lunedì 12 ottobre 2015

Galleria Immagini Giornata del Contemporaneo

Acquedolci (Me), Sabato 10 Ottobre 2015. Si è tenuta alla Casa delle Culture l'11a Giornata del Contemporaneo, evento indetto a livello nazionale da AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea in Italia)
Per tutta la giornata è stata esposta la Rassegna d'Arte "Mediterraneo senza confini", che andrà a Milano per essere esposta all'ex Fornace (zona Navigli), con il patrocinio del Comune di Milano - Zona 6, dal 4 al 20 Novembre 2015. Inaugurazione Mercoledì 4 Novembre alle 18.30 - Seguirà cena sociale al Ristorante La Magolfa (nell'omonima via ed a due passi dalla sede espositiva).

Durante i lavori della Giornata acquedolcese è stata tenuta una conferenza sul "Sistema dell'Arte contemporanea in Italia, oggi". Due i relatori: introduzione del presidente ACM, Ing. Farid Adly e relazione del maestro Nino Santomarco sulla storia della Biennale di Sant'Agata (vedi i due post precedenti)

Eccovi una Galleria di immagini dell'evento (Foto di Amerigo Kashbur)









Le seguenti foto sono di Innocenzo Gerbino:



Le seguenti foto sono state scattate da Mariangela Gallo:






















La gioia per la Cultura non ha prezzo!

"Il Sistema dell'Arte Contemporanea in Italia, oggi"




Lo scorso Sabato 10 Ottobre 2015, si è svolta alla Casa delle Culture la Giornata del Contemporaneo, evento nazionale indetto dall'AMACI.

Per tutta la giornata la Casa delle Culture (via Vittorio Emanuele II, 3/5 - 98070 Acquedolci (Me)) è rimasta aperta al pubblico per ammirare le opere della rassegna d'Arte "Mediterraneo senza confini". 23 artisti di tutto il Mediterraneo hanno esposto le loro opere, che per il prossimo mese di Novembre andranno a Milano, all'ex Fornace (zona Navigli, la Movida milanese. Inaugurazione Mercoledì 4 Novembre 2015 alle 18.30 e poi cena sociale al Ristornate La Magolfa.)

Alle ore 18.00 si è tenuta una conferenza sul tema: "Il Sistema dell'Arte Contemporanea in Italia, oggi". Due i relatori: il presidente di ACM, Ing. Farid Adly e il maestro Nino Santomarco (nella foto).

Ecco il testo integrale del primo intervento esposto dal presidente dell'ACM:


Intervento introduttivo
dell'Ing. Farid Adly, presidente ACM,
alla Giornata del Mediterraneo
Casa delle Culture – Acquedolci (Me)




Presentata ieri a Roma nella Sala della Crociera del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, alla presenza del Ministro Dario Franceschini, l'Undicesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione che si svolge oggi sabato 10 ottobre, in tutta Italia.
Organizzata ogni anno da AMACI, l'Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la Giornata del Contemporaneo porta l’arte del nostro tempo al grande pubblico, inaugurando ufficialmente la stagione dell'arte contemporanea. Quest'anno sono 959 le realtà che hanno aperto gratuitamente le loro porte in tutta la penisola, presentando artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze.

Dal 2005 a oggi la Giornata del Contemporaneo si è conquistata un’attenzione particolare da parte del grande pubblico e degli addetti ai lavori per l’importante ruolo che ha saputo svolgere per la promozione della cultura contemporanea. Le adesioni sono cresciuti negli anni (dai 207 del 2005 ai 942 del 2014, passando per i 1050 del 2010) di pari passo con la partecipazione del pubblico (dai 97.000 visitatori delle prime edizioni ai circa 230.000 delle ultime). In dieci anni la Giornata del Contemporaneo ha permesso infatti di concretizzare una mappa dell’arte di oggi che ha coinvolto non soltanto le grandi città ma anche i centri più piccoli, da sempre molto attivi, dove i musei hanno assunto il ruolo di poli culturali con la missione di presentare e valorizzare l’attività degli artisti contemporanei.

Qui alla Casa delle Culture, questo è il secondo anno di nostra partecipazione alla Giornata. E lo facciamo coscienti e allo stesso tempo fieri di due fatti: la nostra associazione compie in questo mese i suoi 15 anni; l'altro fatto positivo è la certezza che passi positivi si stanno compiendo per la realizzazione del MAC-Nebrodi, alla stazione ferroviaria di Acquedolci.
La vostra presenza numerosa, di gente qualificata, colta e affezionata all'arte ed alla cultura rafforza in noi l'intento iniziale con il quale abbiamo avviato i nostri primi passi: promuovere la Cultura, rafforzare il volontariato, educare i giovani alla legalità ed al bello, ridare dignità all'essere umano che abita in ciascuno di noi.

In questo solco, organizziamo oggi la Giornata del contemporaneo, per legare il locale al globale e tentare di sprovincializzare la visione predominante nelle nostre società.

In un recente incontro organizzato dalla Homo Faber, ho avuto occasione di avanzare proposte su livello locale, per uscire dall'impasse. Oggi vorrei presentarvi due esperienze culturali del nostro territorio che hanno inciso positivamente sull'Arte di questi territori. Una è la Galleria “Il Capitello” del nostro amico, maestro Pietro Cordici. L'altra è la Biennale di Sant'Agata degli anni '90, fortemente voluta e portata a termine per ben quattro edizioni, il nostro amico e maestro Nino Santomarco è stato uno dei principali artefici di quella gloriosa iniziativa. Queste due esperienze ci dicono due cose: non si costruisce nulla sul niente. Chi non ha memoria non avrà futuro. Il secondo insegnamento è che mettere insieme le forze, coalizzarsi all'interno di una sana competizione non può che portare bene alla collettività.

Ma prima di dare la parla ai nostri due relatori ospiti, vorrei premettere con questa mia relazione sul “Sistema dell'arte contemporanea in Italia, oggi”. Questa costruzione dell'incontro di oggi ci permetterà poi di affrontare tutti insieme l'arduo compito nel nostro territorio, cioè, “Che fare?”

Il sistema dell'Arte contemporanea è una macchina complessa, che ha tanti attori e diversificate strutture. L'artista ed il suo pubblico sono stati ridotti in realtà, nell'ultima metà del secolo passato ed a livello internazionale, a delle semplici pedine. Questo sviluppo si è reso obbligatorio per lo spostamento dell'interesse verso l'arte dalla sfera culturale a quella di mercato e nelle ultime decadi, all'interno di questa trasformazione capitalistica, dal collezionismo per passione alla speculazione.

Andiamo per ordine.
Il primo tentativo di disciplinare il sistema dell'arte è stato in Francia nel 1803, con la costituzione della 'Acádemie des Beaux Arts, sulle ceneri di cinque accademie reali istituite nel XVII secolo; suo compito istituzionale era la difesa della teoria estetica e legittimava così lo status d’artista. La conseguenza di ciò era un potere da parte dei suoi membri ufficiali su tutti gli aspetti dell’arte. Tra i suoi membri venivano eletti gli insegnanti dell’École des Beaux Arts e il direttore dell’Acádemie de France a Roma, elargiva una borsa di studio molto ambita per il soggiorno di studio di un anno nell’Urbe (Prix de Rome). In più gli accademici selezionavano i dipinti e le scultore degli artisti viventi da far acquistare ai musei. Lo statuto accademico vietava agli artisti ufficiali di fare direttamente commercio nei loro studi, perciò le loro opere erano vendute in occasione del Salon o tramite mercanti titolari di gallerie. L’artista, in definitiva, doveva sottostare al gusto dell’epoca, condizione necessaria per poter essere invitato al Salon che si teneva ogni anno al Louvre.

Anche le mostre sembra che siano un'invenzione francese del 18esimo secolo. Ma era rimasto il Salon, la sede ufficiale per la consacrazione del successo di un artista, che poteva così aspirare all'acquisto delle sue opere da parte della borghesia. Quel sistema era però chiuso, perché assoggettato al potere politico. Sono nati così i salon simil-alternativi per ospitare le opere rifiutate in quello ufficiale. Bisogna aspettare il 1876, per vedere le prime mostre indipendenti, ad opera del fotografo Nadar che ospitò una collettiva di quelli che poi divennero gli impressionisti. Quel passaggio al privato ha aperto la strada alla nascita di una nuova figura: il mercante di opere d'arte. Questo sviluppo ha permesso anche di consolidare il collezionismo, che poi nel ventesimo secolo oltre al piacere di detenere e ammirare un'opera d'arte nella propria dimora o ufficio, ha aggiunto la dimensione della speculazione economico-finanziaria. In quest'ultima deriva, l'opera d'arte perde il suo valore estetico per diventare un bene di consumo. La motivazione di decidere di comperare o vendere un'opera d'arte trova sua origine nelle curve della quotazione di mercato e nella necessità di abbassare il livello di rischio finanziario. L'investimento quindi deve essere di breve durata ed occorre rivendere prima che il mercato si accorga che la quotazione è troppo alta; la rapidità dell’ascesa delle quotazioni di un artista può essere un sintomo che non tarderà il raggiungimento dell’apice, a cui seguirà una fase di discesa repentina. In Italia, abbiamo assistito negli ultimi decenni all'entrata delle banche nel novero dei collezionisti. Nella maggior parte di questi casi, è un collezionismo di prestigio, per accrescere la percezione positiva dell'immagine dell'impresa nella società oppure per diversificare gli investimenti. La quasi totalità degli esperti esclude che negli investimenti degli istituti bancari nell'arte vi sia un'azione speculativa, visto che non si è assistito ad operazioni di vendite clamorose.

Il Banco di Napoli fin dalla sua fondazione ha accettato che le famiglie indebitate ottenessero prestiti a fondo perduto dietro consegna di opere alla banca. Sono così entrati nel suo patrimonio dipinti di Luca Giordano, Francesco de Mura, Giuseppe de Nittis, Vincenzo Gemito. Per la sua sede newyorkese acquistò negli anni Ottanta, sfruttando le leggi sulle detrazioni fiscali statnitensi, opere più contemporanee di Pistoletto, Boetti, Pisani, Paolini, mentre nella sede di Napoli sono conservate le opere di Warhol, Schifano, Paladino e altri. Questo esempio è stato seguito anche da altre banche, tra cui la Banca Commerciale Italiana,
che ha raccolto una buona collezione di artisti italiani, con attenzione per l’Informale e l’Arte Povera. La raccolta del Gruppo Unicredit presenta oltre 60.000 opere, da reperti antichi a capolavori dei grandi maestri del passato come Tintoretto, Goya, David.

Il collezionismo d'impresa nasce negli Stati Uniti negli anni settanta, dove dilagano le cosiddette Corporate art collections. In Francia troviamo il caso Renault che aprì la fabbrica automobilistica al genio di giovani artisti e finanziò il Beaubourg noto come Centre Pompidou, che è stato costruito architettonicamente copiando gli impianti industriali. In Italia le fondazioni di imprese non hanno vantaggi fiscali e la loro funzione, quando non è obbligatoria per legge, hanno la funzione di migliorare l'immagine dell'impresa, come la fondazione Prada e quella di Trussardi. Oltre alle collezioni, queste fondazioni hanno agito anche nell'organizzazione di mostre di livello internazionale, principalmente a Milano e Venezia.

I fondi di investimenti in arte non hanno attecchito in Italia. L'idea di indicizzare il mercato dell'arte come avviene in borsa è nata negli Stati Uniti da due ricercatori dell'Università di New York. L'arte diventa una pura merce di scambio. Fondi di investimento nell'arte si sono avute anche a Londra e Parigi. Il sistema messo in piedi sembrava funzionare al meglio, perché i fondi, comprando grandi stocchi di opere, avevano maggiori opportunità e meno spese e commissioni, ma l'esperienza ha dimostrato il contrario, a causa dei forti conflitti d'interesse tra gli attori e l'imprevisto andamento del mercato e si sono rivelati una vera trappola per topi. In Italia, lo stesso presidente della Consob, Guido Rossi, noto collezionista d’arte, ha sconsigliato i piccoli risparmiatori di investire nei fondi d'arte, per la poca trasparenza e per la situazione quasi naturale di conflitto di interesse degli intermediari.

I musei:
I musei, nati come luogo di raccolta di collezioni provenienti da privati, chiese, municipi o palazzi reali, si sono trasformati nel corso del tempo, ricorrendo agli acquisti e, in tempo di vacche magre, alle donazioni ed al deposito di lungo termine. La maggior parte dei musei italiani sono pubblici ed hanno una gestione burocratica statica ed elefantiaca, dove i costi della struttura assorbono una gran percentuale dei loro bilanci, riducendo il margine di investimenti nell'acquisto di opere d'arte.
La gestione privata dei musei statunitensi ha creato di queste istituzioni delle imprese commerciali che sfruttano gli spazi museali per altre attività collaterali come sale congressi, editoria, librerie, gadgets, stampe d'arte, bar e ristoranti. Questo schema è stato introdotto di recente con il sistema delle concessioni, anche in alcuni musei italiani.

Le gallerie:
L'artista per affermarsi ha bisogno di una rete di contatti che riguardano figure diverse e ciascuna ha il suo ruolo professionale ben definito. Non basta la vena artistica, la capacità tecnica e l'inventiva creativa per fare di un produttore di immagini un artista famoso. La prima figura che si incontra, oltre al collezionista singolo, è il gallerista, che possiede una sede espositiva, una rete di contatti di potenziali acquirenti e una spiccata capacità di annusare i gusti del momento e di poterli manovrare tramite i rapporti con la stampa e con accademie, musei e università. Questa azione di promozione è fondamentale per accrescere la notorietà di un artista, prima a livello locale, poi a quello nazionale o internazionale. Le scuole e le tendenze artistiche sono nate e si sono affermate grazie anche alla circolazione delle idee che le gallerie hanno messo in atto. Questo impegno non è certamente un amore platonico, ma è un rapporto basato solidamente sul profitto. Il gallerista intrattiene infatti dal 30 al 50% del valore di vendita dell'opera e normalmente le opere sono prese in conto vendita senza sborsare anticipatamente le somme. Inoltre il gallerista garantisce all'artista un numero minimo di opere vendute nell'anno in cambio dell'esclusiva. L'artista in questo caso avrà un anticipo mensile garantito, ma non potrà, per il periodo stabilito per contratto, vendere direttamente le proprie opere.

Il gallerista che fiuta il genio artistico di un suo giovane autore, investe su di lui in termini di circolazione delle sue opere nelle mostre, in cataloghi, in presentazioni con giornalisti e critici d'arte. Un'operazione di promozione e di creazione d'immagine per accrescere il numero dei potenziali acquirenti. Azioni queste che un giovane autore difficilmente riesce a realizzare in modo professionale e con buoni risultati. Sono poche le gallerie che contano veramente in questo sistema, le cosiddette gallerie superstar, che costituiscono il vertice del mondo dell’arte contemporanea e determinano le tendenze dominanti. La strategia economica è quello del controllo di tipo monopolistico della produzione degli artisti già affermati o emergenti, che determina una difesa rigida dei prezzi, che sono sempre più spesso molto alti, sin dalla partenza. Queste gallerie hanno una penetrazione nel mercato ampio attraverso le filiali aperte in tutto il mondo oppure attraverso accordi commerciali con gallerie locali diffuse in tutto il mondo, in una sorta di merchandising. Le regioni di nuova espansione sono l'Asia e il Medio Oriente.
Il mercato dell'arte si divide in uno primario e in quello secondario. Il primo è fatto di grandi gallerie e collezionisti che hanno un contatto diretto con i loro artisti. Sono loro a determinare le quotazioni di partenza e le tendenze artistiche cosiddette di brand. Il mercato secondario invece è costituito da una miriade di piccole e medie gallerie che acquisiscono le opere dal mercato primario, per poi metterlo in circolazione.
La strategia di guadagno del gallerista tradizionale è acquisire in conto vendita il maggior numero possibile di opere: il suo scopo è perdere poco sugli artisti emergenti e guadagnare attraverso la vendita di nuovi lavori di artisti affermati. Il primo gallerista che ha codificato queste strategie è stato Leo Castelli, nato a Trieste, stabilito prima a Vienna e poi a New York e ha operato anche a Parigi.

Le aste:
le aste nascono a Londra nel '700. Le due rivali insuperate sono Christie’s e Sotheby’s la prima fondata nel 1744 e la seconda nel 1766. Contendono con le loro filiali sparse in tutto il mondo, l'80% delle vendite d'arte. Hanno il monopolio assoluto della vendita delle opere che superano il prezzo di un milione di dollari.
In Italia, oltre alle filiali di Sotheby’s e Christie’s, la principale casa d’asta era la milanese Finarte Semenzato, nata nel 1959 e recentemente fallita. Nel panorama italiano sono nate diverse altre case d'asta minori, che hanno prevalentemente un carattere cittadino (Milano, Venezia, Roma, Napoli, ecc...) A questo si aggiunge il fenomeno delle vendite per TV e in Internet. Operazioni queste che hanno avuto un limitato successo e si sono dedicate ad un pubblico generico di consumatori di prodotti artistici per persone di bocche buone. Acquistare un'opera d'arte soltanto dopo aver visto la sua foto sullo schermo televisivo o su un sito Internet non potrà mai essere un'azione compiuta da collezionisti esperti. Inoltre questo tipo di aste è soggetto a ricorrenti truffe o turbativa di mercato, con delle offerte fasulle, operate da chi gestisce senza un reale controllo, per alzare il prezzo di vendita. Inoltre non ci sono le condizioni minime di affidabilità sull'autenticitò ed integrità del prodotto messo in vendita. Di questi fenomeno non sono esenti neanche le aste tradizionali, dove in sala c'è il pubblico dei potenziali acquirenti.
In Italia le vendite di opere d'arte nel mercato ufficiale, si attestano sui circa 160 milioni di euro, l'80% tramite le aste. Gli artisti più quotati (dati del 2011) rimangono gli inossidabili Piero Manzoni, Lucio Fontana e Giorgio Morandi. Le vendite delle loro opere sono state però realizzate principalmente all'estero.

Strutture di promozione:
Le fiere d’arte sono la vincita della dimensione commerciale rispetto a quella culturale. Migliaia di stand dove le opere sono ammassate alla visione di un grande pubblico di normali curiosi, ma anche di collezionisti. Le Gallerie normalmente affittano gli spazi per promuovere i loro giovani artisti e organizzare mostre personali ed eventi culturali per i nomi affermati nel loro portfolio. La loro nascita risale al 1967 in Colonia in Germania a Basel in Svizzera, per poi approdare a Miami negli Stati Uniti, dove attualmente si tiene la più importante fiera d'arte al mondo. Ogni mese c'è da qualche parte nel mondo una fiera d'Arte. In Italia la più importante è l’Arte Fiera di Bologna, che si svolge a fine gennaio. La partecipazione è ad invito e su selezione. Oltre alla fiera, da alcuni anni è nata l’iniziativa Art First, che per un mese vede i luoghi storici della città ospitare le opere e le installazioni di alcuni artisti presentati dalle gallerie partecipanti alla fiera. Iniziativa simile agli spazi e agli eventi collaterali della Biennale di Venezia. A Milano c’è MIART, mentre Artissima si svolge a Torino.

Mostre:
La più importante e conosciuta al mondo, nonché la più antica, è La Biennale di Venezia, nata nel 1895 e che ha come sede principale i Giardini Napoleonici (dove ogni nazione ha il proprio Padiglione) e un’altra nelle Corderie dell’Arsenale. Moltissime altre manifestazioni e mostre collaterali si susseguono anche in altri palazzi delle città, durante tutto il periodo della mostra. Per gli artisti, essere invitati ad esporre al Padiglione nazionale rappresenta la principale occasione per accedere a una vetrina internazionale, oltre a un titolo che migliora la posizione nel mercato.
In tutte le città italiane sono nate iniziative imitative della Biennale che però hanno un carattere commerciale, perché la partecipazione non è ad invito o a selezione, ma a pagamento con delle rette abbastanza salate, in cambio di una esigua visibilità.


La promozione:
critica:

Un canale importante per la promozione di un artista e dare visibilità alla sua produzione, oltre alle mostre personali o le collettive, sono gli articoli dei critici in riviste specializzate di settore, i cataloghi ragionati, i cataloghi delle mostre.
Il nonno dei critici si potrebbe nominare il Vasari. fu il primo ad adottare una terminologia corretta per formulazione di giudizi di gusto. Poi la palla è passata alla Francia con la nascita di riviste dedicate all'arte. Nel panorama attuale italiano la critica si potrebbe dividere in quella militante e in quella teorica di valore. La prima è una critica partigiana che è formata spesso da giornalisti o dagli stessi artisti e galleristi che difendono a spada tratta una loro idea di arte, promuovendo le correnti affini. La seconda invece è composta da professori universitari e delle accademie e la loro produzione è espressa nella didattica oppure in convegni e pubblicazioni. Il mondo della critica è pieno di falsi predicatori, che si riducono al ruolo di scrivani a pagamento, sfruttando il loro ruolo nelle redazioni per vendere un po' di fumo negli occhi.
I critici curatori invece sono una figura che non si limita soltanto all'esposizione scritta, ma si impegnano nelle strutture dell'arte come le gallerie e i musei, lavorando per la promozione delle nuove tendenze di arte giovanile.

Le riviste:
le prime sono state italiane e francesi. In Italia le più importanti erano “La Voce”, fondata nel 1908 da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini;
“Poesia”, fondata nel 1905 da Marinetti;
“Lacerba”, edita dal 1913 al 1915 e diretta da Papini e Soffici;
“Noi”, diretta da Enrico Prampolini (1917-1925);
“Valori Plastici” (1918-1922), diretta dal pittore e collezionista Mario Broglio.
“Il Bollettino del Milione” era una rivista nata negli anni Trenta edita da una galleria omonima.

Nel dopoguerra, accanto a piccole riviste come Forma (19471951), legata al movimento astrattista da cui prende il nome, oppure Azimuth (1956), pubblicata da Piero Manzoni ed Enrico Castellani, fu edita a Milano nel 1967 la rivista Bit, diretta da Daniela Palazzoli, mentre nel 1968 il gallerista Fabio Sargentini pubblicò Carta Bianca, diretta da Alberto Boatto.
Il 1967 fu anche l’anno della nascita di una delle riviste più autorevoli e conosciute, anche a livello internazionale, ovvero Flash Art, fondata, edita e diretta da Giancarlo Politi.
La pubblicistica sul web è infinita e qui merita di essere menzionata Exibart che è nata digitale ma poi divenne un'edizione cartacea, che vanta migliaia di collaboratori, quasi tutti gratuiti, su tutto il territorio nazionale.
A queste iniziative editoriali si aggiunge le case editrici specializzate in libri d'arte e cataloghi. Le più importanti nel panorama italiano sono Electa, Mazzotta, Allemandi, Skira, De Luca, Giorgio Mondadori, Charta (recentemente fallita), Fabbri, Marsilio, che nella maggioranza dei casi pubblicano anche collane di libri, monografie, cataloghi ragionati. Queste case editrici fanno grandi affari anche quando ottengono la gestione del bookshop e della pubblicazione del catalogo di un’importante manifestazione, come per esempio la Biennale di Venezia, o di importanti musei, o punti vendita nelle città, come capita per Mondadori, Giunti ed Electa. Gli editori quando ottengono la pubblicazione del catalogo di una mostra si comportano come editori puri, cioè pubblicando il volume a proprie spese, perché sicuri di guadagnarci, oppure sono prefinanziati dagli enti organizzatori, tramite l’acquisto garantito di un certo numero di copie.

In un mondo di sciacalli del profitto, chi fa arte per passione e cultura e che è giusto che aspiri a trovare un mercato per la propria produzione artistica, ha soltanto la scelta dell'auto-organizzazione in solido con i propri simili. Unirsi nella sana competizione per creare un clima positivo e atto a valorizzare il merito e non soltanto l'apparenza o il prodotto di moda.

Fonti e bibliografia:

Francesco “Il sistema dell'Arte” - ed. La Terza 2008;
Angela Vattese, “Investire nell'arte” - Libri del Sole 24 Ore, 1991;
Annuari delle case d'asta 2006 -2007 -2008 -2009 -2010 -2011;



sabato 10 ottobre 2015

GdC: Nino Santomarco racconta la storia della Biennale di Sant'Agata





La Giornata del Contemporaneo alla Casa delle Culture è stata un'ennesima occasione di incontro tra gli artisti ed il loro pubblico colto ed affezionato. Sulle pareti della Galleria acquedolcese erano esposte le opere della Rassegna d'Arte "Mediterraneo senza confini". Al tavolo della presidenza sono intervenuti il presidente dell'ACM, Ing. Farid Adly e il maestro Nino Santomarco.
"Il sistema dell'arte contemporanea in Italia, oggi" è il titolo della serata. Dopo un'introduzione del presidente ACM, ha preso la parola il maestro Nino Santomarco che ha illustrato le tappe più significative dell'esaltante esperienza della Biennale di Sant'Agata. (i due interventi saranno pubblicati integralmente in una seconda fase futura)

Nel dibattito che ne è seguito, è intervenuto il presidente di Homo Faber, Nicola Chiaromonte, che ha presentato la proposta lanciata a Capo d'Orlando durante i lavori della Rassegna delle arti visive del Castello Bastione, alla fine di Settembre, di una rete delle associazione  e degli artisti nei Nebrodi.

Tra gli artisti presenti ricordiamo, oltre ai già citati Nino Santomarco e Nicola Chiaromonte: Giuseppe Coci, Angelo Restifo, Melina Tricoli, Cristina Di Giovanna, Roberto Sterrantino, Nanni Zangla, Salvatore Morello, Basilio Longo, Innocenzo Gerbino...

Per leggere il testo integrale dell'intervento del maestro Nino Santomarco, CLICCA QUI

Per leggere il testo integrale della relazione introduttiva del presidente ACM, Ing. Farid Adly CLICCA QUI

Per guardare la Galleria di Immagini, CLICCA QUI





domenica 4 ottobre 2015

Giornata nazionale del Contemporaneo alla Casa delle Culture


(Casa delle Culture in occasione della mostra
del noto vignettista Sergio Staino - Luglio 2015)


In occasione della Giornata nazionale del Contemporaneo, indetta da AMACI, l'ACM organizza un evento per incontrare gli artisti ed il loro pubblico. Sabato 10 Ottobre 2015.

Sarà esposta per tutta la giornata di Sabato 10 Ottobre, nella sede della Galleria d'Arte "Casa delle Culture", la mostra "Mediterraneo senza confini", di ben 23 artisti che hanno partecipato alla Rassegna d'Arte LA SICILIA A MILANO. Tele, sculture e fotografie realizzate da artisti di diverse provenienze, dai giovani alle prime armi agli autori di provata esperienza, sono lì a dimostrare la validità della strada intrapresa dalla nostra associazione.

Alle 18.00 di Sabato  10 Ottobre 2015, ci sarà una conferenza sul "Sistema d'Arte Contemporanea in Italia, oggi". Artisti e cultori dell'arte sono invitati a intervenire per arricchire il dibattito e far fare un balzo in avanti alla nostra realtà, per sprovincializzare la Cultura del territorio.

Vi aspettiamo, numerosi!

Per ulteriori info, clicca qui sotto:
Sito di AMACI

Lo Staff Comunicazione dell'ACM-Casa delle Culture





lunedì 28 settembre 2015

Intervento dell'ACM all'incontro su "Arte nei Nebrodi", promosso da Homo Faber



Si è svolto Domenica alle 19.00, presso il Castello Bastione, in occasione della chiusura della 5a Esposizione delle arti visive, un incontro-dibattito sul tema "Arte nei Nebrodi". I lavori sono stati introdotti da un intervento del presidente di Homo Faber, Nicola Chiaromonte. Sono intervenuti l'Ing. Farid Adly, presidente ACM, Mario Biffarella, per l'Associazione Kermesse d'Arte e Mauro Cappotto, presidente di Nebrodi Arte. All'incontro erano presenti, oltre ad un pubblico colto e affezionato alle proposte culturali, diversi artisti tra i quali ricordiamo: (oltre a quelli già citati) Pippo Coci, Angelo Restifo, Nanni Zangla, Mariateresa Giunta, Caterina D'Errico, Lorenzo Di Pane, Laura Miraglia e Cottignoli,...

Un incontro non certo per piangersi addosso, ma per progettare nuovi cammini e perlustrare nuove strade verso l'aggregazione degli operatori dell'Arte nel comprensorio, senza ledere la specificità di nessuno, singolo, gruppo o associazione.
Il resoconto ufficiale e dettagliato della serata sarà redatto dalla Homo Faber. Ci preme qui anticipare la data del prossimo incontro, al quale tutti sono invitati.

data: Sabato 17 Ottobre 2015,
ora: 18.00
Luogo: LA STANZA DELLA SETA - MUSEO PALAZZO MILIO - Ficarra (Me)



Vi vogliamo anticipare su questo blog l'intervento del presidente di ACM, Ing. Farid Adly:

Intervento di Farid Adly
al dibattito di Homo Faber
Castello Bastione – Capo d'Orlando
in occasione della 5a Esposizione di Arti Visive.
Domenica 27 Settembre 2015
(*===*)


Ho ricevuto l'invito del presidente dell'Associazione Homo Faber, che ringrazio, a partecipare con un mio intervento a questo dibattito. Per ragioni di impegni improrogabili già prefissati ho preparato questo testo scritto, che sarebbe stato letto da altri in caso di mia impossibilità a proseguire la serata con voi. Ma eccomi qua e mi scuso, anticipatamente, in caso non potessi rimanere con voi per ascoltare il resto degli altri interventi.

Vorrei rettificare prima di tutto, una frase di Nicol detta poco fa nella sua introduzione. "La Sicilia a Milano" è un progetto di ACM-Casa delle Culture e non personale mio; prego gli amici di puntualizzare correttamente questo aspetto e non sminuire la portata del lavoro collettivo che c'è dietro a tale iniziativa.

Contrariamente all'introduzione dell'amico Nicola Chiaromonte, presidente di Homo Faber, io non partirò dal particolare territoriale, ma affronterò il tema prendendolo alla larga, analizzando prima la situazione generale.

Il sistema dell'Arte è una macchina complessa, che implica oltre alla creatività anche la comunicazione, il mercato e la politica (quest'ultima nel senso nobile della parola, cioè, l'arte del possibile, regolatrice della convivenza nella società e non nel senso della politica politicante che arraffa il consenso elargendo favori).

I rapporti di potere tra i quattro lati dell'operazione artistica non sono paritari e non sono sempre limpidi e corretti e su ciascun terreno operano diverse figure ed istituzioni: musei, gallerie, collezionisti, mostre, riviste specializzate, scuole ed accademie, pubblico, fiere, critici, aste, curatori museali, fondi d’investimento, Enti pubblici e, naturalmente, non certamente ultimi, gli artisti, categoria questa dai confini labili che è difficile definire con nitidezza.

Questo sistema si dirama a diversi livelli nazionali ed internazionali e l'Arte nei Nebrodi rappresenta una goccia in questo oceano. Soltanto il renderci conto di essere una semplice goccia, ma come tale è fondamentale, perché sommata ad altre gocce formano quell'oceano, soltanto questa consapevolezza – dicevo - ci potrebbe dare la forza di guardare con serenità e senso di realtà al nostro operare, senza deprimenti sottovalutazioni e anche senza la spavalderia dell'onnipotenza.

L'obiettivo delle nostre azioni – a mio parere – non dovrebbe essere quello di scardinare il sistema, perché semplicemente non ne avremmo le forze e le capacità, ma quello di creare uno spazio vitale per misurarci con esso. Non si abbatte il capitalismo con l'equo e solidale, malgrado l'importante ruolo di solidarietà che questa intuizione ha introdotto nel commercio mondiale. Molti si dannano a gridare a squarciagola contro il mercato, ma poi sono loro i primi a presentarsi ad elemosinare un pezzetto di visibilità effimera, che si rivela poi un miraggio ingannevole. Dobbiamo renderci conto realisticamente che il denaro – proprio quel vile e sporco denaro – è una parte integrante ed essenziale dello scambio sociale ed umano. Qualsiasi affermazione contraria è pura ipocrisia. Possiamo diminuire la sua centralità, ma non possiamo ignorarlo, semplicemente perché “le nozze non si fanno con i fichi secchi”. Purtroppo la maggior parte del denaro pubblico destinato a promuovere l'arte si dipana in percorsi poco trasparenti e va ad ingrossare il collaudato sistema delle clientele e degli incarichi agli amici degli amici.

Sgomberato il campo da false ed equivoche affermazioni, veniamo ai nostri compiti. Di fronte all'ardua impresa da intraprendere, l'unico metodo efficace è "l'unione fa la forza". Ma l'unione, ahimè, è una chimera. Il buon senso e la storia ci hanno trasmesso che gli artisti affermati di norma prendono cura di quelli giovani per guidarli ed accompagnarli nel loro percorso; senza gelosie e paure da parte dei primi e senza l'appiattirsi al ruolo di imitatori, per i secondi. Soltanto artisti sicuri di se stessi sono capaci di una condotta simile.

Da non artista, posso comprendere la necessità di ciascuno di avere il proprio spazio vitale, ma credo fermamente anche che se non ci mettessimo a lavorare insieme e dal basso, per superare il provincialismo al quale siamo condannati, non ci sarebbe futuro per nessuno. Dobbiamo guardare con interesse e con apertura alla nascita di nuove associazioni nel comprensorio. Non dobbiamo mettere mai in atto dosi di campanilismo suicida. E' un passo interessante mettere insieme le forze per proporre nuove dimensioni di manifestazioni artistiche di un certo spessore. Non sarà facile, ma sperimentiamo.

La mia proposta concreta è questa: Unire la Rassegna d'Arte dell'ACM con l'Esposizione delle arti visive della Homo Faber. Per organizzare meglio gli eventi, l'Associazione Mediterraneo ha deciso di far saltare la Rassegna del 2016 e spostarla al 2017 e probabilmente manterremo sempre la cadenza biennale. Scegliere un tema generale di grande valenza sociale ed aprire agli artisti di ogni dove. La mostra potrà così essere esposta alternativamente a Capo d'Orlando ed Acquedolci (un'apertura di edizione alla volta) e portarla in altri comuni interessati del comprensorio, per poi passare a siti nazionali. Noi – per la prossima edizione - abbiamo presentato la domanda ai Comuni di Firenze e Torino. Rimane sottinteso che si divideranno pariteticamente onori ed oneri, con coerenza, trasparenza e lealtà. Questa proposta è aperta all'adesione di tutte le associazioni interessate.

Colgo l'occasione per informarvi che il prossimo ottobre, l'ACM compie 15 anni. Vi invito a due eventi che organizzeremo per l'occasione:
- Sabato 10 Ottobre giornata nazionale del Contemporaneo indetta da AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea in Italia) dove terremo alle ore 18.00 un incontro dal titolo: “L'arte contemporanea in Italia, Oggi” e il
- Venerdì 23 Ottobre, anniversario della nascita di ACM, alla Conferenza su: “Paesaggi e tradizioni nei Nebrodi”, dell'arch. Franco Brancatelli.

Da formiche operaie, rilanciamo parafrasandolo il grido di un secolo e mezzo fa: “Operatori d'arte di tutto il mondo, unitevi!”.

(---+***+---)

Appena ci giungeranno gli altri interventi, con piacere li pubblicheremo.

Lo Staff Comunicazione ACM-Casa delle Culture 

martedì 8 settembre 2015

Di ritorno dall'EXPO 2015 Milano: "Sempre più in alto!"



Due eventi culturali di alto prestigio con una delegazione di 14 persone. Questo - in numeri - l'impegno dell'ACM che ha rappresentato la Cultura nei Nebrodi all'EXPO 2015 di Milano, all'interno del Cluster BioMediterraneo. 

Franca Casaraona,
Mariella Giambò,
Amerigo Kashbur,
Emiliano Kashbur,
Antonio Latteri,
Giuseppe Merlo,
Noemi Naso,
Fulvia Russo,
Nunziatina Spina,
Benedetta Ziino e
la cantante Viviana Princiotta,
guidati dalla regista e sceneggiatrice Mariangela Gallo hanno rappresentato sul palco lo spettacolo: 
"L'Antigone delle Città"
un atto unico di denuncia della criminalità organizzata e di sprono alla società civile di bandire il silenzio e impugnare l'arma della memoria, per creare le condizioni necessarie ché soffi il vento del cambiamento. 
Un'opera teatrale che ha coinvolto e emozionato il pubblico, fornendo uno spessore culturale all'impegno delle istituzioni che hanno organizzato tutto il programma espositivo. 

L'altro evento culturale è stato un convegno su arte, paesaggi e tradizioni nei Nebrodi, con un'introduzione del presidente ACM, Ing. Farid Adly e una relazione dell'Arch. Franco Brancatelli, autore delle 23 tavole dei Comuni del Parco dei Nebrodi.

Due eventi che hanno catturato l'attenzione del pubblico e hanno dimostrato - ancora una volta se ce ne fosse bisogno - che il lavoro collettivo premia l'impegno di ciascuno e fa avanzare il collettivo con passi da giganti; l'individualismo, invece, lascia tutti fermi al punto di partenza.

Un grazie a tutti i partecipanti alla spedizione, nessuno escluso, perché hanno mostrato il volto splendente della Sicilia e ridato vita ad un sentimento di bellezza che avvolge e coinvolge.

Lo Staff Comunicazione ACM-Casa delle Culture

Qui di seguito pubblichiamo una galleria di immagini. (per ingrandire un'immagine cliccare sopra la stessa)

Lo spettacolo al Palco del Cluster BioMediterraneo EXPO 2015 Milano::














Immagini delle prove:






Il Convegno "Alchimia della Bellezza: mari e monti, paesaggi, tradizioni e cibo nell'arte dei Nebrodi", con l'Ing. Farid Adly e l'Arch. Francesco Brancatelli: