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venerdì 9 dicembre 2011

Casa delle Culture: inaugurazione personale Ettore Maria Merlino

Di successo in successo. La strada del progetto Alchimia della Bellezza si arricchisce ogni mese di una nuova eccellente presenza. Questo mese, a Casa delle Culture, espone il pittore e scultore Ettore Maria Merlino. L'inaugurazione si è svolta nella bella cornice della Sala Consiliare del Comune di Acquedolci, alla presenza del Sindaco, Avv. Ciro Gallo, e con la partecipazione di un folto e qualificato pubblico. Molti artisti, provenienti dai più svariati paesi del comprensorio Nebrodi e oltre, da Tusa a Milazzo, hanno assistito alla festa di inaugurazione del collega complimentandosi per la sua produzione di alto profilo artistico e culturale.
Il presidente dell'ACM ha voluto sottolineare l'importanza della partecipazione dell'artista Merlino al progetto Alchimia della Bellezza, sostenendo che "questo progetto mira a promuovere l'arte e far conoscere le nuove generazioni; la presenza tra i nostri artisti di Ettore è un contributo che dà lustro al nostro lavoro. Il nome e l'arte di Merlino sono conosciute e apprezzate anche fuori dai confini del nostro paese. L'artista e critico d'arte spagnolo, José Hernandez, infatti, ha scritto una lettera molto lusinghiera a Ettore nella quale paragonava i suoi quadri ai versi di Jacques Prévert e Garcia Lorca".
Farid Adly ha anche presentato il programma dello mostre del 2012. "Il successo del progetto è così forte che siamo stati costretti a presentare ogni mese non uno ma bensì due artisti per volta. Saranno due mostre personali mensili, dedicando ad ogni artista una delle due sale della Casa delle Culture".
Alla cerimonia è intervenuto l'artista Benedetto Ventura. Ha presentato le nuove idee del progetto Afrodite, che mira a realizzare un archivio per le espressioni artistiche nella società acquedolcese.
Gli artisti Alfio Collura e Roberto Serrantino hanno donato all'ACM le opere che andranno ad arricchire il patrimonio artistico del costituendo Museo d'Arte Contemporanea dei Nebrodi.
La mostra personale di Ettore Maria Merlino rimarrà esposta al pubblico presso la Casa delle Culture (via Vittorio Emanuele II, 3/5 - Acquedolci) fino al 31 Dicembre 2011, con orario di apertura dalle 16.00 alle 20.00, tutti i giorni.
Consiglio Direttivo ACM
Prima recensione


venerdì 25 novembre 2011

Afrodite avanza a passi giganti

L'Arch. Benedetto Ventura prosegue il suo impegno al servizio dell'arte e aggiunge un altro tassello nel mosaico del Progetto Afrodite. http://alchimiadellabellezza.blogspot.com/2011/11/per-una-storia-delle-espressioni.html
Ecco le notizie artistiche che ci ha comunicato e che credo meritino una riflessione da parte di tuti gli appassionati, per approfondire i punti ancora da sviluppare. Notizie, foto di quadri, ritagli di giornale, inviti, locandine o manifesti oppure soltanto dei ricordi potrebbero essere di grande utilità.

In attesa di vostre eventuali comunicazioni.
Cordialmente.
Farid Adly
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Carissimi dell'ACM,
complimenti per la vostra nuova iniziativa, torno a
confermarvi la mia piena adesione e disponibilità al progetto Afrodite.
Come vedete, le idee per una ricerca e recupero di memorie legate all'arte
nel nostro paese cominciano a prendere vita, arricchendosi di racconti
e belle storie; ho letto la testimonianza dell'arch. Falci, dei suoi
ricordi e la passione nella realizzazione del drago "Dino Sauro"
dipinto in gioventù assieme al caro amico Delfo Artino, sul muro della
discesa che porta alla stazione di Acquedolci. Noto che, poco a poco, un
pezzo di storia ed arte del nostro paese sta riemergendo dal passato
con il suo carico di ricordi e passioni; inoltre un grazie particolare
va a Roberto Gentile per la sensibilità che lo distingue e l'impegno
profuso nella ricerca di notizie, materiale fotografico e dei tanti
amici che ha contattato per il recupero di questa opera e la conoscenza
dei suoi autori.

Come accennavo qualche sera fa in uno dei nostri incontri alla Casa delle Culture, ricordavo
un'altra opera pittorica di genere geometrico-astratto degli anni 60
che ho visto realizzare da ragazzino in una parete dell'allora bar
Baldanza (oggi bar Sport) da Rubino (nipote dell'allora farmacista),
opera secondo me interessante per la testimonianza storica di essere
un'opera e forse l'unica realizzata in Acquedolci negli anni 60, di
epressione avanguardista, purtroppo oggi l'opera non è più visibile,
credo che la parete sia stata imbiancata con l'ultima ristrutturazione
del bar (vorrei tanto potermi sbagliare), comunque sarebbe bello poter
avere notizie e foto in merito.

Altro artista degli anni sessanta di cui ho memoria è il pittore
Morello proveniente da Torino, il quale amava trasscorre le vacanze ad
Acquedolci nel periodo estivo, presso i parenti della D.ssa Mariella
Scaffidi Fonti.  Questo pittore che da ragazzo ho conosciuto
personalmente, ha accresciuto in me l'amore per la pittura; mi restano
impresse nella mente le sue opere pittoriche di volti di donna
realizzate con grande sensibilità e abilità tecnica ed i suoi scorci
realizzati "en plain air" per le vie di Acquedolci, testimonianza oggi
di un tempo passato. Inoltre, ricordo che uno zio della D.ssa Mariella
Scaffidi Fonti (credo si chiami Polizzotto, residente in Acquedolci)  è
stato pittore  ed allievo del maestro Morello e pertanto sarebbero
rintracciabili anche opere sue relative a quell'epoca.

Altre rimembranze giovanili mi portano a parlare del vecchio pittore
Mirenda che ho visto lavorare sempre negli anni 60 in Acquedolci, con
grande passione reaizzando opere pittoriche dall'incantevole richiamo
Naif, è possibile recuperare opere e notizie rintracciando i figli ed i
nipoti che abitano in Acquedolci.

Cercherò di contattare personalmente amici e parenti dei pittori
sopra menzionati, comunque spero anche in chi leggendo questa email nel
sito di Alchimia della Bellezza possa contribuire mediante la
segnalazione di opere, foto e notizie utili per la realizzazione del
progetto Afrodite, per il recupero di una memoria dell'arte svolta in
tempi passati nel nostro paese. http://alchimiadellabellezza.blogspot.com/2011/11/per-una-storia-delle-espressioni.html

Con Affetto                       Ben Ventura

Acquedolci 21.11.2011

indirizzo email : ventura.b@tiscali.it

lunedì 21 novembre 2011

Progetto Afrodite: "Storia di un piccolo drago"

Dopo Thea, adesso affiora nella memoria collettiva Dino Sauro.
Anche se era soltanto un animale immaginario, aveva un nome e un cognome: Dino Sauro. La sua casa era il muro della discesa della stazione ferroviaria di Acquedolci. Qualcuno se lo ricorda ancora; tanti lo si sono dimenticati, ma poi quando racconti loro qualche elemento, escalamano: "Ah, sì, sì, sì ... ho ancora una foto-ricordo scattata dalla mia ragazza di allora". E cose simili.
Ricordi belli che affiorano per merito di un murales disegnato 27 anni fa da due giovani, Delfo Artino e Mario Falci; tanto per far passare il tempo d'Estate: un'opera d'arte che le intemperie e l'incuria hanno cancellato. 
Grazie al nostro progetto "Afrodite" (andate a leggervi il post dedicato qui sotto: http://alchimiadellabellezza.blogspot.com/2011/11/per-una-storia-delle-espressioni.html) sarà possibile:
1) riportare alla memoria collettiva questa opera, cercando di pescare qualche foto dai cassetti, anche per riscrivere la storia dell'arte in questa nostra cittadina;
2) tentare di riportare nella realtà quel murales, con l'impegno di un po' di artisti volontari, di qualche sponsor, del contributo dell'Amministgrazione e il coinvolgimeto delle scuole elementare e media. Su questa idea dell'Arch. Benedetto Ventura si registrano importanti interessi.

Il primo punto, invece, lo stiamo realizzando con il fattivo impegno di Roberto Gentile che si è prodigato a contattare uno degli autori, l'arch. Mario Falci. Ha raccolto foto e una testimonianza. 
Ecco la lettera che Roberto Gentile ci ha scritto qualche giorno fa ed in fondo al testo le immagini:
"Cari amici dell' Associazione Culturale Mediterraneo,
con grande piacere vi invio il ricordo dell'Arch.Mario Falci.
Leggendolo sono stato bene....
Roberto Gentile"
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"Non parlerò di Delfo e dell'amicizia che ci legava: è un ricordo che ancora dopo molti anni rimane per me doloroso ed assolutamente privato, ma raccontare di quella fine estate del 1984, e di come decidemmo di passare quei giorni, mi fa molto piacere.

Con Delfo parlavamo di tante cose: di politica, di architettura, di musica... ed un pomeriggio, in spiaggia, gli raccontai dei murales che avevo realizzato al liceo qualche anno prima e dell'ultimo, fatto in casa, a Palermo. L'idea lo entusiasmò moltissimo ed immediatamente cominciammo ad immaginare il soggetto che ci sarebbe piaciuto rappresentare.

Capii subito che quello sarebbe stato un dipinto diverso da tutti quelli che avevo fatto sino a quel momento: più scanzonato, sicuramente meno ideologico e pesante. Non avrebbe nascosto simbologie complesse e significati "altri" nei "meandri di piani di lettura diversi", sarebbe stato semplicemente l'occasione ed il piacere della pittura, che avrebbe fatto vivere una parete anonima lungo la stradina che conduce alla piccola stazione ferroviaria di Acquedolci.
Ma chi era il proprietario di quel muro? Può sembrare assurdo ma noi non eravamo dei "graffitari" e non avremmo mai dipinto su un muro senza il permesso del proprietario.
Così qualcuno ci disse che tutta l'area era di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Allora scrivemmo una richiesta di autorizzazione che consegnammo al capostazione.
Qualche giorno dopo, con grande sorpresa, fummo chiamati dallo stesso che ci disse di iniziare pure a dipingere.

Così tornai a Palermo e riempii lo zaino con latte di colore.......ricordo ancora il peso e la fatica.
Avevamo disegnato, su un foglio da lucido un drago e mentre io davo il suggerimento di utilizzare i conci irregolari della parete come squame del rettile, lui insisteva per dargli uno sguardo da personaggio buono ed un po' maldestro, così prendendo un giornalino di fumetti mi disse: " Ecco, con la faccia di Pippo", risposi: " Allora, si salirà sulla scala che però sarà anche la coda! "; e così, prendeva forma il murales, ridendo ed entusiasmandoci sempre di più.

In quel periodo, all'università, studiavo i decori di Mendini e del gruppo Alchimia e quei segni aguzzi ed irregolari, fatti con colori acidi, sarebbero diventati i toni della livrea e della pelle del dinosauro che però, grazie ad un'altra intuizione di Delfo, diventò Dino Sauro.

Calcolammo la quantità di colore ed i pochissimi soldi in tasca e ci rendemmo conto che quelle latte non sarebbero bastate per dipingere un murales così grande. La soluzione arrivò grazie alla grande fantasia di Delfo che mi disse:" Sai, Dino Sauro è un piccolo drago nato da un uovo interrato in quel terrapieno e stiracchiandosi un po' ha fatto crollare qua e là il muro della stazione, non lo sapevi? E' così che è venuto al mondo!"
Ciao, Delfo!
Arch. Mario Falci
Milano
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Una ricostruzione panoramica


                                                                    la targa autografata


                                                                         Particolare
la bocca del drago