lunedì 29 novembre 2010

L'Araba Fenice: rinasce il Museo di Baghdad. La Cultura come ancora di salvezza di una nazione.

La Cultura non ha confini. Ecco perché parliamo, oggi e in questo blog, di Baghdad. Una città lontana geograficamente, ma è nel cuore di tutti i democratici e i pacifisti, perché è una città che ha sofferto per le colpe di un tiranno (Saddam Hussein) e per l'arroganza dell'imperialismo (i Bush, padre e figlio)

Oggi venaimo a sapere della rinascita del Museo di Baghdad. E' un segnale che ci conforta doppiamente. Dal punto di vista della solidarietà: è il segno di una ripresa della vita civile; e dal punto di vista culturale: è l'evidente ruolo della Cultura nel ricreare il tessuto della convivenza sociale.

''Molte mie opere rappresentano uomini e donne, realizzati con filo di ferro attorcigliato a spirale, a simboleggiare gli iracheni imprigionati nel loro dolore e nei problemi della vita quotidiana. Voglio esprimere così - aggiunge - il senso di instabilità in cui purtroppo è ancora avvolto il nostro Paese'', sostiene lo scultore Riyadh Al-Hendawi all'inaugurazione della sua Mostra.



Link alla notizia di ADNKRONOS:
La riapertura del Museo di baghdad

Martedì 30 Novembre ultimo giorno della mostra Angelo Restifo. Domenica 5 Dicembre si inaugura l'esposizione di Salvatore Morello

Affrettatevi! Sono gli ultimi giorni della mostra di Angelo Restifo Geometrie, paesaggi, artifici. Il giorno di chiusura definitiva è Martedì 30 Novembre 2010.
Domenica 5 Dicembre, invece, si inaugurerà la prossima esposizione del maestro Salvatore Morello. Inaugurazione che si terrà, alle 16.30, in piazza Giovanni Paolo II - Acquedolci (Me). Infatti, la mostra si sdoppierà; oltre alla Casa delle Culture, verrà allestita una sezione presso la saletta comunale sita nella piazza ex dsitributore di carburante.

Si rammenta inoltre che al castello Gallego di Sant'Agata Militello è in corso la "Mostra Arti Visive", una collettiva di molti artisti nebroidei, organizzata dall'Associazione Homo Faber di Capo d'Orlando.



Nella foto (da Sinistra): Ing. Farid Adly, presidente ACM; Rosetta Marino; Silvia Mpa; Carmela Ricciardi; Calogero Corrao e Angelo Restifo.

Acquedolci, gli "Stati Generali" della Cultura a marchio ARCI, in Provincia di Messina

E' stata una riunione simpatica, partecipata, produttiva e scoppiettante.
Nell'angolo del salone di Villa Amerigo, era lì fisso, solido e che emanava un benefico calore, il camino. Ma nulla a confronto col calore umano che i soci dell'ARCI e i dirigenti dei circoli hanno espresso nella giornata di Domenica, quando si è tenuto ad Acquedolci la riunione del Territoriale ARCI Messina. Ci piace pensarla con l'incontro degli "Stati Generali" della Cultura a marchio ARCI, nella provincia di Messina.
Grazie a tutti/e per i loro contributi. Dalle mie parti si dice: "Anche il più grande oceano è fatto di gocce"; ricordatevelo sempre, cari lettori!
Non è stata l'occasione per presentare i «cahiers de doléances», ma di proposte per rilanciare le relazioni tra circoli ARCI, facendo circolare maggiormente le informazioni. Le realtà dell'ARCI nella nostra Provincia sono molteplici e coprono attività diversissime: dall'azione giovanile alla solidarietà con i migranti, dall'arte al teatro, dalla musica al cinema, dalla difesa dell'ambiente alla lotta per la legalità, dalla presentazione di libri all'educazione per l'infanzia, dalla solidarietà sociale a quella internazionale. E' un arco di interessi che comprende tutte le attività volte a una migliore convivenza e ad imprimere i segni del cambiamento.  
L'incontro acquedolcese, è servito anche come una scintilla per avviare un processo virtuoso: scambiare esperienze tra i vari circoli e magari programmare la condivisione di iniziative. Oltre alla circolazione delle informazioni nei rispettivi siti, blog, gruppi di Network sociali, ecc...
Durante l'incontro, la presidente avv. Carmen Cordaro ha espresso la solidarietà al circolo ARCI di Furnari nella sua azione di lotta per la legalità. I partecipanti tutti hanno assicurato "l'impegno e la disponibilità a sostenere un'azione comune a Furnari, per non lasciare soli coloro che sono in pirma linea". 
E' stato dichiarato ufficialmente l'avvio della campagna del Tesseramento 2011.


Links correlati:

ARCI nazionale

sabato 27 novembre 2010

"Bondi, un po' di coerenza!"

Il ministro della Cultura, Bondi, questa volta l'ha fatta grossa.
Non contento dello scandalo delle assunzioni di suoi parenti nel ministero, non contento delle proteste e degli scioperi contro i tagli alla Cultura, cosa fa? Spende 400 mila € di soldi pubblici per invitare a Venezia un'attrice bulgara, amica del suo capo.

Peccatro che il voto di sfiducia nei suoi confronti sia slittato.

Il Ministro Bondi taglia la Cultura e spende 400 mila € (viaggio e soggiorno a Venezia) per l'amica del capo

venerdì 26 novembre 2010

Casa delle Culture: Ultimi giorni della Mostra di Angelo Restifo

Carissimi e carissime,
il prossimo Martedì, 30 Novembre 2010, si conclude la mostra di Angelo Restifo alla Casa delle Culture.
Siamo molto soddisfatti per i risultati raggiunti, in termini di visite, di attenzione mediatica e, soprattutto, di risultati concreti.

Per chi non l'ha ancora visitata, tra i colleghi artisti, abbiamo ancora una manciata di giorni per soddisfare una curiosità e per un confronto positivo con lo stile di un amico. Vi aspettiamo anche per passare insieme un pomeriggio sereno e simpatico durante questo fine settimana.

Il prossimo appuntamento di "ALCHIMIA DELLA BELLEZZA" sarà con il maestro Salvatore Morello. Dal 5 al 31 Dicembre 2010. In quell'occasione, la Casa delle Culture si sdoppierà, aprendo un'altra succursale nel centro di Acquedolci, in piazza Giovanni Paolo II, nella saletta comunale (ex distributore di carburante). Anche l'inaugurazione si terrà in piazza, all'interno della sala coperta (in previsioni di eventuale pioggia).

Vi comunico, inoltre, che le associazioni Homo Faber e Nebrodi Arte stanno programmando in questo periodo due iniziative, rispettivamente, per questo fine settimana a Sant'Agata (una collettiva) e tra un mese sul tema della follia (sempre a Sant'Agata). Vedete i link su questo blog http://www.alchimiadellabellezza.blogspot.com/

L'artista Ettore Merlino inaugurerà una sua personale il 19 Dicembre 2010 al Castello Gallego di Sant'Agata Militello.

A presto.
Ing. Farid Adly
presidente ACM - Casa delle Culture

mercoledì 24 novembre 2010

giulia o blog: Elefante Lighea

giulia o blog: Elefante Lighea

Proposta di lettura: Margherita Hack, "Le stelle ci insegnano da dove veniamo"

La grando astrofisica italiana ha pubblicato recentemente, insieme a Viviano Domenici, un libro dal titolo "Notte di stelle", che ne raccomando la lettrua (qui di seguito troverete le necessarie indicazioni e una recensione del prof. Giulio Giorello.

Margherita Hack è stata anche intervistata da Maria Volpe (Corriere della Sera TV) sui temi dell'oggi, dall Cultura alla Politica, dalla Religione alle scelte di vita.
Video-intervista Margherita Hack



Margherita Hack, Viviano Domenici
NOTTE DI STELLE. LE COSTELLAZIONI FRA SCIENZA E MITO
Sperling & Kupfer
pp. 315, € 18

MONDI - MARGHERITA HACK, VIVIANO DOMENICI

L’uomo vide il cielo e scoprì se stesso

Con l’occhio rivolto in alto abbiamo inventato le costellazioni Miti, credenze e riti che ci hanno accompagnato nella storia

«Guarda, amico mio, i segni del cielo. Significano qualcosa, anche se non saprei dirti cosa», dichiarava Oliver Cromwell, il condottiero dei puritani, alla fine della battaglia a un compagno d’armi che aveva appena perso il figlio. Guardando le stelle dal tetto della sua leggendaria cuccia, Snoopy gli fa eco più di tre secoli dopo, nell’America apparentemente innocente e spensierata degli anni Sessanta, che si stava sempre più impelagando nel conflitto del Vietnam. Per i mortali «i tempi stanno cambiando»; anzi, cambiano incessantemente, come cantava allora Bob Dylan; ma gli astri del cielo sembrano rimanere gli stessi e «i cani son sempre cani», come concludeva filosoficamente il bracchetto creato dalla matita di Charles Schulz.
È mai possibile, allora, cogliere un qualche nesso tra le cicliche vicende del cielo e le più turbolente storie di uomini (e di cani)? Da millenni ci ha provato l’astrologia: le stelle non stanno semplicemente a guardare, ma influenzano se non addirittura determinano il nostro destino. Senonché, le scoperte della scienza e le realizzazioni della tecnologia paiono avere preso il posto dei miti e delle favole degli antichi, mentre la divinazione astrologica avrebbe dovuto ormai cedere il passo all’astronomia rigorosa, come già auspicava un giovanissimo Giacomo Leopardi nella sua Storia dell’astronomia (1813).
Il condizionale, però, resta d’obbligo. In un bel romanzo di Ismail Kadaré, I tamburi della pioggia (Corbaccio, 1997), l’astrologo dell’esercito turco che assedia una fortezza albanese predice una posizione favorevole delle stelle e «luna piena» che indicano l’imminente caduta della cittadella - salvo assistere poco dopo all’ennesima sconfitta degli assedianti: il comandante supremo lo manderà per punizione a scavare gallerie sottoterra, lui che era abituato a scrutare in alto.
Con una certa vena autoironica, qualche anno fa Margherita Hack, tenace avversaria di qualsiasi superstizione parascientifica, citava una vignetta che qualcuno aveva disegnato apposta per lei, ove la nostra scienziata (e sportiva) si spostava in bicicletta mentre un riccone la superava disinvoltamente alla guida di una macchina di lusso. E lui commentava: «La differenza è semplice: io sono un astrologo, lei un’astronoma» (Margherita Hack, Sette variazioni sul cielo, Raffaello Cortina, 1999).
Ora, insieme con Viviano Domenici, per decenni caporedattore delle pagine scientifiche del «Corriere», senza rinunciare alla polemica contro gli astrologi di ogni genere, Margherita invita ancora una volta a contemplare quello che è alla lettera il più grande spettacolo del mondo (Margherita Hack, Viviano Domenici, Notte di stelle. Le costellazioni fra scienza e mito: le più belle storie scritte nel cielo, Sperling & Kupfer, pp. 315, € 18): «Tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle» e lo show ha inizio. Si replica, è vero, da tempi immemorabili, ma non ha mai cessato di stimolare la fantasia umana. I nostri antenati presero a unire i luminosi puntini della volta stellata, un po’ come fanno i lettori più piccini in un celebre giochetto della settimana enigmistica. «Che cosa apparirà»? Divinità, eroi, unicorni e vergini, ma anche femmes fatales, per non dire di animali più o meno mostruosi. Sono nate così quelle particolari «illusioni» che chiamiamo costellazioni. Chiariscono subito Hack e Domenici che queste «nella realtà astronomica semplicemente non esistono: sono il risultato di un equivoco prospettico, che porta a considerare, come facenti parte di un unico Disegno, corpi celesti che nella realtà sono spesso distanti molti anniluce gli uni dagli altri, ma casualmente brillano nella stessa zona del cielo; e la prospettiva completa l’inganno».
Consideriamo, per esempio, una delle più celebri costellazioni, quella del Cane Maggiore. Qui coabitano Sirio (tecnicamente Alpha Canis Maioris), la stella brillantissima che si trova a «soli» 8,8 anniluce da noi (ovvero, la luce di Sirio ci mette poco meno di nove anni ad arrivare alla Terra) e Delta Canis Maioris, che si trova a ben 1960 anniluce dal nostro Globo (il che vuol dire che la luce di questa stella ci mette quasi due millenni per raggiungerci: più o meno il corso della storia dalla nascita di Gesù a oggi). Non dimentichiamo che gli anniluce misurano delle distanze, e quindi quella costellazione, (come tutte le altre), non è che una «falsa immagine» inventata dall’occhio (e dal cervello) dell’uomo, un po’ come la celebre foto ricordo del turista che a Pisa stende il braccio in un modo che appare sorreggere la Torre pendente. Ma non è certo per questo che il monumento non cade.
Ci vuole una certa tensione dell’immaginazione per scorgere davvero, in quella trama di stelle, un vero e proprio animale, come notava un severo filosofo come Baruch Spinoza, quando sosteneva che - pur usandosi la stessa parola - l’intelligenza umana era così poco simile a quella di Dio quanto era difficilmente somigliante il cane fatto di stelle al cane «animale che abbaia». Eppure, come diceva una romantica canzone del secolo scorso, le illusioni sono «dolci chimere». Non solo perché dicono molto sulla psiche dell’uomo, sulla sua storia, sui suoi desideri più profondi e sulle sue paure recondite. Solo così possiamo spiegarci come nelle vicissitudini della vita quei raggruppamenti di punti luminosi sono diventati Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci. Sono i cosiddetti segni zodiacali: lo Zodiaco è una «fascia immaginaria» distesa lungo l’eclittica, che è il piano dell’orbita della Terra intorno al Sole. L’intersezione di questo piano con la volta celeste è un cerchio sul quale vediamo proiettato il Sole che sembra percorrerlo in un anno. Noi sappiamo, dai tempi di Copernico (1473-1543), per non dire di Aristarco di Samo (III secolo a.C.), che in realtà siamo noi, che viaggiamo sull’astronave chiamata Terra, che descriviamo annualmente un giro completo. Per di più, a causa di un fenomeno già noto agli antichi e mirabilmente spiegato da Newton (1643-1727), ovvero la precessione degli equinozi, gli antichi segni non corrispondono più alle costellazioni: «per esempio, il 21 marzo si vede il Sole proiettato in uno dei due punti in cui si intersecano il piano dell’equatore e quello dell’eclittica, detto punto di Ariete, perché un tempo si trovava in quella costellazione, mentre oggi si trova nei Pesci!».
Un’ulteriore stoccata razionale agli irrazionali «fedeli dell’astrologia», i quali non smettono comunque di credere agli oroscopi. Ma a chi ha mentalità scientifica le costellazioni, quelle zodiacali e le altre, restano comunque dei preziosi strumenti di riferimento. Indicano i diversi settori del cielo, utili per catalogare gli oggetti celesti e i fenomeni astronomici che siamo soliti osservare. Così, per esempio, in quello individuato dal Toro, la costellazione che fissava nel cielo il ricordo di alcune avventure erotiche di Zeus, ci sono non pochi elementi di notevole interesse come la celebre nebulosa del Granchio, che è ciò che resta di una supernova esplosa nel 1054: un evento registrato come un’improvvisa apparizione di grande luce dagli astronomi cinesi e giapponesi dell’antico Oriente.
Dopo tutto, nemmeno i cieli sono davvero immutabili. Come ci ricorda Margherita Hack, cui piace molto il settore del Toro, non fosse altro perché da lì ha preso le mosse la sua carriera di «amica delle stelle». Sia lecito aggiungere che il Toro piace anche a me, essendo nato il 14 maggio.
Giulio Giorello