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lunedì 25 gennaio 2016

Con il maestro Dario Fo nel suo studio




Sabato 23 Gennaio 2016 il presidente dell'Associazione Culturale Mediterraneo, Farid Adly, ha visitato il maestro Dario Fo nel suo studio. Un incontro commovente con un grande artista che ha spaziato nei campi del teatro, come regista e attore, nella pittura e nella letteratura. Il premio Nobel per la letteratura 1997, infatti, è un artista a tutto tondo ed è fortemente impegnato nel campo della solidarietà.

La visita è stata un'occasione per esprimere un sincero ringraziamento al maestro per la donazione di un quadro originale alla campagna "Ore Felici per i bambini di Gaza", quadro che è stato il simbolo della campagna ed è stato riprodotto in 20 esemplari, con stampa artistica a colori, che il maestro ha ridisegnato e firmato. 

"Quello che ci lega è un sodalizio di vecchia data - ha detto il presidente dell'ACM -; infatti la prima collaborazione con il Circolo La Comune, la compagna teatrale di Dario Fo e Franca Rame, risale al 1970 per l'opera sulla resistenza italiana e palestinese. Seguita poi dalla fattiva partecipazione alla realizzazione dello spettacolo "Fedayyin", nel 1971, con attori scelti nei campi profughi palestinesi in Libano". 

La solidarietà di Dario Fo con la causa palestinese è stata particolarmente toccante nel 1976, alla Palazzina Liberty occupata, il luogo trasformato dalla Compagnia Fo-Rame in teatro, con uno spettacolo al quale Farid Adly aveva invitato il Trio Gaetano Liguori, Demetrio Stratos, Mauro Pagani , Patrizio Fariselli , il poeta Giulio Stocchi e il cantautore siciliani Cicciu Busacca .

Questo impegno del maestro si è rinnovato con la pronta adesione alla campagna "Ore Felici per i bambini di Gaza" (Ecco la presentazione del progetto), con un quadro che trovate in un post  precedente di questo blog.

Altri links:

Il sito ufficiale del Maestro

Le ultime fatiche letterarie di Dari Fo: "Razza di Zingaro"


Per ottenere maggiori approfondimenti, cliccate sulle parole in rosso.

lunedì 12 ottobre 2015

Galleria Immagini Giornata del Contemporaneo

Acquedolci (Me), Sabato 10 Ottobre 2015. Si è tenuta alla Casa delle Culture l'11a Giornata del Contemporaneo, evento indetto a livello nazionale da AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea in Italia)
Per tutta la giornata è stata esposta la Rassegna d'Arte "Mediterraneo senza confini", che andrà a Milano per essere esposta all'ex Fornace (zona Navigli), con il patrocinio del Comune di Milano - Zona 6, dal 4 al 20 Novembre 2015. Inaugurazione Mercoledì 4 Novembre alle 18.30 - Seguirà cena sociale al Ristorante La Magolfa (nell'omonima via ed a due passi dalla sede espositiva).

Durante i lavori della Giornata acquedolcese è stata tenuta una conferenza sul "Sistema dell'Arte contemporanea in Italia, oggi". Due i relatori: introduzione del presidente ACM, Ing. Farid Adly e relazione del maestro Nino Santomarco sulla storia della Biennale di Sant'Agata (vedi i due post precedenti)

Eccovi una Galleria di immagini dell'evento (Foto di Amerigo Kashbur)









Le seguenti foto sono di Innocenzo Gerbino:



Le seguenti foto sono state scattate da Mariangela Gallo:






















La gioia per la Cultura non ha prezzo!

mercoledì 20 novembre 2013

Ci vediamo,il 24, ad Acquedolci!

La Festa della Cultura.
Sarà questo il clima di Domenica 24 Novembre ad Acquedolci.
Una festa per la riapertura della Casa delle Culture rinnovata, ampliata ed ammodernata.
Un incontro che metterà insieme gli artisti dei Nebrodi, gli allievi dei corsi artistici svolti (pittura, musica e teatro) con i soci e con le istituzioni.

Sarà esposta per la prima volta nella sua completezza, la Collezione di Alchimia della Bellezza. Oltre 40 opere degli artisti che hanno esposto alla Casa delle Culture, dal 2010 in poi. Opere di artisti affermati e di giovani esordienti, che hanno il valore di testimonianza di una dinamicità sorprendente del territorio.

Per far conoscere questo patrimonio e queste potenzialità a livello regionale e nazionale, abbiamo invitato alla cerimonia il Senatore Giuseppe Lumia, l'Assessora regionale ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata e la presidente dell'ARCI Sicilia, Anna Bucca. Il Sindaco di Acquedolci, Avv. Ciro Gallo, darà il benvenuto ai nostri graditi ospiti.

Il nostro discorso è uno solo: per imprimere il cambiamento, la Cultura nel nostro territorio ha bisogno della "Massa Critica"; soltanto se siamo insieme e in tanti, miglioreremo il mondo!


Il logo della Casa delle Culture è dell'illustratrice italiana di fama internazionale, Giulia Orecchia (Milano).
Il logo dell'ACM è del pittore Giuliano Cocco (Acquedolci).

Ecco il Comunicato Stampa che abbiamo distribuito ai colleghi giornalisti:

"Comunicato Stampa

Cerimonia d'inaugurazione per la Casa delle Culture, ampliata e rinnovata, il 24 Novembre alle 17.30. Con la riapertura della Galleria d'Arte, che è allo stesso tempo un circolo ARCI e un luogo di socializzazione, diffusione della cultura ed educazione alla bellezza, Acquedolci torna al centro dell'attenzione delle creatività nebroidee.

A presiedere la cerimonia sarà il giornalista e scrittore libico, Ing. Farid Adly, che ha invitato per l'occasione l'assessora dei Beni culturali della Regione Siciliana, Mariarita Sgarlata, il senatore Giuseppe Lumia e la presidente dell'ARCI, Anna Bucca. Il Sindaco di Acquedolci, Ciro Gallo darà il benvenuto ai graditi ospiti.

La Casa delle Culture ha ospitato il progetto dell'ACM, Alchimia della Bellezza. Il progetto mira alla costituzione ad Acquedolci di un Museo d'Arte Contemporanea dei Nebrodi (MACNebrodi). Dal Settembre 2010, sono stati realizzati esposizioni artistiche personali di pittori e scultori; una al mese. Ciascuno artista, alla conclusione della mostra, ha donato un'opera al costituendo MACNebrodi. La Collezione Alchimia della Bellezza adesso consta di oltre 40 lavori, donati da artisti affermati e da giovani esordienti. La Collezione sarà esposta, per la prima volta, nel suo insieme. Nei prossimi mesi, girerà i Comuni dei nebrodi in una sorte di Museo Itinerante, nel quadro di un progetto in collaborazione con l'Ente Parco.

Per i colleghi giornalisti, la Casa delle Culture sarà visitabile in anteprima, Domenica mattina 24 Novembre 2013, dalle 10.00 alle 12.30.

Ringraziamo anticipatamente per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione".

sabato 5 ottobre 2013

Inaugurazione Casa delle Culture



Domenica 24 Novembre 2013 alle ore 17.30 sarà inaugurata la Casa delle Culture.
L'Associazione Culturale Mediterraneo (ACM) ha il piacere di invitare tutti gli amici artisti, i soci e i sostenitori a partecipare alla lieta occasione, per contribuire alla rinascita culturale democratica di tutto il comprensorio Nebrodi.

L'ACM, in quanto circolo ARCI di Acquedolci, ha sempre fatto della cultura popolare un suo motto centrale, per garantire la diffusione del sapere, per la promozione del volontariato e l'affermazione della solidarietà in tutti i campi, come metodo per la crescita della comunità e come fattore di armonia per la convivenza civile.

Dibatti, corsi, laboratori, attività teatrale e esposizioni artistiche sono stati una caratteristica costante nell'azione decennale dell'Associazione. Di particolare lungimiranza è stato il progetto Alchimia della Bellezza che ha visto l'adesione di oltre quaranta artisti, con l'obiettivo di costituire ad Acquedolci un Museo di Arte Contemporanea.

Adesso è arrivato il momento di fare un salto di qualità. La Casa delle Culture è stata il centro delle attività, ospitando le iniziative dell'ACM e accogliendo le mostre mensili degli artisti. E' arrivato il momento di rendere questo spazio non solo ospitale e solidale, ma anche bello e spazioso, dove si potranno realizzare le mostre e le rispettive inaugurazioni, oltre a tutte le altre iniziative ed eventi.

La fase di blocco delle attività è servita a compiere questa riflessione ed a permettere di realizzare una ristrutturazione della sede, ampliando le due sale e ammodernando  la struttura espositiva.

Il giorno 24 Novembre 2013, alle ore 17.30, in via Vittorio Emanuele II, 3/5 - 98070 Acquedolci (Me), vi aspettiamo numerosi!

Ing. Farid Adly
Presidente ACM
++39.339.8599708
++39.0941.730053
ass.cult.mediterraneo@katamail.com




mercoledì 11 settembre 2013

Alchimia della Bellezza: "Chi è l'artista, oggi?"


 Pubblichiamo qui sotto il testo integrale dell'intervento dell'Ing. Farid Adly, presidente dell'ACM, nonché giornalista e scrittore, pronunciato durante l'evento culturale del 7 Settembre 2013 alla sala consiliare del Comune di Acquedolci (Me):


Che cos’è l’Arte (con la A maiuscola)?

E’ la domanda che si sono posti artisti, storici e critici dell’arte. E prima di loro i filosofi.

Sono andato a leggere l’Enciclopedia:

L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Indubbiamente , pero’, esiste un linguaggio oggettivo che prescinde dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti .
Fine della citazione.

Parole generiche e una definizione asettica, un giro di parole, che non soddisfano la curiosità di comprendere, che nasce in ciascuno di noi di fronte ad un’opera e non tengono conto, inoltre, del dibattito storico sul tema.

Senza scomodare i filosofi greci che ci hanno lasciato riflessioni interessanti sull’Estetica, sull’arte come Mimesi, imitazione della natura, e sul ruolo dell’arte nel trasformare l’animo degli esseri umani (il bello suscita la bontà), possiamo affermare che il primo intellettuale moderno a porre la questione dell’arte, in senso generale e non soltanto di quella visiva, è stato Tolstoi: ”Che cos'è l'arte?”, scritto e pubblicato nel 1897.

Nella sua opera, Tolstoj polemizza con le forme artistiche più elaborate e complesse, affermando che «l'arte buona è sempre comprensibile a tutti». La vera arte, secondo Tolstoj, suscita un positivo «contagio», ovvero «quel sentimento, completamente differente dagli altri, di gioia nell'unione spirituale con un altro (l'autore) e con altri ancora (gli ascoltatori o spettatori) che contemplano la stessa opera». L'arte «deve sopprimere la violenza» e «fare in modo che i sentimenti di fraternità e amore per il prossimo, oggi accessibili solamente agli uomini migliori della società, diventino sentimenti abituali, istintivi in tutti».

Chiedersi cos'è l'arte è una domanda alla quale, di volta in volta, di epoca in epoca, sono state date risposte che riflettevano le condizioni sociali, politiche ed economiche del momento. Le scoperte scientifiche e tecniche hanno introdotto altre difficoltà per chi ha tentato di delimitare il problema.

Per poter abbozzare una risposta, si dovrebbe fare una ricognizione sull’Estetica moderna, dall’inizio dell’Ottocento quando Baumgarten ne coniò il termine in poi. Una ricognizione che esula dal nostro compito di oggi, per l’opportunità della leggerezza e le necessità di tempo.   Se l’estetica filosofica ha ricondotto l’esperienza dell’arte al mero apprezzamento del bello, l’estetica moderna, invece, ha canalizzato tutta la ricchezza del sentimento  nella dimensione del giudizio di gusto.  

L’arte è come il linguaggio; è una caratteristica dell’essere umano. Gli altri viventi non esprimono capacità e attitudini simili. Nello stesso tempo, come il linguaggio per  il pensiero, l’arte è uno strumento di comunicazione. In questo caso la comunicazione di sentimenti. Se assumiamo come vera questa asserzione, possiamo dedurre che, oltre alla mera apparenza estetica e al di là dei condizionamenti del mercato, l’arte è la trasmissione di sentimenti, dall’artista nella sua opera e dall’opera agli spettatori.

Non tutti gli esseri umani hanno la capacità, se vogliamo il dono, di poter utilizzare questo linguaggio, cioè essere artisti. Ma a nessuno è precluso provarci. Come esattamente per la facoltà di parola, non tutti gli alfabetizzati sono scrittori o poeti, ma nessuno ha il diritto di impedire ad alcuno di parlare e scrivere.

L’arte in effetti non è un prodotto del singolo, ma una realizzazione collettiva. Come ogni comunicazione, c’è bisogno di un emittente e un ricevente e, quindi, il singolo in sé è incapace di produrre arte, se non ci fossero gli altri a riceverla. Come ogni opera, il quadro, la scultura, la foto o ogni altra forma moderna dell’arte, una volta realizzata non è più proprietà dell’autore, ma dello spettatore, di chi la guarda e ammira. Quando un’opera è riconosciuta da un’ampia platea di osservatori, sopravvive al suo autore. E’ eterna e rende eterno il suo plasmatore, non necessariamente come persona singola.  Le pitture rupestri di Lascaux in Francia, di Altamira in Spagna oppure di Akakus nel Sahara libico sono una testimonianza della dimensione culturale dell’essere umano anche nella preistoria e prima ancora dell’invenzione della scrittura. In quei disegni stilizzati di bisonti e giraffe, l’uomo e la donna primitivi ci hanno comunicato, 10 mila anni dopo, una testimonianza della loro vita quotidiana, che altrimenti non sarebbe stata esplorata e compresa. L’artista dotato di una vena creativa assume così un ruolo sociale ed una responsabilità storica.

Questa conclusione la possiamo affermare per tutte le successive civiltà, da quella egizia, a quella greca e romana, per rimanere nel bacino del Mediterraneo; ma anche di quella indiana e cinese e delle due Americhe: il livello dello sviluppo culturale di quelle società è espresso dalle loro arti, intese in senso generale di manufatti, strumenti di lavoro, arredo per la casa, vestiario, architettura, ecc…
Per ogni civiltà e in ogni epoca, ci sono stati uomini che hanno eccelso, ma la loro eternità è la somma di tanti altri contributi collettivi. Il prodotto artistico scaturisce da un atto creativo dell'artista, colui che da antico artigiano a genio per antonomasia ha attraversato, nella storia, tutti i ceti sociali. Quando al frutto di questo atto creativo vengono attribuiti anche giudizi di valore esso diventa arte. La nascita dell'arte, infatti, determina la nascita culturale dell'uomo, a sua volta costruito dalla sua stessa cultura entro un processo dinamico che conduce sino ai nostri tempi moderni, percorrendo un’ esperienza di vita antica, ma sempre nuova e rinnovabile ove l'arte si pone come una caratteristica intrinseca universale dell’essere umano. Le arti visive, la musica, il canto non conoscono infatti confini. Di fronte all’Urlo di Munch e a Guernica di Picasso, ogni essere umano, di ogni latitudine e di ogni generazione, è scosso dalle vibrazioni emozionali di rabbia e di angoscia, che quei lavori gli trasmettono, anche senza saperne il percorso e il contesto storico e al di là dei canoni estetici del momento vissuto dall’osservatore . Pablo Picasso sosteneva che “l’arte è la menzogna che ci consente di comprendere la verità”: non è l’oggetto artistico ad esprimere un valore concettuale, eppure attraverso d’esso l’idea si mostra e si concretizza.

C’è stato anche chi demoralizzato dal profilarsi di una società sempre più inumana, animata dall’etica del profitto, ha considerato l’arte come l’unico mezzo per sfuggire al dolore insito nella realtà (Shopenhauer),  o chi ha inteso l’arte più che altro come un’ “intuizione lirica”, parte da un sentimento e si concretizza successivamente in un’immagine (Benedetto Croce).

Ma c’è anche un’altra deriva dell’arte durante il periodo dell’industrializzazione e della formazione della classe capitalista, quella della cosiddetta “smitizzazione” del prodotto artistico, scorgendo nell’arte una possibile e vincente espressione della tecnica. Ed è proprio quest’ultimo modo di intendere l’arte che verrà ripreso ed ampliato durante il Novecento con il profilarsi delle “Avanguardie Storiche” e quindi movimenti artistici come il Cubismo, il Futurismo, l’Astrattismo, il Dadaismo etc. 

L’arte nello sviluppo capitalistico della società si è talmente dissociata dalla vita che per riconoscerla e
apprezzarla sono necessari codici e istruzioni non solo specifici, ma anche particolarmente stravaganti e inverosimili. Il mercato distorce e corrompe l’anima. Sotto gli occhi di tutti appare oggi l’arbitrarietà delle regole vigenti nel “mondo dell’arte”, che si sono arenate sulla supremazia del profitto e condizionate dall’inganno del critico a pagamento e della pubblicità.

L’arte nella mia concezione è un prodotto collettivo e l’artista esiste perché è riconosciuto tale dalla sua società. Qua e ora! Non dopo la morte. Ecco perché l’individualismo dell’artista èuna condizione necessaria per l’affermazione dell’Ego creativa, ma che non sarebbe sufficiente alla sua elevazione, se non ci fosse il confronto e la collaborazione con gli altri, artisti o comuni esseri umani, in un processo culturale durante il quale diverse figure contribuiscono alla crescita di tutti.

Un esempio di artista è colui che stiamo festeggiando oggi i suoi 80 anni. Salvatore Morello è un artista vero, proprio nel senso tolstoiano, un “artista popolare”, che per lunghi anni non ha scoperto la vena artistica che serbava in seno. Soltanto all’età di 48 anni, e per circostanze fortuite, ha preso in mano il pennello e spalmato i colori sulla tela. Ma vi assicuro che le opere che aveva realizzato quando era – come dice lui – contadino allevatore, sono autentiche opere artistiche. Intagliava oggetti di legno, di uso comune, per la cucina e per il lavoro, abbellendole con bassorilievi, che testimoniano sue capacità inestimabili. Ho visto recentemente a San Fratello, un dono che ha fatto a sua sorella per il suo matrimonio, una tavola di legno incisa, con scene di corteggiamento raffiguranti un cavaliere e una donna e altre figure, in una specie di fumetto tridimensionale ante letteram. Un’opera, per fortuna, gelosamente e consapevolmente costudita dalla proprietaria, sia per il suo valore affettivo sia per quello artistico.

L’arte di Salvatore Morello è annoverata tra quelle figurative, incline all’ingenuo, altrimenti detto con termine colto, francesizzante: naif. Non rispetta la prospettiva e le dimensioni degli oggetti, ma coglie la natura delle cose e la arricchisce con una fantasia esplosiva, come in quei suoi tramonti e aurore meravigliose che sprigionano, allo stesso tempo, luce e tenebre.

Salvatore Morello è un artista legato fortemente alla sua fede religiosa e questo suo sentimento lo tramanda sulla tela con opere dirette, come l’immagine di Gesù crocifisso e sofferente, sia con la lode dell’incanto della natura, con una spasmodica attenzione al particolare, che rasenta la miniatura.

Un terzo filone della produzione morelliana è la tradizione perduta dei mestieri e ambienti della società contadina e pastorizia.

Una dimensione umana di Salvatore è il suo lato socievole e solidale. E’ un uomo che non si risparmia per servire gli altri. Ha sempre messo la sua arte al servizio dell’impegno. Ha donato suoi quadri per la raccolta di fondi a favore dei bambini africani e palestinesi e un suo quadro ci ha permesso di coprire una parte delle spese per realizzare il murales Dino Sauro, nella salita della stazione ferroviaria.

Questo omaggio che gli facciamo è il minimo riconoscimento che una società possa assegnare ad uno dei suoi figli migliori, con l’augurio di altri ottant’anni.    
  
Farid Adly
Acquedolci (Me), 7 Settembre 2013



lunedì 9 settembre 2013

Gli ottant'anni di Salvatore Morello



Il maestro Salvatore Morello ha compiuto, lo scorso 7 Settembre, 80 anni. Non li dimostra per nulla. In volontà, prontezza mentale, capacità d'iniziativa e anche fisicamente. L'Associazione Culturale Mediterraneo lo ha festeggiato con una cerimonia a sorpresa. In sala consiliare del Comune di Acquedolci, soci, amici, familiari e tantissimi artisti aderenti al progetto Alchimia della Bellezza si sono radunati per dire all'unisono: "Tanti Auguri a te!". Sul Palazzo Municipale svettava uno striscione con la scritta: "Buon Compleanno, Maestro!" 7 Settembre 2013 e il logo dell'ACM. Durante la cerimonia, presieduta dalla dott.ssa Nunziatina Spina, al maestro è stata conferita dall'Associazione una targa-telegramma di auguri.
Tra gli artisti aderenti ad Alchimia della Bellezza presenti in sala ricordiamo: Pietro Cordici, Calogero Corrao, Angelo Restifo, Ettore Maria Merlino, Calogero Reitano, Mario Biffarella, Lella Raimondo, John Picking, Melina Tricoli, Nicola Chiaromonte, Aldo Zisa, Nanni Zangla, Nino Manasseri, Nino Santomarco, Rosetta Marino, Maria Cristina Digiovanna,... Erano presenti anche altri artisti che sono stati vicini al nostro progetto come il prof. Nuccio Mannelli, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Capo d'Orlando, la giovane artista Miriam Carini, Alba La Mantia e Clotilde Alizzi.
Alla cerimonia ha assistito l'amico Alberto Visalli, curatore del blog Sant'Agata e Dintorni, e la giovante collaboratrice, Benedetta Ziino (che ringraziamo per aver messo a nostra disposizione le foto).
vedi qui il suo articolo


La cerimonia si è conclusa con il taglio della gigantesca torta e un bicchiere di spumante.


Il presidente Adly ha letto questa presentazione del lavoro del nostro artista:

"Un esempio di artista è colui che stiamo festeggiando oggi i suoi 80 anni. Salvatore Morello è un artista vero, proprio nel senso tolstoiano, un “artista popolare”, che per lunghi anni non ha scoperto la vena artistica che serbava in seno. Soltanto all’età di 48 anni, e per circostanze fortuite, ha preso in mano il pennello e spalmato i colori sulla tela. Ma vi assicuro che le opere che aveva realizzato quando era – come dice lui – contadino allevatore, sono autentiche opere artistiche. Intagliava oggetti di legno, di uso comune, per la cucina e per il lavoro, abbellendole con bassorilievi, che testimoniano sue capacità inestimabili. Ho visto recentemente a San Fratello, un dono che ha fatto a sua sorella per il suo matrimonio, una tavola di legno incisa, con scene di corteggiamento raffiguranti un cavaliere e una donna e altre figure, in una specie di fumetto tridimensionale ante letteram. Un’opera, per fortuna, gelosamente e consapevolmente custodita dalla proprietaria, sia per il suo valore affettivo sia per quello artistico.
L’arte di Salvatore Morello è annoverata tra quelle figurative, incline all’ingenuo, altrimenti detto con termine colto, francesizzante: naif. Non rispetta la prospettiva e le dimensioni degli oggetti, ma coglie la natura delle cose e la arricchisce con una fantasia esplosiva, come in quei suoi tramonti e aurore meravigliose che sprigionano, allo stesso tempo, luce e tenebre.
Salvatore Morello è un artista legato fortemente alla sua fede religiosa e questo suo sentimento lo tramanda sulla tela con opere dirette, come l’immagine di Gesù crocifisso e sofferente, sia con la lode dell’incanto della natura, con una spasmodica attenzione al particolare, che rasenta la miniatura.
Un terzo filone della produzione morelliana è la tradizione perduta dei mestieri e ambienti della società contadina e pastorizia dei Nebtrodi. 
Una dimensione umana di Salvatore è il suo lato socievole e solidale. E’ un uomo che non si risparmia per servire gli altri. Ha sempre messo la sua arte al servizio dell’impegno. Ha donato suoi quadri per la raccolta di fondi a favore dei bambini africani e palestinesi e un suo quadro ci ha permesso di coprire una parte delle spese per realizzare il murales Dino Sauro, nella salita della stazione ferroviaria.
Questo omaggio che gli facciamo è il minimo riconoscimento che una società civile possa assegnare ad uno dei suoi figli migliori, con l’augurio di altri ottanta anni".  



L'occasione è stata scelta per la ripresa delle attività di Alchimia della Bellezza, dopo una pausa imposta dai lavori di ampliamento e di ammodernamento della Casa delle Culture, sede delle mostre mensili.
Il momento gioioso è stato proficuamente sfruttato per discutere di un tema culturale di fondamentale importanza per la comprensione del mondo della creatività: "Chi è l'Artista, oggi?". Sul quesito, che rimane una questione sempre aperta malgrado i secoli di dibattuto culturale attorno, ha presentato un'introduzione il presidente dell'ACM, Ing. Farid Adly, giornalista e scrittore, oltre ad essere raffinato cultore d'arte e infaticabile organizzatore e promotore di eventi artistici. (il testo integrale del suo intervento verrà pubblicato prossimamente, appena verrà consegnato dall'autore alla redazione del blog). Dopo un escursus, breve e per sommi capi, sugli approcci al tema da filosofi, critici e storici d'arte, sul tema dell'Arte, Adly ha passato in rassegna le varie teorie sul ruolo dell'artista nella società. Constatando che "l'Arte non è un prodotto del singolo, ma una realizzazione collettiva", Adly sostiene che "Ogni opera ... una volta realizzata non è più proprietà dell'autore, ma dello spettatore, di chi la guarda e la ammira. Quando un'opera è riconosciuta da un'ampia platea di osservatori, sopravvive al suo autore. E' eterna e rende eterno il suo plasmatore, non necessariamente come persona singola". Il presidente dell'ACM, dopo aver premesso che "l'Arte è come il linguaggio; è una peculiarità dell'essere umano... e come il linguaggio per il pensiero, l'Arte è uno strumento di comunicazione . In questo caso la comunicazione di sentimenti" e visto che "Non tutti gli esseri umani hanno la capacità, se vogliamo il dono, di poter utilizzare questo linguaggio, cioè essere artisti", avanza la convinzione che "a nessuno è precluso di provarci. Come esattamente per la facoltà di parola, non tutti gli alfabetizzati sono scrittori o poeti, ma nessuno ha il diritto di impedire ad alcuno di parlare e scrivere". Il relatore conclude la sua riflessione con questa affermazione impegnativa: "L'Arte è un prodotto collettivo e l'artista esiste perché è riconosciuto tale dalla sua società. Qua e ora! Non dopo la morte. Ecco perché l'individualismo dell'artista è necessario per l'affermazione dell'Ego creativa, ma che non sarebbe sufficiente da solo alla sua elevazione, se non ci fosse il confronto e la collaborazione con gli altri, artisti o comuni esseri umani fruitori".

Dopo l'introduzione, la dott. Daniela Zingale, Assessora alla Cultura, ha portato i saluti dell'Amministrazione comunale di Acquedolci, guidata dal Sindaco, Avv. Ciro Gallo.



Un fitto, vivace e approfondito dibattito è seguito all'introduzione. Sono intervenuti molti artisti e cultori dell'arte: il pacato e profondo Mario Biffarella, per sostenere che il mercato domina il mondo dell'arte e lo soffoca, facendo emergere gli uni e affossando gli altri, con parametri che non hanno nulla a che fare con il merito, ma soltanto tenendo d'occhio il profitto. Il saggio John Picking, ha sottolineato l'importanza del ruolo delle accademie e la necessità del confronto tra opinioni diverse su un tema prescelto. Un frizzante e buon conoscitore della materia Pietro Cordici ha delineato le sofferenze patite ed i sacrifici dell'artista nel compier appieno il suo ruolo sociale ed ha amichevolmente polemizzato con la posizione di John Picking, il quale ha risposto raccontando un qualche gustoso aneddoto della propria esperienza. Una tenzone che ha animato il dibattito e ha convinto altri ad intervenire. L'amico Nicola Chiaromonte, presidente dell'Associazione Homo Faber e noto sculture, ha espresso la necessità di muoversi insieme, artisti e associazioni, per vincere la battaglia contro la mercificazione dell'Arte e rimettere l'artista al centro del processo creativo. La dott.ssa Clotilde Alizzi ha espresso la sua emozione nell'esperienza creativa. Il professor Mannelli e la giovane artista Myriam Carini hanno sottolineato le giuste parole di Picking e Cordici sul ruolo delle Accademie d'Arte nell'affinare la tecnica e nell'indirizzare i giovani in una valida educazione artistica.
Il sensibile Angelo Restifo ha affrontato il tema sostenendo l'impossibilità di definire oggettivamente l'Arte e in ultimo un lucido e sottile Ettore Merlino ha esposto, facendo ricorso alla cultura cinematografica, l'idea che l'Arte è eterna e non effimera.

Il presidente dell'ACM ha annunciato che il prossimo appuntamento di Alchimia della Bellezza sarà l'inaugurazione della nuova Casa delle Culture e poi si provvederà a stilare il programma delle prossime mostre 2013/2014. Inoltre si è impegnato - a nome dell'ACM - di rendere una tradizione permanente la cerimonia di festa per ogni artista aderente al progetto Alchimia della Bellezza, al compimento dei suoi 80 anni, augurando a tutti una lunga e salutare vita fino a quel traguardo e oltre.

All'inizio dell'evento, la dott. Mariella Giambò ha presentato le attività future dell'ACM, tra i quali un corso di disegno e pittura rivolto ai giovani e un corso di riprese e montaggio video, a cura di Basiglio Longo, a partire dal 5 Gennaio 2014.

Poi si è passati ai festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno del maestro Salvatore Morello.

La grafica dello striscione e della targa sono state realizzate da Publigrafica di Ciro Caarbonetto, via Gaggini snc, Acquedolci (Me) Tel. 0941.727527.
La torta è stata realizzata dalla pasticceria artigianale Chantigne della famiglia Caprino. Via Nazionale, 79. Tel 0941. 727009. 

Il team di PR dell'ACM

martedì 13 agosto 2013

Acquedolci (Me): la febbre dei Murales colpisce ancora...




il bozzetto originale ideato e realizzato su carta da Mario Falci

(vedi gli aggiornamenti e la Galleria fotografica in fondo)

3 Agosto 2013:
Sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo murales nella Via dell'Arte, la salita della Stazione ferroviaria di Acquedolci. L'Architetto Mario Falci e i suoi collaboratori si sono messi al lavoro per pulire il muro di sostegno in pietra e prepararlo ad accogliere i colori di fondali marini, con tartarughe ed altri animali.

La nuova impresa prosegue l'attività, iniziata lo scorso anno, che ha riportato in vita Dino Sauro. Il bozzetto è stato realizzato dallo stesso arch. Falci e tutta l'opera sarà compiuta sotto la sua direzione. Diversi artisti hanno dato la loro disponibilità a collaborare alla bella iniziativa artistica, che valorizza un angolo della città in fase di abbandono e decadenza, a causa della dismissione graduale della Stazione ferroviaria. Appena ci verrà fornito l'elenco completo degli aderenti, volentieri lo pubblicheremo.

Un'opera meritoria per rinnovare quell'impegno giovanile, che aveva spinto lo stesso Mario e il suo compagno Delfo a realizzare il primo murales del 1984. Un cammino all'insegna dell'arte che sicuramente incoraggerà altri a cimentarsi in una gara alla ricerca della bellezza, per rendere la nostra cittadina un centro d'attrazione culturale.

Complimenti e auguri!

Ing. Farid Adly
presidente ACM

Il post è stato segnalato da:
Intorno a Messina


Oggi, 14.08.2013, ho ricevuto dall'architetto Falci l'elenco dei primi aderenti al nuovo progetto di murales:
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Ciao Farid, 
ti ringrazio per l'articolo su Alchimia della Bellezza. Ho avuto oggi la conferma che parteciperanno alla stesura del murales :
Ben Ventura
Francesca Ventura
Adolfo Susio
Giulia Falci
Mario Falci

In particolare con Benedetto stiamo rivedendo la composizione rendendola più articolata e vivace con l'inserimento di altri particolari ed una tartaruga gigante.
Ciao
Mario
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Adesso (25 Settembre 2013) i lavori sono terminati e, quindi, è tempo di mostrare i bei risultati ottenuti, che abbelliscono una zona in fase di avanzato degrado della cittadina di Acquedolci. 
Il ruolo della Cultura è quello di rendere armoniosa la convivenza sociale e l'Arte non si tira indietro. Mario Falci, Ben Ventura e Adolfo Susio, con il fattivo aiuto della giovane Giulia Falci, hanno realizzato un'opera di alto valore artistico e un valido contributo all'affermazione dei concetti di bellezza e di volontariato nella nostra comunità.
Gli autori hanno denominato questo secondo Murales, "Muro Giurassico" e annunciano che lo completeranno la prossima Estate con alcuni particolari.

Se siete di Acquedolci o se siete di passaggio, non mancate di visitare la salita della Stazione Ferroviaria per ammirare il lavoro dei nostri quattro. 
I vostri commenti sono graditi. In fondo c'è lo spazio per scrivere e pubblicare senza filtri. Rassegna fotografica selezionata (tratta da Fb; vedi i link citati)

Foto di Innocenzo Gerbino :


foto di Mario Falci

foto di Ben Ventura