Inaugurazione della Mostra espositiva itinerante di pitture, sculture e installazioni I Musei” di Alessandra Lanese e “ Le Icone Musealizzate” di Antonello Arena
- ore 13/14, pranzo nel Museo-Albergo ( facoltativo)
- ore 17:30, Convegno sul tema “ Il Cielo degli Antichi: dagli Egizi a Galilei”
- ore 17:45, Antonio Presti, Presidente Fondazione Fiumare d’Arte “Arte, Cielo e Terra”
- ore 18:15, Prof.ssa Stefania Sofra, Archeologa “ Stelle e Divinità nell’Antico Egitto”
- ore 19:00, Dott. Andrea Orlando, Astrofisico, “ L’Astronomia nel Medioevo”
- ore 19:45, Prof. Piero Romano, Fisico “ Le Osservazioni di Galileo con l’occhiale e le nuove tecnologie”

INFO E PRENOTAZIONI:
ATELIER SUL MARE
Via Cesare Battisti, 4 – 98070 Castel di Tusa (Me)-Italia
Tel. +39.0921.334295 –fax +39.0921334283
info@ateliersulmare.it www.ateliersulmare.it






Un servizio di Rai3 ducational su Fiumara d'Arte

sabato 18 giugno 2011

Fondazione Antonio Presti: Il Rito della Luce

FONDAZIONE ANTONIO PRESTI - FIUMARA D'ARTE

Il Rito della Luce

Piramide – 38° Parallelo
Solstizio d'estate 17 - 21 giugno 2011


Castel di Tusa (ME) – Castelbuono (PA) – Motta d’Affermo (ME)Poeti, artisti e ragazzi saranno i protagonisti del rito

Antonio Presti: "Un rito della Luce per le nuove generazioni. Ecco il mio dono alla Sicilia"




Domenica 19 Giugno:
10:00 - 14:00 - Motta d'Affermo (ME)
Apertura della Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli

12:00 - Castel di Tusa (ME) Atelier sul mare
Visita de "La Stanza della Luce" di Pepi Morgia, "La Stanza dell'Opra" di Mimmo Cuticchio e dell'installazione di 50 sedie sculture di Ute Pika e Umberto Leone

15:00 - 20:00 - Motta d'Affermo (ME)
Rito della Luce , Piramide 38° Parallelo
Reading di Poesia, Sonorità e Canti celebrativi


Martedì 21 Giugno:
10:00 - 20:00 - Motta d'Affermo (ME)
Apertura della Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli

Si invitano i visitatori che parteciperanno al “Rito della Luce” ad indossare preferibilmente abiti bianchi e rispettare il silenzio.

 IL RITO DELLA LUCE
Motta D'Affermo, domenica 19 giugno, ore 15:00/20:00


La Fondazione Fiumara d'Arte ha scelto il momento fortemente simbolico del solstizio d'estate per un rito di condivisione che si svolgerà dal 17 al 21 giugno 2011, nel momento in cui il sole allo zenit sarà al culmine della sua inesauribile energia. La Piramide, ultima opera del parco di Fiumara d'Arte, cima di una cima, è il luogo sacrale per eccellenza in cui mito e rito, in perfetto equilibrio tra terra e cielo, tornano ad essere tutt'uno. Così, nei giorni della porta solstiziale, in cui l'universo riceve il massimo della potenza solare, la Piramide accoglierà, come una Grande Madre, tutti coloro che vorranno condividere lo spirito della luce universale. Al tramonto, da uno spiraglio dell'imponente tetraedro cavo filtreranno, infatti, i raggi del sole, che, con il loro riverbero dorato, illumineranno ogni visitatore. "In una società che ha smarrito ogni dignità e Bellezza" - spiega l'ideatore Antonio Presti - "vogliamo restituire un momento di ritualità che nella sua semplicità sia capace di parlare non solo ad artisti e intellettuali, ma al cuore della gente. Le antiche società celebravano il sole periodicamente, perché sapevano bene che la rigenerazione è ciclica. Noi invece abbiamo perso quella concezione circolare del tempo, che consente di ricominciare trasformando; noi viviamo un tempo lineare, perennemente in fuga, una successione di attimi sempre differenti che consentono una nascita ma non una rinascita. Mai come in questo momento, credo" - aggiunge il mecenate - "il mondo ha bisogno di una luce rigeneratrice. Se penso poi che ogni nascita viene definita come un venire alla luce, spero che chi verrà alla Piramide possa attingere la forza per una rinascita interiore". La bellezza del dono come valore condiviso sarà rappresentata da una sfera di luce che tutti i partecipanti si passeranno l'un l'altro. E sarà proprio in quel passaggio di luce il momento più significativo del rito.

domenica 10 aprile 2011

Intervista ad Antonio Presti


parchi musei d'arte contemporanea in Italia / intervista ad Antonio Presti sulla Fiumara d'Arte

Arte, Bellezza, Natura.
La Sicilia è senza dubbio un'isola-scrigno di tali doni. Non tutti sanno che custodisce uno dei più singolari e maestosi parchi d'arte contemporanei italiani, Fiumara d'Arte, opera e grande passione di Antonio Presti.
Definito dai più come l'ultimo dei grandi Mecenati nelle Terre della Magna Greciae, è fautore di innumerevoli iniziative artistiche dedicate alla sua Terra, una Sicilia interamente votata alla bellezza, da rispettare, coltivare e insegnare alle nuove generazioni, affinché la lotta al degrado ambientale, culturale ed umano diventi un nuovo sentire comune.
Se l'impegno civile smuove realtà come quella del Quartiere di Librino di Catania, dove la creatività dei più giovani sta ridefinendo geografie urbane abitualmente violente, Fiumara d'Arte é un inno a non rinunciare mai all'amore, al rispetto e alla bellezza per la propria Terra.
Un impegno difeso attraverso una grande squadra di artisti e partner istituzionali e privati, che hanno creduto in questo progetto, che è una missione quotidiana.
Flashgiovani ha intervistato Antonio Presti per voi.
 a cura di Francesca Miglioli

F.M.Il progetto Fiumara D'Arte rappresenta un'eccellenza nel campo dell'arte contemporanea italiana a cielo aperto. Qual'è il percorso e il messaggio pensato per il visitatore che vi giunge, italiano o straniero?
A.P.
Il progetto Fiumara d'Arte nasce dall'idea di un dono alla Sicilia contemporanea che, scegliendo la via della bellezza, può rappresentare con un suo presidio l'impegno civile ed estetico dell'uomo. La Fiumara d'Arte è nata su terreni demaniali, per scelta politica perché io non ho mai voluto possedere l'opera ma l'idea. In una società contemporanea in cui tutto è al servizio della materia e del suo possesso, il primo atto di rinuncia che sublima la materia rispetto all'opera d'arte, è che la bellezza può manifestarsi per un'idea di pensiero. Il valore del dono sta nella sua condivisione, La Fiumara d'Arte è nata condivisa dal pubblico, affermata da tutti. Fiumara è oggi uno dei luoghi più visitati al mondo, per la sua contemporaneità e coerenza, il suo calarsi nel paesaggio.

F.M. Quali sono le richieste che vengono rivolte agli artisti partecipi del Progetto della Fondazione? Qual'è la linea espositiva e progettuale che guida la scelta delle opere presentate?A.P. Vengo indicato come uno degli ultimi grandi mecenati, ma in verità non amo essere definito mecenate, ma soltanto un uomo devoto alla bellezza, che a questa ha dedicato tutta la mia vita: bellezza intesa come dono, come condivisione, come etica. Gli artisti? Fanno parte della mia scuderia, che con gli anni si è consolidata. Gli artisti hanno condiviso con me il dono della bellezza, escludendo il concetto di proprietà e seguono fortemente la mia committenza, io ho chiaro lo scopo dell'opera legato all'artista e lavorando insieme si scatena un meccanismo che si rivela poi molto creativo.

F.M. L'arte contemporanea italiana viene raramente associata ad un preciso contesto territoriale esterno ad un museo. Come è avvenuta la scelta del Parco che ospita oggi la Fondazione?A.P. Fiumara d'Arte nasce dal desiderio di fare un omaggio alla Sicilia, a quella Sicilia contemporanea che, scegliendo la via della bellezza, decide di rappresentare l'impegno civile ed estetico dell'uomo con un proprio presidio. Ho deciso di inserire i comuni della Valle dei Nebrodi in una sorta di circuito  d'arte che non fosse costretto entro luoghi definiti, nel chiuso dei musei, subordinato al pagamento di un biglietto e all'orario delle visite. Il mio desiderio era quello di portare l'arte per strada, renderla visibile e accessibile a tutti, farla entrare nel quotidiano di ognuno. Così, mentre una persona guida può voltarsi a guardare il mare e ammirare il Monumento ad un poeta morto di Tano Festa, o più in là l'opera di Consagra. Volevo creare una sorta di contro-museo, unico nel suo genere, che potesse diventare un volano per lo sviluppo turistico ed economico dell'intero comprensorio. I comuni della Fiumara d'Arte, senza aver investito un centesimo, oggi fanno parte di un percorso artistico-culturale che coniuga la bellezza della natura con quella delle opere monumentali.
F.M. Come coniuga la progettualità della Fondazione con esperienze come quella di Librino, a Catania, in collaborazione con la National Geographic Italia?A.P.Il progetto Librino segue un percorso. Il primo importante passo è stato compiuto con la realizzazione della Porta della Bellezza. Diecimila bambini, uniti nel nome di un cambiamento, sono stati autori e artefici di un processo maieutico capace di trasformare una ferita in un'imponente opera artistica e sociale, simbolo di apertura e rinascita. Con il museo fotografico all'aperto Fiumara d'Arte compie un ulteriore passo avanti. Il nostro percorso è iniziato dalle scuole, oggi lavoriamo invece con tutto il quartiere. Il museo fotografico unirà attorno a sé oltre 30.000 persone che daranno volto e anima a Librino e a Catania. Per la prima volta, infatti, sarà proprio Librino a tendere la mano al resto della città, a coinvolgerla nel suo processo di cambiamento. Questo progetto è riuscito ad avvicinare i giovani alla fotografia. Il loro entusiasmo è arrivato fino al National Geographic Italia, che ha offerto il suo supporto tecnico e multimediale a titolo completamente gratuito.

F.M. La Fondazione è aperta a collaborazioni con altri enti preposti alla valorizzazione artistica ambientale? a livello nazionale penso al MACRO o al FAI, ma la domanda é riferita anche al contesto internazionale.
A.P
. La missione della mia Fondazione comprende forti azioni artistiche/culturali che coinvolgono numerosi enti internazionali, come il Festival della fotografia di Arles, Les
périphériques vous parlent di Parigi, La Fête des Lumières di Lione,  Paul Getty Museum,
National Geographic e molti altri.

F.M. Un esempio delle opere di Fiumara è dato dalla "Piramide 38° parallelo". Può raccontarci la storia di quest'opera?A.P.Ho immaginato l'opera come una sorta di ritiro laico, che è poi il senso religioso dell'arte. Un luogo del  pensare individuale, sganciato da qualsiasi rituale codificato o religione costituita. Mi interessava creare un luogo al tempo stesso universale e particolare, dove l'uomo potesse soffermarsi a pensare per interrogarsi, magari, sul senso dell'esistenza: quesito senza risposta, forse, ma tangibile. La fessura sul lato della piramide, per esempio, costituisce un tracciato di illuminazione dell'interno, oscuro, dell'opera, un  percorso di risveglio della coscienza. L'intuizione che ha governato il progetto è quello spigolo frontale al sole: quella fessura attraverso la quale, al tramonto, il sole filtra all'interno. I luoghi stessi ci hanno poi suggerito  elementi diversi di vario senso simbolico. Penso alla scala di accesso alla Piramide anch'essa frontale al sole, o alla spirale interna realizzata con le pietre ferrose del posto, trovate durante lo sbancamento per realizzare le fondamenta dell'opera. Pietre rosse modellate dal mare, che in un tempo remoto arrivava fino al promontorio, quelle stesse pietre sono ora la traccia del percorso della spirale ed  è come se parlassero del passato geologico, ci raccontano un tempo universale, diverso da quello umano.

F.M. La Fondazione é legata alla sua personale passione per l'Arte e la natura, oltre che per la sua terra. Cosa sogna per il futuro del Parco e cosa auspica per il Futuro dell'arte contemporanea ambientale in Italia? A.P. In questi anni il mio è stato un percorso di resistenza, di valore di differenza  e di impegno civile per un territorio siciliano che amo molto. Spero che le istituzioni possano assumere impegni e responsabilità, in nome dello sviluppo, dell'ambiente  e della valorizzazione di territori, che in questo momento hanno gravi problemi economici, culturali, progettuali, come le grandi periferie abbandonate ed emarginate.  In questo momento sento il dovere  di avviare un percorso educativo nelle scuole siciliane, sogno la bellezza e la voglio realizzare con i ragazzi. Ecco perché porto grandi poeti, artisti, fotografi, registi, etc. nelle scuole. In futuro mi piacerebbe condividere progetti artistici  con i Parchi dei Nebrodi e delle Madonie e anche di altre regioni italiane, magari realizzando lì delle altre opere monumentali. Immagino un grande futuribile "Distretto della contemporaneità", con il coinvolgimento anche delle periferie. Attualmente sto lavorando molto per il quartiere di Librino a Catania. La mia idea é quella di creare un "modello Librino" per cambiare il modo di intendere il rapporto fra il centro e la periferia. È un dovere civile quello di assumersi la responsabilità di aver "educato" intere generazioni che, per un'arroganza di potere e ignoranza, sono state formate a chiedere e non a fare. Famiglie, scuole e chiesa  devono educare al fare e non al chiedere. In questo senso anche Librino diventa non un luogo da recuperare, ma da rispettare.

INFORMAZIONI:

Apertura
Tutti i giorni dalla 1 alle 24.
Contatti Via Cesare Battisti 4, 98079 Castel di Tusa (ME).
Tel 0921/334295 o 349/2231802, fax 0921/334283, e-mail: info@ateliersulmare.com stesicorea@interfree.it
http://www.ateliersulmare.com/
Accoglienza Art Hotel Atelier sul Mare.