Il grande Andrea Camilleri ha scritto un elenco che è stato letto in Tv (trasmissione Vieni via con me) dall'attore Luca Zingaretti.
Per chi l'ha perso, è una bella cosa da conoscere; per chi l'ha già visto, è un buon ripasso!
Si parte da Eva e la mela; in effetti Camilleri se la prende alla larga. Si passa la storia dell'umanità segnata dalle piccole scoperte legate alla soppravvivenza quotidiana, ma che hanno rappresentato la trasformazione degli umani da selvaggi a persone. La civilità è intimamente legata alla Cultura.
Insomma, non si vive per mangiare, ma si mangia per VIVERE!
Grazie, Camilleri!
Vieni via con me
mercoledì 24 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
NAPOLITANO: NON SI RISANA DEBITO PUBBLICO MORTIFICANDO LA CULTURA
Grande Presidente!
"Non si risana debito pubblico mortificando la Cultura".
Questo l'allarme lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso in occasione della consegna dei premi ''Vittorio De Sica'' stamane (23/11/2010) al Quirinale.
''Abbiamo da fare i conti - ha detto il Capo dello Stato - con una riduzione, cui non possiamo sfuggire, del nostro debito pubblico, nell'interesse, soprattutto, delle nuove generazioni, sulle cui spalle non abbiamo il diritto di scaricare un simile peso. E cio' ci impone di ripensare molte cose, in Italia e in Europa, anche per come siamo cresciuti finora, spesso al di sopra delle nostre possibilita' nei paesi ricchi - ricchi nel contesto mondiale, per quanto segnati al loro interno da squilibri e iniquita'. Il mondo e' cambiato, e non ci sono sconti e vie d'uscita indolori per paesi - dell'Eurozona, ad esempio: lo stiamo vedendo - che hanno conosciuto un'illusoria troppo facile crescita negli scorsi decenni''.
''Queste sono le prove, queste sono le sfide attraverso cui passera' il futuro dell'Italia, e che richiedono revisioni rigorose nella spesa pubblica. Dobbiamo discuterne seriamente - ha proseguito Napolitano - e trovare nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale. Ma e' con serieta' e convinzione che mi sento di dire : queste vie non le troveremo attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia e' piu' ricca : la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria. Adoperiamoci perche' di cio' si convincano tutti e perche' se ne traggano le conseguenze.
Questo deve essere il nostro solidale impegno''. Napolitano, rivolgendosi ai numerosi rappresentanti del mondo dello spettacolo, ha poi sottolineato di essere ''qui ancora una volta per rinnovare l'espressione della mia vicinanza - di cui ho detto in precedenti occasioni e non ho bisogno di ripetere le ragioni - al cinema italiano come parte costitutiva della nostra identita' nazionale, risorsa produttiva, fattore di prestigio e di attrazione dell'Italia nel mondo.
Naturalmente so bene quel che vi inquieta, quel che vi assilla, i motivi della protesta che ha ieri attraversato il paese. Lasciate tuttavia che io parta da qualche considerazione suggeritami dalla stessa evoluzione dei Premi De Sica e quindi dal programma della nostra cerimonia : che oggi non ha potuto comprendere la componente ETI (ente inspiegabilmente soppresso) e i premi (spero solo sospesi) 'Gli Olimpici del Teatro'. E di questa forzata assenza mi rammarico molto : non dimentichiamo che - come ha detto giorni fa un eminente studioso tedesco nel ricevere in queste sale il Premio Balzan - 'il teatro in tutte le sue forme e con la sua lunga e ricchissima storia' e' parte integrante della cultura europea, e 'gia' alla sua origine, in Attica' esso era ''la manifestazione pubblica piu' convincente e splendida del nostro modello di societa' democratica''.
''Con i Premi De Sica - ha aggiunto il Capo dello Stato - noi festeggiamo e sosteniamo, con il cinema, anche il teatro e tutte le realta' dello spettacolo.
Questa e' la dimensione, io credo, della riflessione di cui abbiamo bisogno.
Il discorso sullo spettacolo - come mondo espressivo e come attivita' economica, come industria - richiede un'attenzione specifica, per le gravi difficolta' che sta attraversando, per l'incertezza che pesa sul suo futuro. Tenendomi lontano - regola per me doverosa - dalla dialettica tra sindacati e governo, considero positivo quel che il ministro dei Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, sui problemi reali che essa pone, e quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il FUS 2011 e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale al cinema. Ma non c'e' dubbio che al di la' di cio' si imponga una riflessione di fondo e di prospettiva. Ed essa - insisto - deve comprendere l'insieme del capitolo cultura e quindi delle risorse pubbliche e private da destinarvi : spettacolo, comprese le istituzioni, anch'esse sofferenti, dell'opera lirica e della musica sinfonica, e musei, siti archeologici, palazzi storici, centri urbani e luoghi paesaggistici da preservare nella loro unicita', il patrimonio straordinario, insomma, che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare. Quale spazio, quale grado di priorita' merita tutto questo, la risorsa cultura, nella legislazione e nel bilancio dello Stato e delle Regioni, nelle cure delle istituzioni nazionali e locali, nelle scelte di investimento e nelle donazioni dei privati? E' venuta l'ora - ha osservato Napolitano - di discutere seriamente, guardando a quel che ci aspetta e ci impegnera' nei prossimi anni in quanto comunita' nazionale''.
L'intervento del presidente Napolitano
"Non si risana debito pubblico mortificando la Cultura".
Questo l'allarme lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso in occasione della consegna dei premi ''Vittorio De Sica'' stamane (23/11/2010) al Quirinale.
''Abbiamo da fare i conti - ha detto il Capo dello Stato - con una riduzione, cui non possiamo sfuggire, del nostro debito pubblico, nell'interesse, soprattutto, delle nuove generazioni, sulle cui spalle non abbiamo il diritto di scaricare un simile peso. E cio' ci impone di ripensare molte cose, in Italia e in Europa, anche per come siamo cresciuti finora, spesso al di sopra delle nostre possibilita' nei paesi ricchi - ricchi nel contesto mondiale, per quanto segnati al loro interno da squilibri e iniquita'. Il mondo e' cambiato, e non ci sono sconti e vie d'uscita indolori per paesi - dell'Eurozona, ad esempio: lo stiamo vedendo - che hanno conosciuto un'illusoria troppo facile crescita negli scorsi decenni''.
''Queste sono le prove, queste sono le sfide attraverso cui passera' il futuro dell'Italia, e che richiedono revisioni rigorose nella spesa pubblica. Dobbiamo discuterne seriamente - ha proseguito Napolitano - e trovare nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale. Ma e' con serieta' e convinzione che mi sento di dire : queste vie non le troveremo attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia e' piu' ricca : la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria. Adoperiamoci perche' di cio' si convincano tutti e perche' se ne traggano le conseguenze.
Questo deve essere il nostro solidale impegno''. Napolitano, rivolgendosi ai numerosi rappresentanti del mondo dello spettacolo, ha poi sottolineato di essere ''qui ancora una volta per rinnovare l'espressione della mia vicinanza - di cui ho detto in precedenti occasioni e non ho bisogno di ripetere le ragioni - al cinema italiano come parte costitutiva della nostra identita' nazionale, risorsa produttiva, fattore di prestigio e di attrazione dell'Italia nel mondo.
Naturalmente so bene quel che vi inquieta, quel che vi assilla, i motivi della protesta che ha ieri attraversato il paese. Lasciate tuttavia che io parta da qualche considerazione suggeritami dalla stessa evoluzione dei Premi De Sica e quindi dal programma della nostra cerimonia : che oggi non ha potuto comprendere la componente ETI (ente inspiegabilmente soppresso) e i premi (spero solo sospesi) 'Gli Olimpici del Teatro'. E di questa forzata assenza mi rammarico molto : non dimentichiamo che - come ha detto giorni fa un eminente studioso tedesco nel ricevere in queste sale il Premio Balzan - 'il teatro in tutte le sue forme e con la sua lunga e ricchissima storia' e' parte integrante della cultura europea, e 'gia' alla sua origine, in Attica' esso era ''la manifestazione pubblica piu' convincente e splendida del nostro modello di societa' democratica''.
''Con i Premi De Sica - ha aggiunto il Capo dello Stato - noi festeggiamo e sosteniamo, con il cinema, anche il teatro e tutte le realta' dello spettacolo.
Questa e' la dimensione, io credo, della riflessione di cui abbiamo bisogno.
Il discorso sullo spettacolo - come mondo espressivo e come attivita' economica, come industria - richiede un'attenzione specifica, per le gravi difficolta' che sta attraversando, per l'incertezza che pesa sul suo futuro. Tenendomi lontano - regola per me doverosa - dalla dialettica tra sindacati e governo, considero positivo quel che il ministro dei Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, sui problemi reali che essa pone, e quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il FUS 2011 e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale al cinema. Ma non c'e' dubbio che al di la' di cio' si imponga una riflessione di fondo e di prospettiva. Ed essa - insisto - deve comprendere l'insieme del capitolo cultura e quindi delle risorse pubbliche e private da destinarvi : spettacolo, comprese le istituzioni, anch'esse sofferenti, dell'opera lirica e della musica sinfonica, e musei, siti archeologici, palazzi storici, centri urbani e luoghi paesaggistici da preservare nella loro unicita', il patrimonio straordinario, insomma, che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare. Quale spazio, quale grado di priorita' merita tutto questo, la risorsa cultura, nella legislazione e nel bilancio dello Stato e delle Regioni, nelle cure delle istituzioni nazionali e locali, nelle scelte di investimento e nelle donazioni dei privati? E' venuta l'ora - ha osservato Napolitano - di discutere seriamente, guardando a quel che ci aspetta e ci impegnera' nei prossimi anni in quanto comunita' nazionale''.
L'intervento del presidente Napolitano
A sant'Agata Militello, Castello Gallego, Collettiva artisti Nebroidei oragnizzata dall'Ass. Homo Faber
sabato 27 novembre alle ore 10.00 - 28 novembre alle ore 17.30 | |
Castello Galleco - Sant'Agata di Militello (Me)
pagina Fb della collettiva.
Ultima settimana della mostra di Angelo Restifo
La mostra in corso alla Casa delle Culture, l'esposizione degli acquerelli di Angelo Restifo, rimarrà fino al 30 Novembre 2010. Come di consueto, le mostre del progetto ALCHIMIA DELLA BELLEZZA si inaugurano la prima Domenica e si concludono l'ultimo giorno dello stesso mese.
Inaugurata il 7 Novembre con un grande successo di pubblico, la mostra di Restifo si chiuderà il giorno 30, per lasciare posto alla prossima esposizione di Dicembre, quando esporrà il Salvatore Morello.
L'appuntamento, quindi, con il maestro acquedolcese è per Domenica 5 Dicembre, questa volta in piazza Giovanni Paolo II. La mostra per le feste natalizie, infatti, si sdoppierà, aprendo una sezione anche nella saletta comunale oltre a quella della Casa delle Culture (via V. Emanuele II, 3/5)
Nel frattempo, coloro che non hanno ancora visitato la mostra attuale, possono visitare la Casa delle Culture per godersi gli acquerelli di Restifo. Orario: tutti i giorni, dalle 16.00 alle 20.00.
Cordialmente.
Farid Adly

Casa delle Culture: Il giorno dell'inaugurazione 7 Novembre 2010
Inaugurata il 7 Novembre con un grande successo di pubblico, la mostra di Restifo si chiuderà il giorno 30, per lasciare posto alla prossima esposizione di Dicembre, quando esporrà il Salvatore Morello.
L'appuntamento, quindi, con il maestro acquedolcese è per Domenica 5 Dicembre, questa volta in piazza Giovanni Paolo II. La mostra per le feste natalizie, infatti, si sdoppierà, aprendo una sezione anche nella saletta comunale oltre a quella della Casa delle Culture (via V. Emanuele II, 3/5)
Nel frattempo, coloro che non hanno ancora visitato la mostra attuale, possono visitare la Casa delle Culture per godersi gli acquerelli di Restifo. Orario: tutti i giorni, dalle 16.00 alle 20.00.
Cordialmente.
Farid Adly

Casa delle Culture: Il giorno dell'inaugurazione 7 Novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
SCIOPERO NAZIONALE DELLA CULTURA
Set cinematografici e televisivi fermi, teatri e cinema chiusi, lunedì 22 novembre, per il primo sciopero nazionale della cultura, contro i pesanti tagli della finanziaria 2011, organizzato dai sindacati confederali e con l’adesione di Anica e Agis.
Dopo l’occupazione della Casa del cinema e del red carpet alla Festa di Roma, il mondo dello spettacolo continua la protesta per il disinteresse della politica italiana per la cultura.
Unico spettacolo autorizzato è il concerto di Zubin Mehta, al Carlo Felice di Genova, in segno di solidarietà con la protesta.
Contro i pesanti taglia del governo alla Cultura
Dopo l’occupazione della Casa del cinema e del red carpet alla Festa di Roma, il mondo dello spettacolo continua la protesta per il disinteresse della politica italiana per la cultura.
Unico spettacolo autorizzato è il concerto di Zubin Mehta, al Carlo Felice di Genova, in segno di solidarietà con la protesta.
Contro i pesanti taglia del governo alla Cultura
sabato 20 novembre 2010
Allarme per la Cultura.
Principe Barberini: ''Vendo ponte romano del 144 a.C. a 1 euro. Quadro desolante''
Roma - (Adnkronos) - Il nobile lancia all'ADNKRONOS l'appello per Ponte Lupo sull'agro romano, lungo la Prenestina, zona in cui - secondo la leggenda - si svolse la battaglia tra gli Orazi e i Curiazi: ''Ai tempi del Bernini il potere si inchinava all'arte mentre oggi non accade più''. Gela, crolla il portale del santuario di Maria SS. D'Alemanna. Pompei, 'Guardian': ''La casa dei Gladiatori non sarà l'ultimo edificio a crollare''. Il 29 in Aula mozione del Pd contro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi
Roma, 20 nov. (Adnkronos) - ''Sono disposto a vendere il più antico ponte romano a 1 euro ad inglesi, americani, giapponesi, tedeschi, a qualsiasi Paese che sia in grado di tutelarlo, prendersene cura, salvarlo dal crollo imminente''. E' l'appello lanciato all'ADNKRONOS dal principe Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, che motiva così la decisione di vendere Ponte Lupo, sull'agro romano lungo la Prenestina, risalente al 144 a.C.
''Purtroppo la magnificenza di Ponte Lupo, all'interno della tenuta 'San Giovanni in Campo Orazio', dove secondo la leggenda si svolse la battaglia tra gli Orazi e i Curiazi, è stata negli anni offuscata, sfregiata dalla cementificazione selvaggia e abusiva, da discariche e e prostituzione'', ha aggiunto il principe Barberini, discendente da papa Urbano VIII.
''Un quadro desolante, una situazione disperata - ha aggiunto - fin quando i nostri politici non capiranno che la cultura, la nostra storia, i nostri beni archeologici sono il petrolio della nazione, da cui trarre anche profitti, la situazione non cambierà. Ma bisogna tutelare i nostri tesori, preservarli, non lasciarli in uno stato di totale e sconfortante abbandono. Situazione inspiegabile e incomprensibile anche per molti archeologi che raggiungono la tenuta, come è accaduto recentemente per un gruppo di studiosi dall'Australia. Spero che le cose possano cambiare, comunque, in futuro - ha proseguito - anche se di fronte all'incuria, al disinteresse da parte di molti la mia reazione è di assoluta sorpresa, di profondo dolore''.
''Provo una certa nostalgia pensando al principe Maffeo Barberini, che una volta eletto al soglio pontificio con il nome di Urbano VIII, ricevette in Vaticano, come secondo gradito ospite, il grande Bernini - ha continuato il nobile romano - sapendo che sarebbe stato ricordato per la magnificenza dei capolavori del celebre artista. Il potere, un tempo, si inchinava all'arte - ha concluso Urbano Barberini - oggi tutto questo non accade più''.
Allarme per la Cultura
venerdì 19 novembre 2010
Roberto Vecchioni a Ragusa: "La Cultura salverà il mondo"
Una conferenza e un concerto su un unico tema: i miti greci e latini. Il professore e cantautore milanese ha tenuto questi due appuntamenti a Ragusa: “Questo è uno spettacolo improponibile in altre parti d'Italia” - ha esordito l'autore, rivolgendosi al pubblico - “ perché voi siete Sicilia, perciò siete anche Magna Grecia. Qui è nato il senso di vivere e d'amare, qui è nata la cultura”.
"La Cultura salverà il mondo"
"La Cultura salverà il mondo"
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